Lo scorso 20 gennaio è stata ufficialmente costituita l’Associazione Nazionale delle Città di Fondazione
Un ricco patrimonio da salvaguardare
04/02/2010 -
Salvaguardia, recupero e valorizzazione del patrimonio urbanistico, culturale, architettonico e paesaggistico di quelle città, create in epoca fascista secondo i dettami del Razionalismo italiano, su terreni strappati alle paludi malariche. E’ stata creata con questi obiettivi lo scorso 20 gennaio, l’Associazione Nazionale delle Città di Fondazione. Radunati nella Sala Cambellotti del Palazzo di Governo di Via Costa, gli amministratori dei comuni costituenti, l’Assessore alla Cultura della Provincia di Latina Fabio Bianchi, il sindaco di Predappio Giorgio Frassinetti, il vice sindaco di Torviscosa Marino Settimo, il sindaco di Tresigallo Maurizio Barbicati, il sindaco di Arborea Giuseppe Costella e l’Assessore alla cultura del comune di Alghero Maurizio Pirisi, hanno apposto la propria firma all’atto costitutivo redatto dal presidente dell’Associazione Notai della provincia di Latina Giuseppe Celeste, sancendo così l’inizio ufficiale di una proficua collaborazione tra i Comuni fondatori al fine di portare avanti iniziative in sostegno di attività culturali, a valorizzare il patrimonio artistico delle città sorte tra 1928-1942. Si tratta in realtà solo dell’ultima tappa di un cammino avviato nel dicembre 2005 con l’allestimento di una mostra fotografica riguardante le città sorte nel corso della dittatura fascista, tra 1928 e 1942, allestita da Massimiliano Vittori e fortemente voluta dall’assessore Bianchi. Il grande successo riscontrato dall’esposizione fotografica nel capoluogo pontino ed a livello internazionale (la mostra itinerante ha raggiunto “La grande mela”), la creazione di un catalogo illustrato riguardante le città di fondazione, la stipula tra la Provincia di Latina ed i Comuni citati di un protocollo d’intesa, sono solo alcune delle tappe che hanno infine portato alla formalizzazione a livello giuridico dell’Associazione, momenti questi rievocati anche nel breve intervento di Fabio Bianchi, nominato Presidente dell’ente nella stessa sede. “ Vorrei esprimere la mia soddisfazione- ha poi affermato Bianchi- per il fatto di essere giunti finalmente alla formalizzazione di un lavoro unico nel panorama nazionale, condotto in sinergia tra i soci fondatori. L’associazione porterà avanti alcuni obiettivi fondamentali. Il lavoro che ci attende sarà svolto anche grazie alla consulenza del mondo accademico, dell’Università La Sapienza di Roma, l’Università di Firenze, di Bologna, di Ferrara, che farà del nostro un percorso non solo politico ma anche tecnico-scientifico”. A riconferma delle parole di Bianchi, la presenza del dottor Claudio De Polo dell’Istituto Alinari di Firenze, un ente impegnato dal 1852 nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio fotografico a livello artistico, urbanistico ed architettonico. Questi agevolerà la diffusione di supporti fotografici tramite la scannerizzazione, favorendo la circolazione a livello mondiale di testimonianze fotografiche dei caratteri dell’architettura razionalista, un’esperienza questa ad ora realizzata solo con l’architettura sovietica, olandese e tedesca della Bauhaus, ma di vitale importanza al fine di creare un confronto con realtà architettoniche di altri paesi. Poi Bianchi ha proseguito: “ Questa esperienza è stata realizzata grazie alla proficua collaborazione tra gli aderenti, avvenuta nonostante il diverso colore politico al fine di ragionare su obiettivi comuni improntati alla crescita nazionale, alla diffusione dell’arte del Ventennio”. Gli amministratori dei Comuni “firmatari”, hanno voluto esprimere il proprio entusiasmo per la realizzazione di un progetto tanto ambizioso, destinato ad ampliare la propria rete di consensi, dal momento che in tutta Italia molti Comuni di Fondazione stanno approntando gli atti per poter entrare a far parte dell’Associazione. Anche il Comune di Aprilia e gli altri dell’agro pontino, esclusi dalla firma dell’atto di costituzione poiché all’epoca della firma del protocollo d’intesa le amministrazioni locali non avevano ottenuto il placet dal Consiglio comunale, potranno in seguito divenirne soci e partecipare attivamente ai progetti in programma, come specificato da Fabio Bianchi. A confermare le sue parole l’assessore alla cultura del comune di Aprilia Patricia Renzi, che ha recato personalmente i saluti del sindaco e dell’amministrazione apriliana, già all’opera per dare seguito all’adesione.
