Intervista al consigliere Antonello Magliacca
‘Il PD è serio’
16/06/2008 -
Lo scorso anno, in occasione del rinnovo delle cariche amministrative, Antonello Magliacca si candidò alla carica di sindaco. Dopo un anno dalle elezioni, oggi in questa intervista ci illustra quali sono gli obiettivi ed i traguardi prefissati come consigliere comunale nel fronte dell’ opposizione.
“Noi come gruppo abbiamo assunto un ruolo importante all’interno del Consiglio - dice Magliacca - sia nella gestione dei lavori consiliari, sia nella individuazione delle problematiche che sono sottoposte alla discussione. E questo ruolo di garanzia ci viene riconosciuto da tutti anche alla luce del Consiglio comunale itinerante, con spese che non vanno più a pesare sulle casse comunali in quanto i consigli oggi si svolgono presso le sedi dei due centri anziani di Ardea e Tor San Lorenzo. Chiaramente il nostro ruolo rappresenta l’istituzione, ma che è espressione soprattutto di quella parte di opposizione che è oggi presente in Consiglio comunale, cercando di perseguire gli interessi e gli obiettivi per la risoluzione di annose questioni che riguardano il territorio del nostro Comune.”
- A proposito dell’aula consiliare quali sono i programmi per la sua realizzazione?.
“C’è un progetto finanziato dalla Provincia di Roma e dall’allora amministrazione guidata dal presidente Gasbarra, stiamo cercando di portare avanti ed speriamo che le cose possano arrivare alla loro conclusione. Almeno la realizzazione della sala consiliare ed in seconda battuta quella della realizzazione del nuovo Municipio, in modo che Ardea possa avere finalmente una propria sede istituzionale, rispondente alle richieste ed alle aspettative dei cittadini”.
- Come sono attualmente i rapporti con le opposizione della Sinistra Arcobaleno?
“Purtroppo anche ad Ardea la Sa non è rappresentata in consiglio comunale. Questo sicuramente non facilita i rapporti personali e non c’è più quella frequentazione assidua che c’era in passato. Questo però non significa che noi appartenenti al PD non vogliamo e non crediamo che sia possibile parlare con gli amici e compagni della SA. Ricordo perfettamente che già una parte della sinistra mi ha sostenuto apertamente in campagna elettorale ed è stata sicuramente un’esperienza, al di là dei risultati, molto proficua. Un confronto con la SA sarà l’obiettivo più giusto ed adeguato per cercare di organizzarci tutti insieme per prendere finalmente il governo di questo paese che, dopo dieci anni, abbia bisogno veramente di voltare pagina. Ma soprattutto cambiare la logica che ha caratterizzato questi anni con un governo espressione esclusivamente di centro destra”.
- In questi giorni si celebrano i 38 anni di autonomia comunale di Ardea. Luci ed ombre di questa storia secondo il suo punto di vista.
“La nascita del Comune di Ardea nel 1970 è stata una svolta per la nostra comunità. Un paese che, spesse volte viene criticato, viene violentato dagli stessi abitanti del paese, ma che racchiude una grossa potenzialità per il suo futuro. Spesse volte ci viene di parlare male e di farci male da soli. In realtà è un paese che sta al 40 chilometri da Roma ed ha subito una crescita demografica tra le più alte in Italia. E tutto ciò ha comportato da parte della politica una mancanza sul fronte della realizzazione dei servizi primari. Oggi ci troviamo a rincorrere qualsiasi problema vedi l’urbanistica, lavori pubblici, servizi sociali, finanze. C’è una rincorsa spasmodica per dotare di servizi sociali la nostra comunità e allo stesso tempo ci confrontiamo con delle situazioni che non sono sostenibili. La mancata programmazione negli anni passati, che possiamo giudicare un modo di fare tutto ardeatino, che ha provocato mancanza di controlli, permissività, ci ha portato purtroppo a questa situazione di emergenza, vedi anche l’affrancazione dei 700 ettari degli usi civici e l’abusivismo. Oggi ci troviamo di fronte ad una condizione di emergenza che ci costringe a pagare un mutuo, proprio per la mancata programmazione, per diversi anni. Oggi dobbiamo porre le basi per affrontare diversamente ad questa realtà perché non è possibile seguire sempre questa strada”.
- Quali sono le priorità che dovrebbero essere affrontate?.
