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06
MAR
2015

Verde, bianco e rosso




Esimio Direttore, spero veramente che ella possa ritenere questa mia degna della sua attenzione e pubblicarla nel suo giornale, che ho trovato sempre aperto a tutti in modo imparziale. Questa lettera non vuole essere una spiegazione o giustificazione, ma soltanto una necessaria precisazione in ordine al contenuto di un articolo pubblicato recentemente su un quotidiano nel quale mi si classifica “Orchestratore” e mi si dipinge di nero. I miei colori sono sempre stati verde, bianco e rosso, e a questi ho sempre prestato giuramento. Lo scorso anno, al termine di un incontro con congedati, in una Caserma, un gruppo di congedati e alcuni militari stavano cantando inni del corpo e stornelli militareschi, e mi unii a loro allegramente, anche se molte di quelle canzoni e stornelli mi erano completamente sconosciuti. Purtroppo, appresi dopo, qualcuno, nell’insieme degli stornelli, cantò uno stornello contenente parole offensive per uomini che avevano sofferto e perso la vita combattendo per la liberazione. Gravissimo, certo, ma è altrettanto certo che non vi erano assolutamente intenzioni offensive, tanto che neanche chi aveva effettuato le riprese se ne era reso conto, non solo, ma non mi risulta siano state pronunciate parole inneggianti a un triste passato, perché i paracadutisti, di ieri e di oggi, sono educati al rispetto dei regolamenti e delle leggi dello Stato. E ancora oggi gli stessi stanno combattendo in terra straniera in difesa della libertà e della democrazia, insieme a molti altri soldati. Impariamo a rispettarli, e il comportamento di qualcuno non deve coinvolgere tutti gli altri. La mia partecipazione e incontri e cerimonie hanno l’unico scopo di evidenziare, se ve ne fosse bisogno, il coraggio e lo spirito di sacrificio di questi soldati, e per lo stesso motivo partecipo a tutte le cerimonie commemorative per quei soldati stranieri venuti a combattere e morire sulla nostra terra per portarci libertà e democrazia. Qualcuno a mia insaputa, utilizza e strumentalizza per fini assolutamente negativi i miei interventi me ne dolgo e condanno, tutti conoscono il mio netto rifiuto ad aderire a qualsiasi contesto politico, nel rispetto delle leggi e dell’Art. 1 del nostro Statuto che afferma: L’Associazione è apolitica, e certamente dovrò valutare con maggiore attenzione eventuali altri inviti.
Santo Pelliccia