Quello delle buche è un argomento da affrontare con le molle
Un problema serio
01/03/2010 -
L’intervento del sindaco della Capitale sulla questione buche, anche se qualcuno lo giudica “assai furbo” in regime di elezioni regionali, fa capire quanto sia sentito dai cittadini un problema che sembra vedere le amministrazioni pubbliche insensibili al problema. Alemanno ha scoperto, forse un po’ tardi, che le buche sono un problema assai serio per i cittadini. Ognuno alla fine dell’anno farà i suoi conti, ma tanti hanno speso cifre elevate fra gommista e meccanico (gli unici da cui non si pretende comprensione), cifre che non sarebbero state necessarie se le strade fossero state curate come dovuto. Invece ognuno sembra esserne il proprietario; Enti e imprese effettuano lavori sul manto stradale senza programmazione e non ripristinano della situazione precedente, se si effettua qualche intervento si cerca esclusivamente di mettere toppe al manto stradale, toppe che si sgretolano con il primo giorno di pioggia e riportano la situazione al punto di partenza, anzi peggio. Quando poi si decide di asfaltare tutta la strada si lasciano dei dislivelli incredibili e i tombini interrati o sporgenti rendono la vita assai difficoltosa agli automobilisti costringendoli a slalom pericolosissimi. Vengo da una cerimonia struggente dove la migliore gioventù di Nettuno ha salutato con commozione ed amore uno dei suoi giovani figli e allora non si può far orecchi da mercante. Le nostre strade sono costellate di croci e di “altarini” che testimoniano una strage inconcepibile. Certo la velocità, la distrazione e a volte l’alcool e la droga possono esserne le cause principali, ma le strade pericolose sono anch’esse una concausa importante. E una concausa che vede una responsabilità specifica dell’Ente comunale rispetto all’omessa manutenzione dei tratti stradali.
Se la cattiva manutenzione contribuisce a causare l’evento dannoso con nocumento per la cosa (auto od altro), specie se il danneggiato è impedito dall’accorgersi della presenza di ostacoli, l’Ente comunale ne è responsabile. Ma non voglio certamente fare la guerra al comune, voglio solo mandare un segnale d’allarme agli amministratori di Anzio e Nettuno: ci sono delle strade che ormai sono diventate impossibili al transito, veri e propri percorsi di guerra. Invitiamo il sindaco di Anzio a farsi una passeggiata a via Magalotti a Lavinio stazione (peraltro una delle strade che erano state rifatte più recentemente e dove persistono anche tre dossi anti velocità) o a Anzio Colonia o a via del Cinema (strada fatta venti giorni fa e già dissestata, vedi foto) e il sindaco di Nettuno di affacciarsi alla finestra (le buche sono anche davanti alla porta del comune) o fare una passeggiata al quartiere Zucchetti, o a Cretarossa. E allora o si trova una soluzione o le si chiuda. Lo diciamo nel loro interesse, per tutela, visto che la sentenza 36475 del 2008 della Corte di Cassazione ha stabilito che il sindaco e il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, in caso di lesioni riportate dai cittadini per cadute sulle strade comunali dissestate, rischiano una condanna per lesioni colpose in quanto loro devono adottare i provvedimenti organizzativi generali e dispositivi specifici per la eliminazione dei pericolo accertati o comunque segnalati. Senza parlare dei “vaffa” che devono incassare ogni volta che un automobilista o un motociclista impatta in una delle tante buche. E non si dia la colpa esclusivamente alle piogge troppo intense o ad un passato che si sta sempre più allontanando, altrimenti gli automobilisti, oltre a frantumare gomme, rompere cerchioni, perdere borchie e copricerchi, non tarderanno a perdere anche la pazienza.