Cenni storici sulle
città di fondazione
Durante il fascismo furono fondate in Italia oltre 100 tra nuove città e Borghi rurali, seguendo i canoni dell’architettura Razionalista, Futurista o Liberty, ma anche nazional razionale e rurale tradizionale. I nuovi centri vennero creati per assecondare esigenze economiche e sociali del regime, divenendo, a seconda del bisogno centri industriali o rurali, costruiti molto spesso in località appena bonificate allo scopo di ospitare emigranti Veneti, Friulani, Emiliani e Romagnoli, in soprannumero nelle località di provenienza. E’ questo il caso delle città dell’Agro Pontino, Sabaudia (15 aprile 1934), Pontina (18 dicembre 1935), Aprilia (fondata il 25 aprile 1936 ed inaugurata il 29 ottobre 1937) e Littoria, fondata il 30 giugno 1932 e ribattezzata Latina solo dopo la guerra. La città originaria, sorta su un terreno bonificato, si sviluppava seguendo una pianta ottagonale, come previsto dal progetto dell’architetto razionalista Oriolo Frezzotti. Il primo Comune italiano fondato dal regime fascista è quello di Arborea (provincia di Oristano), inaugurato il 29 ottobre 1928 con il nome di Villaggio Mussolini, Mussolinia di Sardegna a partire dal 1930. Costruita in seguito alla bonifica della zona Paludosa di Terraalba, il centro urbano ospitò immigrati trevigiani, vicentini, padovani e veneziani in maggior misura. Torviscosa (Udine), fondata nel 1938 al termine dei lavori di bonifica avviati a partire dal 1927, deve la sua notorietà alla fondazione di una fabbrica per la produzione di cellulosa, materiale ottenuto dalla lavorazione della canna gentile (Arando donax) ed alle strutture produttive, impianti sportivi, arredi ed edifici pubblici e di arredo che ne fanno un’interessante esempio di pianificazione urbanistica del Ventennio. Tresigallo, un comune immerso nella Pianura Padana, nel ferrarese, vanta origini Medioevali, ma fu ricostruita nel corso degli anni ‘30 con architettura razionalista, motivo per il quale può fregiarsi del titolo di Città d’Arte. Diverso il caso di Alghero (Sassari), città di antichissime origini, che deve al Regime fascista soltanto la fondazione del borgo di Fertilia, avvenuta l’8 marzo 1936 ad opera dell’Ente Ferrarese di Colonizzazione, istituito nel 1933 per dare una risposta all’eccesso di popolazione della Provincia di Ferrara e ridurre le tensioni sociali. La borgata, che mantiene intatti i caratteri dell’architettura razionalista, è interamente costruita con tracheite rosa. Simile la storia di Predappio (Forlì), località di origine romana, costituita da Predappio e Dovia, che diede i natali a Benito Mussolini. Quando una frana distrusse parte dell’abitato tra 1923 e 1924, le autorità del nascente regime decisero di ricostruire le case presso Dovia e nelle zone limitrofe, con il proposito di celebrare degnamente il luogo di nascita del Duce, attraverso un progetto realizzato da Florestano Di Fausto. Il 17 febbraio 1927 la sede municipale fu spostata da Predappio alla località di Predappio Nuova.
| Autore: |
Francesca Cavallin |