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Cronaca








Questo il ritornello elettorale del consigliere regionale uscente che ha incontrato i suoi sostenitori apriliani il 20 febbraio
Di Resta: confrontiamoci di più

Da sinistra: Omar Ruberti e Domenico Di Resta
09/03/2010 -


L’imminente richiamo alle urne per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del nuovo Governatore del Lazio, appuntamenti previsti per il 28 e 29 marzo 2010, rendono necessario stilare un bilancio della passata esperienza amministrativa e mettere le carte in tavola in merito alle problematiche da affrontare in caso di rielezione. Si inserisce in questa logica il tour dei territori provinciali “Confrontiamoci di più”, una campagna di ascolto, confronto e discussione sulle problematiche locali affrontate nei 5 anni passati o da inserire tra i nuovi nodi programmatici della politica Pd, una serie di appuntamenti organizzati dal consigliere regionale uscente Domenico Di Resta, di tappa ad Aprilia il 20 febbraio scorso. Radunati presso i locali della Pro Loco di via Marconi, i cittadini, ed alcune esponenti del partito a livello locale, sostenitori del consigliere. Al tavolo conferenziale, Omar Ruberti, moderatore dell’evento e Domenico Di Resta, il quale, dopo una breve introduzione volta ad evidenziare l’importanza di una campagna elettorale non affidata a strumenti mediatici e propagandistici, bensì al rapporto diretto con i cittadini, in virtù della richiesta pubblica di un maggior coinvolgimento politico e partitico nella realtà quotidiana e concreta dei territori, ha ripercorso le tappe salienti degli ultimi cinque anni di amministrazione regionale. Una strada tutta in salita, quella percorsa dal Pd nel quinquennio amministrativo, a causa della difficile situazione finanziaria riscontrata, dovuta in parte al debito della sanità. “Nel programma elettorale di 5 anni fa- ha esordito Di Resta- contestavamo alla Giunta Storace un debito sanitario ben maggiore ad un miliardo e mezzo di euro, dichiarato dal centrodestra. Parlavamo allora di 3 miliardi di debito. La situazione riscontrata al momento dell’elezione era peggiori di qualsiasi previsione distopica. Non erano stati approvati i bilanci delle Asl da 4 anni, con un debito certificato dalla Corte dei Conti di 10 miliardi di euro. Ciò ha comportato necessariamente alla modifica del quadro governativo, con l’accensione di un mutuo con rate di 320 milioni di euro annui che per 30 anni gli abitanti del Lazio saranno costretti a pagare. Ed ora va rilevato che quegli stessi personaggi, responsabili del grave quadro di dissesto finanziario della Regione Lazio, personaggi come Storace o Augello, basano la propria campagna elettorale su queste tematiche, sfiorando i limiti del pudore, avendo anche provocato il commissariamento del quale si sta attualmente facendo un uso politico scorretto”. Da inserire in quest’ottica anche il blocco sulla costruzione dell’Ospedale del Golfo in sostituzione delle tre strutture di Formia, Gaeta e Minturno, “in attesa dell’approvazione da parte del Ministero della Salute del Piano Sanitario, che sancirà di fatto la chiusura di ben 18 strutture, un’incongruenza di fondo tra parole e fatti da parte del Centrodestra”. Poi il discorso si concentra su Aprilia, sugli investimenti che hanno interessato il Comune Pontino in maniera diretta. Parte degli investimenti è stato incentrato sulle misure anticrisi che la Regione ha voluto indirizzare nei confronti di persone e famiglie ed imprese e ditte, provvedimenti previsti dalla legge finanziaria del 2009, che vanno dal bonus bambini al sostegno al mutuo sulla prima casa, dal fondo di solidarietà alle famiglie al reddito annuo garantito. Un secondo filone di investimenti è stato destinato alla mobilità, con il potenziamento delle strutture, nel caso di Aprilia investimenti sulla tratta ferroviaria Roma-Nettuno e per la costruzione del parcheggio di Campoleone. Forte l’impegno nei confronti del sostegno al lavoro di piccole e medie imprese, affrontato con l’istituzione di organi per creare condizioni di sviluppo e rafforzare realtà già esistenti. Non va dimenticato il sostegno alla cultura ed iniziative culturali, un sostegno al sistema associativo di integrazione nei luoghi pubblici. Parla di “scelte strategiche” Di Resta, incentrate sui più importanti temi riguardati la realtà locale, non ultimo il risanamento delle borgate, in una “logica non episodica ma continuativa”. Vanno ad aggiungersi alle esperienze realizzate alcuni interventi sociali, come il risanamento dei centri anziani, le officine culturali o ancora la costruzione di “Parco in movimento”.
“Si apre ora una nuova fase- ha proseguito poi Di Resta- ed è necessario rinnovarsi. Faremo un discorso ad hoc sul Piano casa, per affrontare un discorso di risanamento, tentando ancora nel futuro di portare avanti politiche di sostegno nei confronti dei territori e delle realtà locali. Queste le esigenze reali delle comunità”. Infine la parola ai cittadini, che hanno voluto affrontare tematiche calde, argomenti non toccati dal discorso di Di Resta, riguardanti Turbogas, Centrale Nucleare, Corridoio Tirrenico e privatizzazione del servizio idrico, ed ancora il risanamento delle borgate, argomento introdotto da Silvano De Polis, che ha avuto modo di rilevare preoccupazione verso la politica condotta dall’amministrazione comunale, invocando così un intervento diretto della Regione. “Il tema del rapporto dei comuni è un fondamentale- ha affermato Di Resta. In passato abbiamo dovuto commissariare finanziamenti per interventi sulle scuole. Bisogna snellire le pratiche, automatizzare il trasferimento delle risorse. Su questioni importanti come Nucleare credo che sia necessario porre attenzione nell’immediato, per non ritrovarsi a dover lottare a cose fatte. Le norme governative espropriano di fatto le regioni di ogni prerogativa, indirizzando verso una decisione centralizzata in merito. La battaglia va combattuta soprattutto richiedendo una modifica di leggi e norme che sanciscono la riapertura delle centrali. Bisogna porre fine alla pantomima attuata dal centrodestra, dove la Polverini, favorevole al nucleare in termini generali, si oppone alla costruzione delle stesse nel Lazio in virtù di un’autosufficienza regionale. Sa bene, la Polverini, che in caso si procedesse con la costruzione delle centrali, sarebbero siti già esistenti ad essere riaperti. Il movimento no al nucleare deve agire immediatamente, sulle norme. In merito alla questione dell’acqua credo bisogna ragionare in termini dobbiamo cercare di riportare l’acqua ad una gestione pubblica, agendo sia in una logica locale, sia in chiave generale, nei confronti di provvedimenti presi dal governo.
Certo è che una vittoria del centrodestra e Fazzone in primis favorirebbe la sussistenza della situazione in atto. Necessario un voto regionale consapevole per battersi al meglio sulle grandi questioni. Su una questione fumosa come il Corridoio Tirrenico, posso solo affermare che lavoreremo su opere già in atto, potenziando il sistema delle infrastrutture stradali esistenti ed operando al fine di produrre un impatto minimo sul territorio”.



Autore:
Francesca Cavallin




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