“Ritengo che Ardea abbia bisogno urgente di servizi come acqua, fogne, gas, soluzione dei definitiva della questione dei 700 ettari degli usi civici, Un modo per controllare l’abusivismo dilagante che c’è sul territorio, ricominciare a pensare per Ardea a questioni importanti come quella della legalità in maniera da poter educare questo paese a forme nuove di sviluppo. Un normale sviluppo di una cittadina di 40 mila abitanti con progetti come la raccolta differenziata dei rifiuti, maggiori servizi come strutture sportive, teatro. Dare degli standard accettabili di convivenza civile. C’è bisogno dunque di un condono per sanare il regresso per pensare ad un futuro migliore, in modo da essere orgogliosi di appartenere ad una classe politica. Oggi è vergognoso far parte della classe politica di Ardea. Oggi ci confrontiamo con tanta gente che non capisce il problema che sta alla radice. Anche io avrei difficoltà a capire quali sono le ragioni di questo ritardo nello sviluppo della comunità. Un Comune così ricco di risorse, nonostante la riduzione dell’Ici, non riesce a reinvestire, e si nota il malumore dei cittadini che pagano regolarmente le loro tasse, ma che non si vedono realizzati quei minimi ed essenziali servizi pubblici. Perché una mancanza di risposte? Perché non c’è stata programmazione e oggi dobbiamo rincorrere le varie problematiche come la raccolta dei rifiuti e tante altre questioni che potrebbero essere risolte con un programma più adeguato e rispondente alle richieste dei cittadini. Alle demolizioni, alle consulenze legali che si trascinano avanti da dieci anni e che vanno a penalizzare le casse comunali, bloccando lo sviluppo normale e corretto della città”.
- Il futuro di Ardea potrebbe essere quello all’insegna del turismo, del commercio o dell’industrializzazione?
“Ardea è un paese con un territorio talmente vasto che potrebbe rappresentare uno sviluppo concreto in vari settori. Ardea ha una costa di nove chilometri che offre sicuramente una bellezza naturale sconvolgente, ed investendo sul mare, con l’adozione definitiva del Piano di utilizzo degli arenili, si potrebbero dare risposte concrete agli operatori balneari che avrebbero la possibilità di investire nelle proprie attività. La certezza di avere riconosciuta la propria attività, all’insegna della tranquillità, potrebbe essere qualcosa di importante per il rilancio della costa. Al contempo, sanando i 700 ettari degli usi civici, si potrebbe pensare a realizzare un’area artigianale che potrebbe fare invidia anche alle comunità vicine. Il centro storico di Ardea, con l’adozione di nuovo piano del commercio, potrebbe dare quell’impulso positivo con la realizzazione di attrazioni e momenti di spettacoli. A Tor San Lorenzo, invece, sarebbe opportuno prevedere aree pedonali d’estate, rilanciare il commercio, con attività ludico, sportivo e ricreative. Non è un sogno ma sono iniziative che potremmo immaginare, per fare dello sviluppo l’obiettivo del nostro futuro. Ancora tutto si può fare in quanto siamo nella condizione che, nonostante le emergenze, la programmazione per lo sviluppo e la crescita del territorio è ancora attuale ed fattibile. Alla base di tutto comunque servirebbe una classe politica rinnovata con un forte ricambio generazionale”
- Polemiche a non finire anche sugli indirizzi del nuovo Piano Regolatore Generale. Quali sono le sue idee a tal proposito?
“Questo comune si porta sulle spalle i problemi di 30 anni di male amministrazione. Si parla di grandi speculazioni, di ulteriore cementificazioni del territorio. E’ un allarme infondato, in quanto ad Ardea si stanno definendo le linee guida per il nuovo Prg, tenendo presente che c’è una direttiva della Prefettura di Roma, che parla chiaro e cioè: riconoscimento dei nuclei abusivi, già votati in consiglio, reperire nuove aree da dotare a servizi e verde, soluzione delle vecchie questioni riguardanti le lottizzazioni che vanno sanate. Come quella della proprietà Puccini a Tor San Lorenzo. In cambio della cessione di due aree dove è stata realizzata la Scuola Media ed il campo sportivo comunale, è un’altra area che dove a diventare piazza, la proprietà ricevette in cambio un’area edificabile, stabilito tutto in una convenzione. Dopo due anni quell’area diventò di nuovo agricola. Oggi la proprietà vanta dei crediti nei confronti del Comune per migliaia di euro. Ecco, come esempio, quali sono le ragioni per le quali Ardea è nettamente in ritardo rispetto allo sviluppo registrato nei comuni vicini”.