Venerdi 19 Gennaio 2018 - Scopri le ultime notizie »
 
16
FEB
2009

Persecuzioni religiose

Un interessante convegno all’Istituto Pie Filippini di Nettuno




Da sinistra: Madre Antonina Bonomo, Padre Bernardo Cervellera e Marcello Ciotti


E’ ormai storia conosciuta che le peggiori guerre e le più sanguinose stragi alle quali il mondo abbia dovuto assistere nei secoli siano state perpetrate in nome delle religioni compresa quella “cattolica” che non ha certo esitato “in nome di Dio” a spazzare via dalla faccia della terra intere civiltà come quella Maya e come quella Azteca. Non è certo notizia di oggi che sempre in nome di tali religioni abbiano avuto luogo negli anni persecuzioni e torture nei confronti di tutti coloro i quali non si fossero uniformati al credo “ufficiale”, ed anche qui la nostra Madre Chiesa sempre nel medioevo con la sua “Santa Inquisizione” non c’è andata certo leggera. Quello che risulta però un tantino aberrante è che ancora oggi, nel ventunesimo secolo, in un mondo cosiddetto “civilizzato”, si debba sentire parlare di stragi condotte nei confronti dei “cristiani”. E’ questo infatti il grido d’allarme che il missionario responsabile di Asia News Padre Bernardo Cervellera, in relazione alla recente morte di oltre 500 cattolici avvenuta nello stato indiano dell’Orissa per mano di fanatici induisti, ha lanciato giovedì 29 gennaio durante un convegno svoltosi nell’Istituto Pie Filippine di Nettuno. Alla presenza della Madre Superiora del plesso Suor Antonina Bonomo e dell’ ex giornalista RAI Marcello Ciotti che ha svolto anche la funzione di mediatore al dibattito, il sacerdote, ha snocciolato con freddezza date e cause, descrivendo quelle ideologie in nome delle quali questa recente strage è stata portata a termine. Il motivo principale, secondo padre Cervellera, va anche questo ricercato nella notte dei tempi laddove la paura di perdita di potere da parte dei governanti di turno a causa di certi nuovi movimenti religiosi, li hanno sempre spinti a fomentare le folle, spesso stupide ed ignoranti, a compiere determinate stragi. In buona sostanza dietro i rispettivi Dei si celerebbero soltanto gruppi di manipolatori preoccupati di salvaguardare unicamente i loro interessi. Se poi, come ha sempre aggiunto il sacerdote, a questo si aggiunge che in una realtà come quella del mondo asiatico dove i cattolici riescono a far levare comunque la loro voce e la loro fede malgrado il loro numero esiguo rispetto ad un preponderante 80% composto in maggior parte da mussulmani, allora è più che chiaro perché tale paura possa aumentare in modo esponenziale.
Il perché tale grido d’allarme di interesse sicuramente nazionale sia stato lanciato dalla piccola città di Nettuno va invece ricercato nei progetti di Marcello Ciotti il quale, vorrebbe fare di questo comune una culla di iniziative di pace e tolleranza.
Tale progetto però, dopo il recente fatto di delinquenza pseudo razzista avvenuto la notte del 31 gennaio alla stazione ferroviaria della città ai danni di un extracomunitario indiano da parte di tre giovani del luogo, non sappiamo quanto possa trovare terreno fertile.
Tito Peccia