All’asta le case INPDAP
01/04/2006 -
Dal prossimo mese di aprile, l’Inpdap mette all’asta le vecchie case di Via Rosario Livatino a Nettuno, edifici costruiti oltre trent’anni or sono e destinati a diventare residenze estive di villeggianti provenienti dai centri urbani.
Edificate con materiale di scarsa fattura, povere dei necessari elementi strutturali richiesti dalle normali abitazioni (le stanze esposte a nord-est, ad esempio, hanno piccole finestre che ricordano le carceri di un tempo), le case sono rimaste chiuse per dieci anni, abbandonate all’incuria e alle intemperie, fino all’acquisto da parte dell’Istituto pubblico di previdenza che le ha assegnate, senza alcun intervento di ristrutturazione, a pubblici dipendenti e ad alcune famiglie disagiate.
La campagna di cartolarizzazione promossa dall’Inpdap in tutto il paese, ha interessato nel 2004 anche questi appartamenti, che sono stati acquistati, in tempi brevissimi e assai penalizzanti, da una parte dei residenti altrimenti minacciati dallo sfratto. A nulla sono valsi i tentativi di sensibilizzare l’ex-Sindaco di Nettuno Vittorio Marzoli, al solo scopo di far posticipare i tempi di compravendita e permettere in tal modo alle famiglie interessate di occuparsi con tutta la calma necessaria dell’acquisto e della relativa apertura del mutuo.
Ora, quegli appartamenti in cui abitano le famiglie che non hanno avuto i mezzi per l’acquisto, andranno all’asta dal mese di aprile, nonostante gli interi edifici (a discapito dei nuovi proprietari) abbiano bisogno di un immediato intervento strutturale (in molte parti l’intonaco esterno ha ceduto esponendo alle intemperie i ferri sottostanti, già ampiamente e visibilmente arrugginiti) e necessitino di una ristrutturazione degli impianti di gas, luce ed acqua, per adeguarli alle normative europee. Ma ciò è niente se si pensa che a seguito di alcuni interventi della ASL, richiesti da coloro che non possono acquistare le case, è emerso che gli edifici sono inabitabili quel tanto che basta per un intervento che metterebbe tutto in discussione.
Ovviamente questo non è un problema dell’Inpdap, che si preoccupa solo di vendere al miglior offerente e liberarsi, in tal modo, il prima possibile di proprietà scomode che sono diventate ormai solo un peso ingombrante e sconveniente.
| Autore: | ADOC di Anzio e Nettuno |