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25
FEB
2015

Il Tar blocca 270 mila metri cubi di cemento

No alla riconversione in residenziale della Freddindustria. A disposizione i nuovi piani attuativi della variante di recupero




Il Tar del Lazio blocca l’ennesima colata di cemento sul territorio Apriliano. La prima sezione del Tribunale amministrativo della sezione distaccata di Latina, presieduta da Santino Scudeller con la sentenza del 5 febbraio scorso, ha bocciato il ricorso avanzato dalla Aprilia 2012 srl nei confronti del Comune di Aprilia e della Regione Lazio, in relazione al progetto che prevedeva la trasformazione del maxi sito industriale dismesso della Freddindustria in un complesso residenziale con una cubatura piuttosto imponente, pari a 270 mila metri cubi. La richiesta di cambio di destinazione d’uso avanzata dalla società, da servizi generali a residenziale e il progetto per trasformare in un complesso residenziale l’ex sito industriale, in base alle disposizioni previste dal Piano Casa, è passata al vaglio della conferenza dei servizi della Regione Lazio il 4 novembre scorso. In quella sede, come già in occasione delle due conferenze dei servizi del 29 gennaio e del 22 maggio 2013, l’ente regionale aveva bocciato la richiesta del privato, ritenendo impossibile la realizzazione di nuove cubature residenziali in un terreno destinato a servizi. La ditta ha fatto ricorso al Tar per sospendere il provvedimento, in attesa del giudizio di merito, un’istanza rigettata dal tribunale amministrativo, che ha condannato la ricorrente al pagamento di 500 euro nei confronti della Regione e del Comune. Una vicenda che si trascina da anni. Nel luglio 2013, notando presunte attività di smantellamento presso l’ex sito industriale di via Enna, l’allora capogruppo del PDL Ilaria Bencivenni, chiese all’esecutivo di far chiarezza sulle sorti della Freddindustria. Il progetto che prevedeva la demolizione del complesso industriale e la ricostruzione di un complesso residenziale di 270 mila metri cubi, contando anche sul premio di cubatura previsto dal Piano Casa, appena stoppato in Regione, era appena passato al vaglio della commissione urbanistica. L’esecutivo parlò allora della Freddindustria come di un complesso composto da 6 capannoni, circostanza che avrebbe permesso in caso di approvazione del cambio di destinazione d’uso, di poter fruire di un importante premio di cubatura. L’esponente del PdL, nel precisare che il sito doveva essere considerato come un unico blocco, chiese all’esecutivo di far chiarezza su presunti lavori di smantellamento in atto nel sito, ricordando anche che la destinazione a servizi generali non permetteva la realizzazione di nuove cubature residenziali. A tornare sul caso di recente l’esponente di Sel Carmen Porcelli, che nel criticare l’operato del settore urbanistica del comune di Aprilia, espresse forti perplessità sull’incarico tecnico affidato dal comune di Aprilia per ricevere un parere legale sul cambio di destinazione d’uso del terreno di via Enna per realizzare il progetto, interpretandolo come un passo compiuto dall’amministrazione per favorire il mega progetto. Accuse respinte dall’assessore all’urbanistica Franco Gabriele. Al di sopra della bagarre politica, le decisioni dell’ente regionale, che per la terza volta ha bocciato la richiesta per un cambio di destinazione d’uso. La ditta, aveva presentato la richiesta del cambio di destinazione d’uso, forte del fatto che negli anni ’70 il piano regolatore prevedeva per quel terreno una destinazione residenziale, convertita su richiesta dell’allora proprietario. La Regione però non ha riconosciuto la legittimità della richiesta, respinta ora anche dal Tar del Lazio. Stoppato il progetto, reso mastodontico e con un iter semplificato grazie ad alcune disposizioni contenute nel Piano Casa, al privato resta comunque la possibilità di presentare richiesta per una variante urbanistica, con una cubatura inferiore, che dovrà comunque ottenere semaforo verde dal consiglio comunale e dalla Regione Lazio.


Piano Regolatore
Nuovo piano regolatore per le periferie di Aprilia, ultimo atto. I tecnici incaricati dal Comune di Aprilia di scrivere i piani attuativi della variante di recupero hanno finito il loro lavoro e hanno consegnato tutto nelle mani del Sindaco per gli atti consequenziali che competono all’Amministrazione.
La notizia non è ancora stata diffusa ufficialmente, ma il vicesindaco con deleghe all’Urbanistica Franco Gabriele, anticipa al Pontino Aprilia l’iter che l’Amministrazione intende seguire per far conoscere alle forze politiche del territorio e a tutti i cittadini i dettagli dei tanto attesi piani attuativi della variante.
“Gli elaborati sono in Segreteria Generale e in Presidenza del Consiglio – ha commentato Gabriele – a disposizione dei Consiglieri e personalmente ho informato tutti i capigruppo consiliari affinché possano prenderne visione. Preciso che tutto ciò non è un obbligo, ma una scelta politica della nostra Amministrazione civica, fondata sui principi della partecipazione e della trasparenza. Le norme tecniche della variante per il recupero dei nuclei abitativi spontanei, infatti, danno pieno mandato alla Giunta che può adottare con propria deliberazione i piani attuativi. Ciononostante, noi abbiamo scelto di presentare il lavoro ai gruppi consiliari e discuterlo nelle commissioni consiliari competenti. Inoltre, ne discuteremo insieme a tutti i cittadini interessati in assemblea”.
Già, perché ancora una volta la cittadinanza sarà chiamata in causa, e questa volta in modo risolutivo e definitivo per la riqualificazione delle borgate.
“Da questo momento in poi – precisa il Vicesindaco – io non chiamerei più le zone periferiche di Aprilia borghi o nuclei, ma finalmente nuovi quartieri. Proprio a servizio dei nuovi quartieri tutti i cittadini potranno nelle prossime settimane presentare progettualità e osservazioni”.
- Non c’è il rischio di allungare ancora i tempi?
“Dobbiamo considerare che i piani attuativi della variante di recupero rappresentano l’atto finale di un percorso politico iniziato 27 anni fa, nel 1988 su mandato dell’allora Sindaco Gallo in ossequio alla Legge 47/85. E la variante è stata approvata dalla Giunta Regionale nel dicembre del 2012 con deliberazione n. 622 e successivamente acquisita dal nostro Consiglio Comunale nel marzo 2013. Ciò che è successo in questo infinito arco di tempo è noto e sotto gli occhi di tutti”.
- Con le nuove perimetrazioni del territorio comunale si chiude il cerchio del risanamento urbanistico?
“Ancora no. Da domani l’Amministrazione dovrà perseguire un nuovo obiettivo, che è anche un punto qualificante del nostro programma elettorale. Chiusa la partita del nuovo piano regolatore delle periferie, è nostra intenzione riaprire i termini di recupero dei nuclei abitativi esclusi da questa variante, perché stralciati dal comitato tecnico regionale”.
Massimo Stringi
Francesca Cavallin