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LUG
2011

I 50 anni dello stabilimento Litton

Dal 2007 si chiama Northrop Grumman ma è il vecchio nome a farla da padrone nella memoria collettiva pometina






La società Northrop Grumman Italia spa con sede a Pomezia in via Pontina Km.27,800 ha festeggiato il 13 giugno i suoi 50 anni di attività in Italia. Fondata a Roma come Litton Italia il 13 giugno del 1961 per la costruzione del sistema di navigazione inerziale del velivolo F-104 dell’Aeronautica Militare Italiana, inagurò il suo stabilimento di Pomezia il 4 giugno del 1964. Nel 2007 diventa Northrop Grumman Italia che è la sussidiaria italiana, specializzata in soluzioni per la navigazione in ambito militare, della Northrop Grumman Corporation, azienda leader mondiale nel settore dell’elettronica per la difesa.
Le principali aree di attività dell’azienda sono i sistemi di navigazione e i sistemi integrati, con una produzione che spazia dalle più svariate tecnologie ai più diversi livelli di accuratezza, e fornisce ancora oggi le migliori soluzioni di navigazione agli operatori militari di tutto il mondo. Attualmente la sede di Pomezia conta 272 dipendenti e il direttore generale è la statunitense dott.ssa Helen Pickup. Data la sua altissima tecnologia aziendale il 70% del personale è laureato nei vari rami scientifici e la lingua più usata nello stabilimento di Pomezia è l’inglese. La celebrazione ufficiale dei 50 anni dell’azienda si è svolta domenica 19 giugno presso lo stabilimento di Pomezia con una serie di manifestazioni a cui hanno partecipato soprattutto dipendenti e loro familiari dello stesso stabilimento . Tra i numerosi invitati era presente anche il dott. Antonio Olivieri dirigente dell’azienda dalla fondazione e fino al 1988. L’Open House è iniziata alle 17.00 e siamo stati ricevuti dal direttore delle risorse umane e organizzative dott. Gianluca Iaboni, abbiamo visitato poi le aree dello stabilimento e le esposizioni approntate per l’occasione e assistito alle varie manifestazioni sportive ed esibizioni di aeromodellismo. Abbiamo incontrato il direttore generale, la dott.ssa Pickup, da alcuni mesi alla guida dello stabilimento di Pomezia che ha dialogato con noi in inglese. L’impressione generale che ne abbiamo avuto è stata estremamente positiva. D’altronde eravamo in uno stabilimento di una grande multinazionale statunitense e quindi in una azienda all’avanguardia per tecnologie e qualità della vita sul posto di lavoro. E’ sicuramente motivo di orgoglio per Pomezia avere sul proprio territorio aziende come la Northrop Grumman Italia che sono una risorsa sia economica che occupazionale fin da quando, nel 1964, allora Litton, iniziò la sua attività sul nostro territorio. Non possiamo che augurare a questa azienda tanti altrettanti anniversari da festeggiare nel suo stabilimento di Pomezia.
Di seguito il racconto dell’insediamento della Litton a Pomezia tratto dal capitolo “Arrivano gli americani” del mio recente libro “Pomezia città del lavoro”.
“La Litton Italia spa, che faceva parte del complesso statunitense delle Industrie Litton, è nata nel 1961 e il 4 giugno 1964 venne inagurato il suo stabilimento di Pomezia sulla via Pontina che produceva e progettava apparecchiature elettroniche di alta precisione, sistemi di navigazione di aerei militari e apparecchiature di controllo a terra. Lo stabilimento che si estendeva su circa 10mila metri quadrati ed era costato circa un miliardo e 250 milioni di lire, all’inizio dava lavoro a circa 420 dipendenti.
“Sono nato in provincia di Pescara ma sono cresciuto a Roma e mi sono laureato in scienze economiche a Perugia. Appena laureato fui assunto dalla Litton Italia nell’aprile del 1962 - mi ha raccontato nel 1998 il dott. Antonio Olivieri - avevo 29 anni. Ho partecipato a tutte le fasi della realizzazione dello stabilimento di Pomezia prima nel 1962, con l’acquisto del terreno, otto ettari con l’opzione per altri otto e mezzo, e poi con la realizzazione dello stesso nel quale, quando entro in funzione nel 1964, ero direttore del personale. Successivamente nel 1966 diventai dirigente e consigliere di amministrazione e fiduciario dell’azienda”. Quale fu l’impatto sul territorio di una multinazionale americana dell’importanza della Litton?
