La spietata diagnosi del Partito Democratico
Multiservizi
 Vincenzo Giovannini e Alfonso Longobardi |
08/07/2010 -
La “profetica” visione proposta già un anno fa dal PD, all’atto di insediamento della Giunta guidata dal sindaco Domenico D’Alessio relativamente alla gestione della questione ASAM sembra essersi concretizzata nei giorni scorsi. La mancanza di incisività mostrata nell’anno appena trascorso nella gestione della municipalizzata di piazza dei Bersaglieri, un “carrozzone” tanto oneroso quanto poco produttivo in termini di servizi offerti alla cittadinanza, nato nel 2003 sotto la Giunta Meddi di cui l’attuale sindaco faceva parte, si è tradotto in una modifica dello statuto con legalizzazione della figura del commissario straordinario (Fulvio Farì, in carica dal 24 ottobre 2009) ed un aumento del canone mensile erogato dall’ente comunale, passato a 550.000 euro mensili, pari a 6 milioni 600 euro annui, utili a tamponare le spese di stipendi e INPDAP, lasciando l’azienda così com’è oggi, senza alcuna miglioria rispetto al passato. Nessuna proposta avanzata per ristrutturare l’Azienda. Nessun piano utile volto ad adeguare la Multiservizi all’articolo 23 bis del decreto legge 78, che obbliga i comuni a mettere a gara i servizi a rilevanza economica entro il 31 dicembre 2011. Nessuna comunicazione in merito agli 8 mesi di commissariamento, salvo la “scarna” relazione presentata dal Commissario Farì e dal direttore Fabio Biolcati Rinaldi nella commissione congiunta del 17 giugno scorso. Partendo da questo impietoso quadro attuale, “ che mostra la concretizzazione dei nostri timori, espressi sin dal primo consiglio comunale”, il PD “contrario sin dall’inizio, come Margherita a quello che sarebbe diventato negli anni un fardello dispendioso, asservito alla politica”, ha voluto offrire una propria visione dei fatti sulla questione, in una conferenza stampa convocata presso l’ex comitato Moscardelli di Largo delle Rose il 23 giugno scorso, propedeutico alla battaglia condotta in aula consiliare il giorno seguente. Un momento utile ai due consiglieri, Vincenzo Giovannini ed Alfonso Longobardi, per far luce sui 6 anni di storia e debiti accumulati da un’azienda divenuta sin dalla nascita “luogo asservito alla politica, con assunzioni incontrollate e clientelismo”, e presentare una proposta di risanamento, di ricostruzione della stessa, a risolvere il vituperato problema di indebitamento delle casse comunali e assenza di servizi alla città, grave soprattutto nel settore tecnologico. La relazione presentata dal PD parla di perdite complessive prodotte dall’azienda pari 7.030.844,75 euro dalla nascita al 31/12/2009, con un indebitamento netto di 7.144.235,05 euro, per un costo complessivo gravante sulla comunità di 42.423.676,81 euro. A produrre il grave negativo dell’azienda ha contribuito lo scostamento significativo tra bilancio preventivo e bilancio consuntivo registrato negli anni, generato in particolar modo da un costo del personale sempre più alto rispetto a quanto stabilito ad inizio anno ed i ricavi propri dell’azienda inferiori alle aspettative, una crisi cui le amministrazioni in carica hanno cercato di ovviare con i maggiori trasferimenti profusi dall’ente comunale. Significativo lo scostamento relativo alla prima fase, quella del 2004, quando a due anni dalla creazione, con la deliberazione consiliare n. 16 del 29 novembre 2002, i costi totali dell’ASAM raggiungono i 7.330.419,26 euro rispetto ai 5.381.000 stimati in previsione, uno scostamento di 2.169.689,92 dovuto soprattutto al maggior costo del personale, con 1.707.966,55 euro in più rispetto ai 4.030.000,00 previsti ad inizio anno. Un deficit che prosegue nella seconda fase, dal 2005 al 2007. Anche in questo caso i ricavi propri dovuti dalla vendita di prestazioni sono inferiori alle stime, con una contrazione complessiva pari a 1.026.905,41. Nonostante i costi del personale vengano aumentati, passando dai 4.030.000 del 2004 ai 5.056.500 euro del 2005, è ancora presente un significativo scostamento complessivo nel triennio pari a 1.233.829,43 totali ( in previsione dal 2005 al 2007 15.597.788 euro contro i 16.831.617,43 effettivamente spesi), dovuti soprattutto ad un incremento della pianta organica dell’azienda, passata dai 202 dipendenti iniziali ai 276 al dicembre 2004, assunzioni avvenute senza che i consiglieri avessero modo di verificare l’effettiva congruità della misura