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23
SET
2009

Ortodossi

La Chiesa minaccia un’azione giudiziaria




Monsignor Basilio Grillo Miceli



Alla luce di quanto pubblicato sull’edizione de “Il Pontino” del 9 settembre scorso, si ribadisce ancora una volta che il sig. Marco Lampis, essendo stato allontanato dalla Chiesa Ortodossa in Italia, non è titolato in alcun modo a parlare in nome della stessa. Ulteriori violazioni ed abusi da parte dello stesso sig. Lampis non saranno più tollerati e non potranno non avere strascichi giudiziari.
Inoltre, nell’intervista resa dal suddetto, si riscontra una serie impressionanti di aberrazioni canoniche e giuridiche: la costituzione della Chiesa Ortodossa in Italia stabilisce chiaramente che, in caso morte del Metropolita, gli succede come amministratore metropolitano il suo vicario, fino all’elezione del nuovo Primate. Mons. Basilio Grillo Miceli era prima il vicario di mons. Antonio e in quanto tale, il giorno dopo la scomparsa del Primate di eterna memoria, gli è succeduto come amministratore della Metropolia, trovandosi così legittimato ad esercitare tutte le attribuzioni e le prerogative previste dallo statuto e dalla costituzione della Chiesa. Successivamente, è stata regolarmente convocata l’assemblea ecclesiastica metropolitana, che ha eletto il nuovo Primate nella persona del Metropolita Basilio, come risulta dal verbale recante la firma dello stesso sig. Lampis, autenticata presso il Comune di Aprilia. Tutti i presenti all’assemblea, compreso il sig. Lampis, hanno firmato il verbale attestante l’elezione del Metropolita Basilio in presenza di un pubblico ufficiale: pertanto la validità della procedura non può essere posta in discussione, tanto per il diritto canonico, quanto per il diritto privato italiano.
Le chiese bulgara ed ucraina hanno formulato ufficialmente i loro auguri al Metropolita Basilio al momento della sua elezione e saranno rappresentate al Santo Sinodo attraverso la partecipazione di sacerdoti e delegati. Peraltro, il comportamento del sig. Lampis è stato ripetutamente stigmatizzato dalle summentovate chiese, allorché, allontanato dal Metropolita Basilio, costui ha intrattenuto rapporti con una giurisdizione ecclesiastica che si contrappone alla Chiesa ucraina del Patriarca Filarete, consentendo peraltro l’accesso al monastero di Campo di Carne a persone che avevano sempre osteggiato l’operato del Metropolita Antonio e dello stesso Patriarca Filarete. Nel ringraziare “Il Pontino” per lo spazio sempre concesso alla Chiesa Ortodossa in Italia, segnaliamo ancora una volta a tutti i lettori, ai fedeli ed ai simpatizzanti che il sig. Lampis non ha più niente a che fare con la Chiesa Ortodossa in Italia e che pertanto le sue affermazioni non possono minimamente essere degne di considerazione.
In aggiunta a quanto detto dianzi, segnaliamo altresì che nel numero del 4 giugno 2009 de “Il Pontino” il sig. Lampis aveva attaccato la Chiesa ortodossa bulgara, di cui ora parla a sproposito, definendola “scismatica”.
Il Metropolita Basilio ha puntualmente informato di tale infelice sortita i vescovi bulgari, i quali, esprimendo la loro riprovazione per il comportamento del sig. Marco Lampis, hanno confermato alla Chiesa Ortodossa in Italia di non voler avere più rapporti con il medesimo Lampis.
Chiesa Ortodossa in Italia