Il Comitato di quartiere Aprilia Centro gonfia all’eccesso un fatto di cronaca subito circoscritto dai Carabinieri
E’ stata solo una rissa isolata
03/08/2007 -
Un episodio certamente spiacevole è avvenuto al parco Manaresi, venerdì 6 luglio intorno alle 19.30, una rissa tra cittadini stranieri di nazionalità romena, che ha turbato i cittadini che in quel momento si stavano godendo “il fresco” di questa calda estate. Immediato l’intervento dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del locale Comando di Compagnia, che sorprendevano in flagranza di reato di rissa aggravata, nel quale due di loro rimanevano feriti. Quattro i cittadini romeni coinvolti nella rissa, dei quali alcuni armati di bastoni e coltelli. I Carabinieri, allo scopo che tale situazione non degenerasse ulteriormente, procedevano all’arresto dei quattro che avevano una età compresa tra i 20 e 23 anni, tutti senza fissa dimora. Due di loro hanno riportato lesioni guaribili in 7 e 10 giorni. I quattro sono stati arrestati in attesa del rito direttissimo. Eccessivo, a nostro avviso il risalto dato all’episodio da parte del Comitato di quartiere Aprilia Centro, che non fa altro che allontanare i cittadini dal parco. Da un nostro sopralluogo sul sito, all’imbrunire abbiamo visto molti cittadini godersi in tranquillità il tardo pomeriggio, per nulla turbati dall’episodio di qualche giorno prima.
Questo il testo del comunicato: “Scene di panico al Manaresi- Oggi (venerdì 6 luglio) è avvenuta un fatto gravissimo presso il Parco Manaresi. Verso le ore 19.30 il Parco era affollato da decine di famiglie con bambini che giocavano presso i giochi per bambini. Improvvisamente un gruppo di persone rumene, per motivi non chiari, hanno iniziato a picchiarsi, proprio all’altezza dei giochi per bambini. Lo sgomento però è diventato vero panico quando alcuni di queste persone rumene hanno imbracciate asce e coltelli, partendo con una feroce caccia all’uomo. In pochi secondi è sceso il panico nel Parco ove le famiglie sono scappate via di gran fretta, richiamandosi i figli che si erano trovati proprio in mezzo a quell’inferno. Le persone si sono rincorse per decine di minuti nel Parco, imbracciando le pericolosissime armi, mentre i cittadini cercavano riparo nei palazzi attorno al Parco e chiamando le forze dell’ordine. Solo verso le 20.15 è arrivata presso il Parco una pattuglia di Carabinieri che hanno provveduto ad identificare alcuni di questi facinorosi, sequestrando alcune di quelle armi “improprie” e mettendo la parola fine ad un vero pomeriggio di terrore.I cittadini infuriati sono scesi in strada, stanchi della pericolosità delle persone che circolano e delinquono indisturbate nel Parco Manaresi nella totale assenza di forze dell’ordine, come denunciato da vari mesi da questo Comitato di Quartiere. Possiamo solo immaginare se quella pericolosissima situazione fosse scoppiata una volta costruita l’area giochi del Parco Accessibile (la cui costruzione è prevista tra poche settimane) che ospiterà giochi per disabili e normodotati. Ora basta! Il Comitato di Quartiere Aprilia Centro chiede al Sindaco ed alle forze dell’ordine come è mai possibile che possano accadere certi episodi in pieno centro di Aprilia? Come è mai possibile lasciare a delinquenti di quella specie il completo controllo di aree verdi frequentati da decine di famiglie e bambini? Quelle famiglie terrorizzate alla vista di asce e coltelli si aspettano di vedersi garantita la sicurezza propria e dei propri figli... sicurezza che oggi pomeriggio al parco Manaresi non è stata garantita e qualcuno deve fornire subito delle risposte! Firmato: Comitato di quartiere Aprilia Centro”.
Questo comunicato procura allarme tra le persone per bene e non fa altro che allontanarle dal parco pubblico, facendo così il gioco dei vari delinquentelli, per fare i propri comodi nei luoghi pubblici. Ricordiamo che il procurato allarme è un reato previsto dall’articolo 658 del Codice Penale: “Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con una ammenda”.
| Autore: |
Gianfranco Compagno
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