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25
FEB
2015

Nuovi assessori ad Ardea

I partiti del centrodestra avrebbero indicato Acquarelli presidente del Consiglio




Ci sono voluti ben otto mesi per completare la giunta municipale di Ardea. Da giugno dello scorso anno Ardea è stata amministrata a singhiozzo, se vogliamo dare un significato a questo periodo, ma sarebbe meglio dire che nulla o poco è stato fatto, rispetto a quanto gli elettori ed i cittadini soprattutto si attendevano. Il sindaco Luca Di Fiori, ha atteso pazientemente che i partiti ritrovassero quella serenità, sperata ed auspicata, da tutti per indicare i nomi dei nuovi e quella del nuovo presidente del consiglio comunale. Di Fiori, infatti, ha nominato assessori Raimondo Piselli (delegato all’Urbanistica, all’Edilizia Privata, al Demanio, agli Usi civici e alle Demolizioni) e Massimiliano Orakian (delegato ai Lavori Pubblici, alla Sicurezza, alla Toponomastica, alla Manutenzione degli edifici pubblici e scolastici, alle Manutenzioni stradali, alla Segnaletica, agli Impianti di illuminazione e videosorveglianza, ai Servizi alla Persona). I partiti di centro destra dal canto loro, invece, hanno indicato nella persona del consigliere comunale, Fabrizio Acquarelli, che sarà il prossimo presidente del consiglio comunale, in sostituzione del dimissionario Massimiliano Giordani, eletto consigliere della consiglio di Roma Capitale. Quello che si chiedono un po’ tutti, ma soprattutto i cittadini di Ardea, perché ci sono voluti otto mesi per chiudere questa crisi? Le riposte potrebbero essere molteplici ed articolate, ma un fatto sicuramente sta venendo a galla in questo periodo: la gente è ornai assuefatta a questi stato di cose, a questo percorso inutile della democrazia, parola abusata e utilizzata solo per sporchi interessi, ma della quale molti si fanno scudo per non fare nulla, e cioè non amministrare secondo le indicazione dei propri elettori, ma solo per mettere a segno qualche loro progetto tenuto nei cassetti e da attuare nei momenti opportuni come questo.
Che cosa ha voluto dunque significare questa crisi? Nulla o poco più. Mentre sarebbe stato interessante assistere ad dibattito sulla conclusione dell’annosa vicenda dell’uso civico, dell’altrettanta questione dell’abusivismo edilizio di cui tutti parlano, ma nessuno concretamente ha fatto mai nulla se non farlo lievitare nel corso degli anni con la propria politica scellerata e dedita al malaffare. Nessuno può ergersi a paladino di questa storia o di questo personaggio: tutti gli attori protagonisti sono responsabili ognuno per le proprie scelte personali e politiche, dello sfascio di Ardea che è sotto gli occhi di tutti. Allora se si vuole usare un episodio per danneggiare altri, e farne un proprio tornaconto questo non è giusto, e le autorità giudiziari e le forze dell’ordine debbono fare chiarezza su queste storie che hanno il sapore della beffa nei confronti di quanti negli anni si sono battuti seriamente e con impegno per contrastare il malaffare e la corruzione sul territorio di Ardea. Un territorio, un litorale, un’entroterra, che avrebbero avuto bisogno di una maggiore attenzione e di maggiori investimenti, che cosa si ritrova tra le mani: un cumulo di macerie. Non si intravede all’orizzonte una stella cometa verso la quale le persone di Ardea, armate di buona volontà, possono seguirle per dare una svolta al menefreghismo ed al malaffare imperante sul territorio. Il degrado morale, che è la diretta conseguenza del degrado e dell’abbandono del territorio, sono sentimenti che si vivono quotidianamente nella loro drammaticità. Come si diceva qualcuno si assuefatto a questo stato di cose. Ma nessuno fino ad ora ha fatto un passo in avanti per tentare di evitare che la deriva non fosse solo una delle tante parole presenti nel vocabolario italiano, ed avviare così un percorso diverso. Tutti invece si sono voluti adeguare a questo stato di cose, mettendo nuovamente in discussione quelle poche cose certe che possono ancora annunciare. Ma all’orizzonte non c’è proprio nulla di bello nonostante qualcuno vorrebbe far passare qualche messaggio o qualche appuntamento consociativo, come punto di partenza per un nuovo corso della vita politica di Ardea. Bisogna avviare evidentemente un nuovo percorso politico che possa riportare fiducia e sicurezza in quel che si fa. E’ finito da tempo l’emergenza: oggi c’è bisogno di concretezza e di cose serie che possano dare al territorio ed ai suoi cittadini qualcosa di positivo ed economicamente. Gli affari sono stati fatti e conclusi, ora sono rimaste solo le briciole di un passato remoto che ancora campeggia nella mente e nell’operatività di qualcuno che pensa di essere ancora nel periodo delle vacche grasse di trenta o quarant’anni fa. O ci si rimbocca le maniche delle camicie e si ricomincia lavorare seriamente e con l’obiettivo di far crescere Ardea e farla uscire dall’oblio in cui versa da decenni, o qualcuno dovrà per forza di cose prendere le redini di questa amministrazione e dare un forte segnale di cambiamento rispetto al passato.
Sabatino Mele