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01
DIC
2008

Amici del Lago Granieri

Un importante documento dell’Ispettore della Polizia Ambientale VEAR Franco Pesce






Anzio e Nettuno, graziose cittadine che si affacciano sul litorale tirrenico molto vicino a Roma, sono, almeno così si dice, a vocazione turistica. Però in realtà numerose sono le carenze che si possono riscontrare in merito. Senza ora volerci addentrare nello specifico veniamo subito al motivo di questo mio scritto. Nel territorio e più precisamente tra Nettuno e la litoranea esiste da sempre un piccolo lago contornato da una bella zona boschiva. Il suo nome è Granieri, ma fino a otto/dieci anni fa veniva chiamato il lago della morte in quanto veniva utilizzato come deposito di rifiuti ingombranti, discarica di residui industriali velenosi, di refurtiva come auto, moto e quant’altro.
Da qualche anno l’Università Agraria ha affidato, dietro specifica richiesta, la zona al Sig. Bernardo Sparapano il quale, armato di buona volontà e grande amore per la natura, ha bonificato l’area interessata purificando anche l’acqua del bacino con depuratori e pompe a ricircolo per l’ossigenazione. Ha poi salvaguardato numerose varietà di pesci (carassi, carpe, anguille, pesci gatto ecc.) nonché di volatili (oche, cigni, folaghe, germani reali ecc.) Intorno al perimetro del lago ha realizzato una strada, un parcheggio rendendo così il luogo fruibile a tutti e... gratuitamente!
Esistono due zone con numerosi “barbecue” messi a disposizione dei visitatori che possono così trascorrere una serena giornata all’aria aperta.
Nel realizzare tutto questo non ha avuto alcun aiuto né da parte delle istituzioni né dai politici malgrado l’opera sia manifestamente meritoria e importante per gli abitanti del territorio. Perché questo disinteresse? Perché si tollera che ancora vengano compiuti numerosi atti di vandalismo che arrecano notevoli danni nel tentativo di vanificare quanto finora realizzato? Quali interessi vengono lesi da quest’opera a favore dei cittadini? Perché non sensibilizzare tutti affinchè il luogo sia maggiormente tutelato?
Considerato che a monte dell’invaso lacustre esistono scarichi dannosi in quanto portano acque infette (vedi grosso pluviale proveniente dalla zona Tre Cancelli con adiacente scarico fognario e acque di scarico industriale provenienti dalla Società OMNIPAC) perché la Regione non interviene con la realizzazione di un depuratore o con analoga opera di salvaguardia?
Dove sono i Verdi, gli ambientalisti, le Pro Loco, gli amanti della natura e tutti coloro che non sanno fare altro che partorire chiacchiere?
E’ necessario proteggere un luogo che può dare grandi possibilità di un sano svago in pien’aria per la gioia dei bambini che potranno conoscere varie specie animali nel loro habitat, dove le famiglie potranno socializzare con allegri pic-nic e gite in barca. Sarebbe anche un doveroso riconoscimento per un vero amico della natura come il Signor Sparapano che arriva a chiamare gli animali che rispondono correndogli incontro (vedi il grande cigno bianco Biancaneve o quello nero Nerone), dimostrando così quanta passione e quanto impegno ha messo in quest’impresa. Pertanto sarebbe bene che i cittadini di Anzio e Nettuno si mobilitassero per la salvaguardia di una zona verde che con l’oasi di Tor Caldara dovrebbe essere un patrimonio comune di svago e benessere... un’idea potrebbe essere costituire l’Associazione “Gli Amici del Lago”!
Restiamo in fiduciosa attesa di conoscere chi vorrà intervenire a tutela di quanto rimane di quell’ambiente che da troppo tempo stiamo maltrattando.

Ispettore Franco Pesce Polizia Ambientale VEAR