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27
FEB
2015

Elettrosmog

Un comunicato dei cittadini pentastellati di Aprilia




Il problema antenne ad Aprilia è stato affrontato e risolto solo in parte.. nel 2011 l’attuale amministrazione, stilò un documento per regolamentare l’installazioni dei dispositivi SRB su edifici pubblici, sottolineandone i rischi nel porre queste installazioni in prossimità di luoghi sensibili, come scuole, parchi, ospedali.
L’amministrazione, più che da un intendo di salvaguardia della salute, fu mossa da una condizione che oramai rischiava di diventare ingestibile, e il documento passò da un regolamento di salvaguardia e prevenzione ad uno atto dovuto, per arginare una situazione oramai sfuggita di mano.
La figura del tecnico che doveva occuparsi del monitoraggio del costante flusso di elettrosmog, è rimasta avvolta nel mistero per anni, fino a quando con la determina n.728 del 29/11/2013 si conferì tale incarico, all’architetto Valentina Lo Zuppone. L’affidamento del lavoro, per un costo di 20.000 euro, prevedeva “ la ricognizione e il monitoraggio del livello di inquinamento provocato da onde elettromagnetiche in prossimità di siti sensibili, con rappresentazione grafica degli stessi e trasferimento dati sulla piattaforma Gis del comune di Aprilia in corso di realizzazione”, il tutto portato a termini entro e non oltre la data del 31 ottobre 2014, come si legge al punto 4 della determina di assegnazione dell’incarico: “le prestazioni affidate(..) dovranno essere espletate entro il 31 ottobre 2014, nelle modalità concordate con il dirigente del IV settore”. La situazione assume una connotazione tragi-comica soprattutto quando, a pochi mesi di distanza dalla decisione di avviare uno studio sull’elettro monitoraggio, si è scoperto che in realtà il comune non possedeva tutti gli strumenti necessari per l’avviamento di un vero monitoraggio. Infatti, se con la determina n. 728 del 28/11/2013 si affidava “l’incarico per la realizzazione di uno studio ambientale finalizzato a monitorare l’inquinamento delle onde elettromagnetiche” all’architetto Lo Zupone, e il comune affermava che: ”l’amministrazione si è dotata di idonea strumentazione tecnica, misuratore di campi elettromagnetici per monitorare e prevenire fenomeni di inquinamento ambientale”, con la determina n. 347 del 13/06/2014 ci si accorge improvvisamente che l’attività di monitoraggio affidata all’architetto pochi mesi prima in realtà non puo partire, perché manca uno strumento fondamentale per l’inizio dei rilevamenti, macchinario poi acquistato in seguito da una ditta di Potenza al costo di 8.088,60 euro iva inclusa.
Lo strumento in questione è stato consegnato al comune di Aprilia intorno ad ottobre 2014, ma ad oggi febbraio 2015 non abbiamo nessuna notizia relativa allo studio assegnato all’architetto, ne tanto mento come questo strumento venga utilizzato.
Questa premessa è d’obbligo per capire gli sviluppi che a distanza di 3 anni sono avvenuti sul fronte “antenne” nella nostra città
Ad oggi le antenne per telefonia mobile presenti ad Aprilia sono una settantina, tra cui circa una 20ina installate su suolo pubblico. Sappiamo che il comune per ogni istallazione effettuata su suolo comunale intasca più o meno 10.000 euro l’anno, per un totale di 600.000 euro in 3 anni.
Questi fondi, stando al regolamento redatto a maggio del 2011 dovevano essere impiegati per la salvaguardia della salute, ad esempio stilando una mappatura di tutti i dispositivi installati, o una misurazione dell’elettrosmog presente nel territorio apriliano.
Su una media di 600.000 euro ricavati dall’amministrazione per la concessione di arie comunali per la realizzazione di impianti telefonici, ne sono stati impegnati circa 30,000. Questi soldi che vengono gestiti dai lavori pubblici, sono riportati in bilancio e successivamente riassegnati all’ufficio ambiente. A questo punto, la somma impiegata, senza che ancora si abbiano dei risultati tangibili, è molto inferiore a quella che in questi anni ( dal 2011 ) è entrata nelle casse comunali.. che fine fanno questi soldi? E a che voce del bilancio comunale fanno riferimento? Ora che sono passati 4 mesi dalla data di scadenza del contratto, l’architetto Lo Zuppone, non ha reso noto nessun monitoraggio ne tanto meno nessuna rappresentazione grafica di qualsivoglia onda elettromagnetica, a questo punto ci chiediamo se l’architetto sia invisibile come l’inquinamento che è stata chiamata a misurare? Attendiamo Risposte.
Cittadini Pentastellati