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06
GIU
2008

In memoria di Mariano De Pasquale

Il 21 maggio è stato inaugurato il monumento dedicato al fondatore del meraviglioso museo storico di Piana delle Orme






“Figlio di Sicilia, dai pascoli silenti mise radici in Agro Pontino. Onesto e laborioso, da agricoltore di trasformò in imprenditore lungimirante e coraggioso. Seminatore di memorie e testimone di valori antichi, seppe coniugare il lavoro con l’impegno nella cultura. Il suo cammino ha lasciato orme indelebili nella storia di questa terra e in tutti coloro che lo conobbero”.
E’ con questa immagine che amici e parenti hanno voluto ricordare Mariano De Pasquale, un uomo che grazie alla sua passione per la storia, per la natura e per il collezionismo, ha creato uno dei musei più belli in Italia, dove camminando si può ascoltare e rivivere passo dopo passo la storia della bonifica dell’Agro Pontino. Un uomo che non ha mai conosciuto la parola “Impossibile”, lo stesso uomo che caparbiamente ha recuperato dai fondali marini e ricostruito pezzo dopo pezzo un velivolo, e che non contento non si è dato pace fino a quando non ha ritrovato e condotto il pilota a Piana delle Orme, o ancora quando ha riportato alla luce dal mare un carro armato affondato più di sessant’anni fa. Questo era Mariano De Pasquale, e camminando per i viottoli del suo museo, la sua presenza e la sua passione la si ritrova in ogni angolo. Grande amante della natura è riuscito a costruire qualcosa di veramente maestoso rimanendo però sempre fedele alle sue origini, umili e con dei principi ben saldi. Nello schermo continuano a scorrere le immagini e guardandomi intorno non posso non accorgermi delle lacrime, degli occhi rossi, dei singhiozzi di chi voleva trattenersi per non esplodere in un pianto di rammarico. Non a caso è stata scelta la giornata del 21 maggio per inaugurare la statua ed una targa in onore di questo grande uomo. 21 maggio giorno in cui Mariano De Pasquale avrebbe compiuto 70 anni, e a festeggiare il ricordo di lui, non solo amici e parenti, ma tutti i suoi collaboratori e dipendenti che grazie a lui in questi anni hanno formato una grande famiglia, d’altronde questo è l’effetto che “l’uragano Mariano” ha lasciato su tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato.
Alda Dalzini direttrice del museo è la prima a prendere la parola e la prima a ricordare il suo grande amico. “Non è facile parlare al passato di una persona come Mariano De Pasquale, sono talmente tante le cose che ci ha insegnato che se ancora ci penso mi riesce quasi impossibile pensare a quel 5 settembre del 2006, giorno in cui ci ha lasciati. Dopo lo shock iniziale ognuno di noi ha ripreso il suo lavoro, proprio come lui avrebbe voluto, con l’unico obbiettivo di portare avanti la grande eredità soprattutto morale che Mariano ci ha lasciato. Abbiamo deciso insieme alla moglie Adriana e ai figli Maria Grazia Nunzia Luciano e Lucia di ricordarlo non nel giorno della sua scomparsa ma in quello in cui è nato. Persone come lui ne nascono poche, sono persone che lasciano il segno in tutto quello che fanno e la sua grande forza lo portava a vivere giornate in cui il riposo non era pensabile lontanamente, sempre dedito alla sua terra ai suoi fiori, era questo che rendeva Mariano felice”. La sua sola paura era scandita dal rumore delle lancette, aveva paura del tempo, di non riuscire a realizzare tutto quello che la sua grande mente poteva elaborare, ed è per questo che fu profondamente amareggiato quando presentò all’ex sindaco di Latina Ajmone Finestra il progetto del suo museo, e si vide negare il suo grande sogno, che avrebbe avuto bisogno di tempo... proprio quello che Mariano De Pasquale molto probabilmente sapeva di non avere.
Decidendo di non rispettare i tempi della politica prosegue da solo il suo cammino. Dopo le parole di Alda Dalzini ad uno ad uno amici e parenti hanno voluto ricordare a modo loro Mariano De Pasquale, dalla moglie Adriana che con voce spezzata dall’emozione ha ringraziato tutti per essere li accanto a lei a ricordare non il marito, né l’imprenditore o l’agricoltore ma semplicemente il grande uomo che è stato. Subito dopo è stata la volta di Fusco Esposito guida di Piana delle orme che ricorda Mariano De Pasquale come un grande maestro ma soprattutto come un grande amico di chiunque lavorasse li, non per lui...ma con lui... Il direttore della Coldiretti di Latina Enzo Galetto ricorda Mariano De Pasquale come un grande uomo coraggioso e religioso, che anche nei momenti più difficili è riuscito a cavarsela sempre egregiamente. E a riviverlo come un testardo e un coraggioso è proprio l’ex comandante durante il servizio militare di Mariano il Generale Visciola.
“Mi hanno chiesto di ricordare Mariano come soldato, e nonostante i 50 anni passati che inevitabilmente hanno prodotto i loro effetti, ricordo un ragazzo, dapprima artigliere e poi caporale che svolse il servizio militare a Lucca nel 1960 presso il nono reggimento artiglieria. Anche se per breve tempo ebbi modo di apprezzare le sue ottime qualità dotato di grande senso di responsabilità e senso del dovere, ma soprattutto dotato di una tenacia tale che non sarebbe potuta sfuggire neanche agli occhi di un osservatore superficiale. Fin da subito mi accorsi della sua grande passione per i motori e i mezzi meccanici in generale e vedere oggi quello che è stato capace di creare quasi non mi meraviglia”.
Franco Merli invece lo ricorda come l’amico di una vita e parlando della loro amicizia si reputa un privilegiato... L’On. Vincenzo Zaccheo lo ha conosciuto tanti anni fa e da allora non ha mai rinunciato alla loro amicizia, lo ha sempre appoggiato nel suo cammino, sempre presente agli eventi organizzati nel museo, presenze non solo in qualità di sindaco ma anche in qualità di amico.
Salvatore Iemmolo lo ricorda invece come un uomo che ha aiutato tante famiglie donando loro tantissimi posti di lavoro.
E così uno dopo l’altro si sono susseguiti i ricordi di Mariano De Pasquale, tra lacrime e voci spezzate dall’emozione si è voluto salutare questo grande uomo, ma non prima che il sindaco Vincenzo Zaccheo riprendendo la parola comunica la volontà di dedicare a Mariano De Pasquale un roseto, niente di più appropriato per un uomo che tra i fiori ci ha passato la sua intera vita, esportandoli in tutta Italia e facendosi conoscere ovunque.
Sono le 17 e 45 quando siamo tutti radunati attorno a quel lenzuolo nero che ricopre la statua di Mariano De Pasquale...via il lenzuolo e lui è la...con il suo cappello, con il suo immancabile gilet che usava per lavorare, e con lo sguardo proiettato al futuro, quel futuro che siamo certi continuerà ad essere nelle valide mani di tutti i collaboratori che da sempre lo hanno seguito e hanno potuto imparare da lui l’arte dell’umiltà.
Ilaria Belli