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16
APR
2008

Pomezia venne fondata 70 anni fa

Ripercorriamo velocemente le tappe salienti della storia della nostra città dal 25 aprile del 1938 ai giorni nostri




Un momento della Festa del Grano, organizzata ogni anno dall’Associazione dei Coloni Fondatori di Pomezia per rinnovare il rapporto con le nostre radici




Il 25 aprile Pomezia festeggerà il settantesimo anniversario della sua fondazione avvenuta il 25 aprile del 1938. Quest’anno la coincidenza con le elezioni ha fatto sì che l’amministrazione posticipasse di un mese circa le manifestazioni.
Da parte nostra riteniamo opportuno, fare un breve cenno dei punti salienti che portarono alla fondazione della città e ai momenti più significativi del suo sviluppo demografico ed economico.
Tutto ebbe inizio alla vigilia di Natale del 1928 quando viene promulgata dal Regime Fascista la legge della bonifica integrale chiamata “Legge fondamentale del Regime” che prevedeva la bonifica dell’Agro Romano e Pontino e la costruzione di cinque nuove città.
L’opera di bonifica venne affidata per l’Agro Romano e per quello Pontino al Consorzio della Bonifica di Littoria e al Consorzio della Bonifica Pontina. Il nostro territorio entrò sotto il controllo del Consorzio della Bonifica di Littoria che iniziò ad operare fin dal 1928.
La realizzazione dei centri abitati e di nuove colonie agricole, specialmente con agricoltori excombattenti, fu affidata all’Opera Nazionale Combattenti il cui presidente era l’on. Araldo Di Crollalanza. Pomezia fu l’ultima, delle cinque città, fondata dal regime fascista, a compimento della bonifica pontina. Le altre erano state: il 30 giugno 1932 Littoria, attuale Latina; Sabaudia il 5 agosto 1933; Pontinia il 19 dicembre 1934; Aprilia il 25 aprile del 1936.
Il 1 ottobre 1937 venne bandito un concorso per il piano regolatore di Pomezia, quinta città nuova dell’Agro “Redento”. La commissione, presieduta dal presidente dell’O.N.C. on. Araldo Di Crollalanza, scelse il progetto presentato dal gruppo degli architetti Petrucci e Tufaroli e dagli ingegneri Paolini e Silenzi, gli stessi che avevano vinto il concorso di Aprilia. Il 25 aprile del 1938 venne posta la prima pietra della fondazione di Pomezia dall’allora presidente del consiglio cav. Benito Mussolini.
La posa della prima pietra avvenne all’incirca intorno alle ore 17.00, era di lunedì.
La pergamena di fondazione era ornata di fasci, di spighe e di attrezzi di lavoro. Venne firmata dal presidente del consiglio Benito Mussolini e benedetta da Mons. Trovalusci, Vicario generale di Albano e Ostia, quindi chiusa in un astuccio e poi in una custodia di zinco, insieme a monete dell’era fascista, venne infine murata nel grande blocco di marmo che, calato nella terra, costituì parte della base della torre comunale. L’atto di nascita di Pomezia fu stilato poi con decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri in data 23 maggio 1938.
Fu dato il nome Pomezia sia in omaggio a Suessa Pometia, antica città del Lazio arcaico di cui è testimoniata l’appartenenza alla lega Latina verso il 500 a.C. e sia perché questo nome rievocava ricchezza ed abbondanza di raccolti, Pomezia “ città dei pomi”.
Un’altra data importante è il 3 giugno 1938 in cui, con Regio Decreto si costituisce il nuovo Comune di Pomezia. Il nuovo Comune era composto dall’attuale territorio del Comune di Pomezia e di quello di Ardea con una superficie di 158,24 Kmq .
Mentre venivano costruiti gli edifici del capoluogo, i suoi due nuclei abitativi di una certa consistenza furono Ardea ed il borgo di Pratica che diventò, in via provvisoria, il centro operativo del nuovo Comune. Appena fuori dal borgo, nell’excaserma, oggi Museo, vennero sistemati gli uffici comunali. La massima autorità del Comune fu il Commissario Prefettizio, dr. Aurelio Leone, che provvide a organizzare tutta la struttura amministrativa. Il borgo di Pratica era il punto di riferimento dello staff dirigenziale dell’Opera Nazionale Combattenti e delle ditte appaltatrici.
In pochi mesi costruirono l’attuale centro storico della città raccolto intorno a piazza dell’Impero (ora piazza Indipendenza) e si provvide, nelle campagne, all’appoderamento ed alla costruzione delle case coloniche che avrebbero ospitato i coloni.
Il 29 ottobre del 1939 alle ore 15.30, avviene l’inagurazione da parte del presidente del Consiglio Benito Mussolini della nuova città. Le poche abitazioni del centro urbano, di proprietà dell’Opera furono abitate dai primi impiegati comunali e dell’Opera stessa. I primi coloni assegnatari dei poderi dell’O.N.C. arrivarono il 24 giugno del 1939. Erano 40 famiglie romagnole. Il 5 ottobre 1939 arrivò il secondo scaglione dalla Romagna. In totale furono 91 nuclei familiari. