Il sottosegretario Mantovano a Latina per coordinare gli interventi contro la criminalità
“Lo Stato è con voi”

“Lo Stato non abbandonerà alla criminalità la Provincia di Latina”. E’ questo il senso profondo della presenza nel capoluogo pontino dell’on. Alfredo Mantovano, Sottosegretario del Ministero degli Interni, che martedì 2 febbraio ha presieduto un’importa
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04/02/2010 -
E’ stato proprio il sottosegretario Mantovano, al termine dell’incontro, a rendere note le misure che si intende perseguire per la gestione dell’emergenza scattata nel capoluogo pontino nelle ultime ore.
“L’incontro avvenuto oggi - ha spiegato Mantovano- era teso sottolineare l’attenzione rivolta dal Governo nazionale al territorio pontino, perché gli episodi delittuosi avvenuti nei giorni scorsi non restino impuniti. In linea con l’importanza attribuita dal governo centrale alla tematica della sicurezza, saranno inviati esperti di criminalità organizzata provenienti dalle Questure di Roma e Napoli oltre che dallo Sco (Servizio centrale operativo), in supporto agli investigatori già impiegati dal territorio provinciale, una task force composta da personale qualificato nella lotta alla criminalità organizzata, dotato di grande esperienza, che entrerà in funzione nelle prossime ore. A breve è prevista l’istituzione della Desk Interforce, grazie all’apporto della Polizia investigativa di Stato, una struttura di coordinamento tra Forze di Polizia e Dia, che punta ad elaborare proposte per aggredire in modo più efficace possibile i patrimoni mafiosi, razionalizzando le forze in campo, poiché non è sufficiente l’incremento di uomini provenienti da Polizia di Stato e Cio di Carabinieri, ma è necessaria una gestione ottimale delle risorse, un impiego qualitativo che risponda a precisi obiettivi prefissati”. D’altronde forte appare l’attenzione rivolta alla Provincia di Latina ed ai suoi territori, un finanziamento importante per la sicurezza urbana rivolta in particolar modo a Latina città ed al Comune di Aprilia.
“Dei 100 milioni di euro stanziati dal governo nazionale per la sicurezza urbana, ben un milione e mezzo, rivolti in parte alla città capoluogo di Latina, in parte al Comune di Aprilia, segno del forte interesse del governo centrale per la messa in sicurezza di queste aree”.
Uno sforzo comunque non meramente quantitativo ma qualitativo, teso al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Poi Mantovano ha proseguito il suo intervento esortando la popolazione alla collaborazione. Se per il delitto di Massimiliano Moro, avvenuto nella tarda serata di lunedì 25 gennaio all’interno dell’appartamento dello stesso di Largo Cesti, Quartiere Q5, e per quello di Fabio Buonomano, avvenuto il giorno successivo, poco prima delle 20, in Via Monte Lupone, una strada senza uscita nel quartiere periferico Gionchetto, è possibile supporre l’assenza di testimoni oculari, appare poco veritiero ammettere che la stessa ipotesi possa applicarsi per il tentato omicidio di Carmine Ciarelli, un agguato che ha avuto luogo in pieno giorno, alle 8.20 del mattino in Via Pantanaccio. Di qui l’appello di Mantovano poiché “a fronte del massiccio dispiegamento di forza la paura non è più ammissibile. Chiediamo una risposta alla popolazione, una collaborazione attiva che ponga fine al grave clima di omertà”. Poco prima dell’arrivo presso il palazzo della prefettura, Mantovano aveva incontrato il Sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo ed i gruppi consiliari per confrontarsi con essi sul tema della sicurezza. Tematica questa al centro del Consiglio Comunale lampo, consumatosi il primo gennaio alla presenza del Prefetto di Latina e del Vescovo mons. Petrocchi, che aveva portato all’approvazione di una serie di richieste, importanti misure di intervento volte a garantire la sicurezza della Provincia, rivolte al governo nazionale.
Zaccheo ha inviato copia dell’atto prodotto in Consiglio Comunale al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed al Ministro della Giustizia Alfano, assieme ad un protocollo che attesta il grave onere di lavoro annuo di cui il Tribunale di Latina si fa carico ogni annuo, un carico pari al 10% rispetto agli altri tribunali del distretto, ma con un organico di Giudici ridotto al 7,2%, 41 giudici sui 556 operanti nel distretto ( secondo le stime una distribuzione equa sarebbe possibile con l’impiego di 56 giudici, pari appunto al 10%), stime riguardanti sia procedimenti penali che civili.
| Autore: |
Francesca Cavallin |