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06
MAR
2015

Anzio: maggioranza sotto assedio

L’assenza in aula dei consiglieri di maggioranza, del Sindaco e dei componenti della Giunta conferma la crisi in atto nella città neroniana




Così come era nell’aria, visti i continui dissidi che, anche ad Anzio, affliggono la maggioranza, il consiglio comunale di giovedì 12 febbraio, è stato disertato in blocco proprio dai suoi rappresentanti i cui banchi, assieme a quelli degli assessori, sono rimasti vuoti e l’assise annullata. Tuttavia, prima che il presidente Borrelli dichiarasse ufficialmente la chiusura della seduta, è stata comunque data la possibilità al consigliere Pino Ranucci di annunciare la sua adesione al gruppo misto dove sono già confluiti Davide Gatti e Marco Maranesi e, ai consiglieri di opposizione, di esprimere tutto il loro sdegno per l’atteggiamento di una maggioranza che, di fatto, ha esautorato il consiglio comunale rifiutandosi, nello specifico, di discutere del futuro della Capo d’Anzio, registrando il duro intervento di Candido De Angelis il quale ha annunciato come, la sua opposizione, sarà ora senza sconti per una città che soffre mentre, in quella che sembra essere ormai diventata solo una “marchettopoli”, sindaco, giunta e maggioranza stanno a guardare. Uscito dall’aula dove anche lui era riuscito a leggere il suo ordine del giorno sulla Capo d’Anzio, il consigliere del PD Ivano Bernardone, ha fatto sapere: “Oggi, il sindaco, la giunta e tutta la maggioranza, hanno disertato un consiglio comunale nel quale si sarebbe dovuto discutere il rischio di privatizzazione o peggio ancora del fallimento della Capo d’Anzio e quindi del precario destino del porto. Questa paradossale fuga dalle proprie responsabilità  suona ancora più inquietante alla vigilia dell’ennesima conferenza stampa dei vertici della Capo d’Anzio, un evento sempre più frequente e pittoresco che sembra essere ormai l’unico ed improprio ambito nel quale si pensa di relegare il dibattito su un’opera di capitale importanza. La conduzione di una società dovrebbe essere affidata a manager che, ha incalzato Bernardone, in modo asettico, dovrebbero dare seguito agli indirizzi degli azionisti di maggioranza che, in questo caso, sarebbero i cittadini di Anzio rappresentati dall’Amministrazione comunale. La presidenza della Capo d’Anzio, è invece un pulpito da cui si continua a fare solo propaganda politica e ad annunciare atti e decisioni che per lo più conducono a fallimenti dai quali la città è completamente estranea. Il consiglio comunale è ormai esautorato ed impossibilitato persino di discutere mentre, a decidere, è il consiglio di amministrazione di una società sotto l’evidente controllo di un privato che ne detiene il 39% delle azioni grazie all’inadeguatezza di una classe politica incapace di realizzare il nuovo porto ma capacissima di far perdere alla città anche quello vecchio”.
Dunque, tanto ad Anzio, quanto a Nettuno, abbiamo un sindaco ed una maggioranza alle strette per problematiche molto simili tra loro: nuovo porto mancato da un lato, parcheggio interrato irrealizzato dall’altro con conti in crisi e costi per una contestatissima raccolta differenziata alle stelle per entrambe.
In conclusione, malgrado ad Anzio a governare sia il centrodestra mentre a Nettuno sia il centrosinistra, a conti fatti non c’è nessuna differenza tra le parti perché, i politici, di qualsiasi colore siano, dimostrano ancora una volta di pensare soltanto ai casi loro tanto in queste due città quanto nel resto della Nazione. Falso populismo? No, solo tragica realtà dove, l’unico a pagare, è sempre Pantalone!
Tito Peccia