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06
MAR
2015

Spari alla casa di Alessandroni

Clima teso nell’ambiente politico anziate dopo i colpi d’arma da fuoco




“Il porto di Anzio sta per chiudersi in quanto, il suo canale d’accesso, è stato drasticamente ridotto sia in larghezza che in profondità da una lingua di sabbia che è arrivata ormai fino all’altezza dello stabilimento dei Marinaretti”. Dopo questo grido d’allarme lanciato dai pescatori di Anzio, le cooperative dei pescatori Fanciulla d’Anzio, La Concordia e Santi Pio e Antonio hanno organizzato un incontro al quale, sabato 21 febbraio, sono stati invitati i rappresentanti della Capo d’Anzio, dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Anzio e della Regione Lazio, è intervenuto anche il sindaco Luciano Bruschini che più volte ha sollecitato la Pisana ad intervenire con gli interventi di escavo del porto e per l’immediata messa in sicurezza del suo canale d’accesso. Dopo che la trasmissione televisiva di Canale 5 “Striscia la notizia” ha messo in evidenza i numerosi disservizi che affliggono ormai il Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti, il consigliere regionale di FDI Giancarlo Righini, ha promesso di dare battaglia contro i tagli alla sanità che, il presidente Zingaretti, ha messo in atto malgrado, in campagna elettorale, avesse promesso esattamente il contrario. A Righini, si è associato il dirigente del partito Romeo De Angelis il quale ha detto: “Alla drammatica realtà descritta da Striscia la notizia va aggiunto il fatto che in estate, il maggior numero di presenze, fa raggiungere livelli disumani”. Dopo i colpi d’arma da fuoco esplosi contro la sua abitazione, l’assessore Alberto Alessandroni ha detto: “Voglio specificare che questo episodio non rappresenta nessuna ritorsione nei miei riguardi. I cittadini e le persone che mi conoscono e che mi stimano sanno bene quale sia il mio modo di essere vicino alla gente. Quindi, non covando sospetti ed avendo piena fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine, tengo a sottolineare come i fatti siano quelli dell’impegno e non quelli del caso di chi svolge da sempre seriamente il suo mandato”. L’episodio, che lascia comunque perplessi anche perché uno analogo, nel 2012, aveva vista presa di mira l’abitazione dell’altrettanto assessore Patrizio Placidi, apre ora uno scenario dalle ipotesi più inquietanti. Dopo il ricorso al TAR delle cooperative ormeggiatori, un altro ostacolo alla operazione “asso piglia tutto” messa in atto dalla società Capo d’Anzio per impossessarsi delle attività e delle strutture che insistono nel vecchio bacino, arriva quello posto ora dal Circolo della Vela di Roma che, come gli operatori portuali, chiede il pieno rispetto della concessione in suo possesso e già rinnovata fino all’anno 2020. In particolare, la direzione del circolo, ha chiesto di poter accedere agli atti che darebbero alla società la possibilità di fare ciò che meglio crede per i suoi esclusivi interessi ed a quelli inerenti la concessione rilasciata alla stessa dalla Regione Lazio. Sulla vicenda è intervenuto anche l’ex capogruppo di Forza Italia Marco Maranesi che fa sapere: “Non vorrei che l’intera vicenda possa celare un disegno teso a soddisfare solo gli interessi di pochi a danno di quelli di un’intera città”.
Intanto, l’assessore alle Politiche Sociali Robertà Cafà, con l’intento di “ricevere una benedizione rivolta a tutte le classi sociali del territorio”, mercoledì 4 marzo, sarà a capo del gruppo di fedeli anziati che si recheranno in udienza settimanale dal Santo Padre.

Tito Peccia