“Era la prima grande azienda americana specializzata in elettronica professionale che investiva in Italia e in particolare a Pomezia e quindi ebbe grande risalto tale iniziativa. Successivamente l’azienda si è diversificata in due divisioni : la Litton militare e quella civile che comprendeva la Sweda con un massimo di addetti di circa 800 unità”.
Lei era un importante dirigente. - Come era la situazione con i lavoratori?
“Buona , anche se a partire dal 1968 le azioni sindacali diventarono veementi e spaventarono le grandi aziende come la nostra. Poi la nostra era una azienda americana che era impegnata nel settore militare e quindi maggiormente colpevolizzata. Questo portò, a partire dagli anni ‘80, ad un ridimensionamento della Litton a Pomezia che poi nel 1983 ha ceduto il suo ramo aziendale Sweda ai privati”.
- Quali erano i rapporti con la città?
“Negli anni ‘60 la Litton con le sue tasse comunali contribuiva da sola al 50% del bilancio dell’ente e quindi eravamo rispettati dall’amministrazione comunale. Una sola volta ci siamo scontrati con il sindaco Caponetti il quale, nel novembre del 1971, sopravvalutando le sue prerogative, voleva requisire lo stabilimento”.
Per capire il clima dello scontro che allora vi era ecco cosa scrisse in merito il giornale “Il Fiorino” nel numero del 18 e del 20 novembre del 1971: “Gli americani se vogliono, se ne vadano pure, ma lascino qui i nostri soldi che hanno avuto in abbondanza” e poi “gli americani la debbono smettere con la loro politica, bisogna fare loro capire che questo non è il paese dei campanelli”.
- Dott. Olivieri da dove proveniva il personale?
“I quadri erano tutti di fuori. Le maestranze erano dei Castelli, di Roma e, soprattutto all’inizio, pochi di Pomezia. Poi molti di loro si sono messi in cooperativa. Noi della Litton le abbiamo favorite e personalmente le seguivo fino alla loro realizzazione perché avevo paura che beccassero fregature. Sono stato anche tra i primi a organizzare i pullman aziendali che collegavano con Roma e viceversa. Siamo arrivati ad averne fino a dieci, con costi rilevanti. Ma era l’unico modo per tenere a Pomezia i nostri tecnici, che altrimenti si sarebbero trasferiti o nelle aziende sulla Tiburtina o nel nord Italia”.
- I rapporti con gli altri imprenditori?
“ Mi ero fatto promotore di riunire mensilmente tutti i direttori del personale delle massime aziende locali. Questo faceva si che ci scambiavamo idee, ci conoscevamo e soprattutto promuovevamo iniziative comuni. Una nostra battaglia fu il raddoppio della Pontina che riuscimmo ad ottenere a cavallo tra gli anni “70-71, coinvolgendo l’Unione degli Industriali e gruppi politici nazionali. Purtroppo nacque monca perché da noi era stata prevista più larga. Ora ne paghiamo tutte le conseguenze. Nel contempo ci impegnammo per ottenere l’acquedotto ed il gas metano. Una volta per riattivare il servizio di trasporto pubblico per Roma abbiamo operato iniziative comuni con il Sindaco Caponetti nei confronti della Regione. Era un battaglia continua per ottenere servizi. Dopo l’incendio nel luglio del 1967 della Covalca Plastica e grazie all’impegno di un altro dirigente, Paolo Becattini della Sigma Schede, riuscimmo a fare costruire finalmente nel 1972 la caserma dei vigili del fuoco. Ricordo le nostre sollecitazioni per avere una linea metropolitana.
Tante iniziative sono naufragate perché Pomezia non è mai riuscita a darsi un assetto adeguato al ruolo e l’importanza che le compete, e a tutt’oggi non ha ancora infrastrutture necessarie al territorio e non ha la personalità per chiedere ed esigere la loro realizzazione. Pomezia è una città molto giovane e la sua popolazione è formata in maggioranza di immigrati, alquanto recenti, con radici e tradizioni di diversi paesi d’Italia che ancora non sentono appieno all’appartenenza alla nuova realtà territoriale e i diritti che a loro competono”.
- Quando ha lasciato la Litton?
“Dalla Litton sono passato alla Sweda nel 1986, sempre con lo stesso incarico di direttore del personale e vicedirettore generale. Nel 1988 sono andato via ed ho fatto il consulente aziendale e in questa veste ho continuato ad operare a Pomezia”.
Antonio Sessa