voluta dalla maggioranza del sindaco Luigi Meddi. Il passivo dell’azienda si riconferma nel 2008-2009, con uno scostamento di 1.034.234 euro nel 2008 (previsti 3.800.000 euro contro i 4.834.234 registrati da consuntivo) e di 1.872.782. euro del 2009 (in previsione ancora 3.800.000 euro contro i 5.672.782 effettivamente spesi). In conclusione il maggior costo del personale e le minori entrate alla base dell’indebitamento netto di 7.144.235,03 euro, una passività dovuta soprattutto al debito IMPDAP pari a 6.972.925,84 euro. L’aumento progressivo del contributo versato dall’ente comunale ha dimostrato quanto la misura rappresenti una strada velleitaria, illusoria ed anacronistica per una definitiva risoluzione del problema. Da questa dettagliata analisi prende le mosse la proposta del PD. “L’aumento attualmente previsto dall’amministrazione-ha spiegato Longobardi - tende solo a cristallizzare la situazione, senza trovare delle effettive soluzioni al risanamento dell’azienda, con lo stanziamento di 6 milioni 600 euro annui per coprire le spese correnti dell’ASAM. Un percorso inverso, a nostro parere dal momento che prima andava rivisto il contratto dei servizi, che stabilisce la tipologia dei servizi che deve fornire l’azienda, poi in relazione ai servizi stabilire i costi e solo in base a questo prevedere in bilancio i contributi da fornire alla stessa . Quanto fatto dall’amministrazione ribadisce uno status quo che non modifica l’effettiva realtà dei fatti, in una logica di temporeggiamento. In sede di commissione abbiamo fornito copia della nostra proposta, da discutere, a nostro parere, prima dell’approvazione in consiglio del contratto di servizio. Ci hanno risposto che la nostra proposta sarà discussa con le altre in un secondo momento, poiché a loro parere abbiamo ancora un anno e mezzo di tempo per decidere sul da farsi”. Al momento, dunque, nessuna risposta concreta sulla proposta avanzate dal PD, che contempla in primo luogo la ricostruzione del fondo di dotazione, possibile riconoscendo le perdite di esercizio come debito fuori bilancio, ai sensi dell’articolo 194 del T.U.E.L, con conseguente ricostruzione del fondo di dotazione, oggi negativo e pari a euro 7.029.512,18. Una manovra questa che permetterà di spalmare il debito in 3 anni dando modo alla corte dei conti di avviare le indagini necessarie per individuare le relative responsabilità della situazione debitoria accumulata negli anni. Solo dopo sarà possibile procedere con la trasformazione dell’ASAM in SPA, una struttura che “spoliticizzando” l’azienda renderà più chiare e trasparenti le responsabilità politiche e gestionali rispetto al passato, evitando la gestione clientelare della stessa in base al “principio di responsabilità” . Necessario infine, secondo l’ottica del PD ridefinire le aree di intervento. “ L’azienda- ha proseguito Longobardi- dovrà operare e potenziare i servizi privi di rilevanza economica, quali il settore sociale, guardiania e facchinaggio, con un incremento notevole della copertura su suolo cittadino. Sono molte le richieste in lista di attesa, persone che non possono usufruire del servizio per carenza di organico. Il verde pubblico e l’arredo urbano dovranno essere cedute alla Progetto Ambiente, già in possesso di una serie di competenze affini, mentre il settore della manutenzione stradale e dell’illuminazione pubblica dovrà tornare tra le competenze dell’Assessorato addetto al ramo. Ciò produrrà un calo della manutenzione straordinaria, dovuta a fattori climatici, con conseguente aumento degli investimenti di manutenzione ordinaria. Sarà inoltre possibile incrementare il reddito della Multiservizi assegnandole la gestione degli eventi fieristici, un aspetto tuttavia ancora da approfondire”. “ Forse domani in consiglio- ha aggiunto Giovannini- chiederemo il ritiro del punto poiché la questione deve necessariamente essere approfondita”. Il PD ha consegnato la propria proposta in commissione congiunta già il 17 giugno scorso, premendo inutilmente per una discussione preventiva al consiglio del 24 giugno, conclusosi all’atto di votazione con l’astensione compatta dell’opposizione . L’amministrazione ha deciso la via del temporeggiamento, avendo a disposizione ancora un anno e mezzo per decidere quale sarà la sorte dell’azienda speciale. Ma “ Il tempo è denaro”. Un detto mai stato tanto calzante quanto per il caso in questione.
| Autore: |
Francesca Cavallin |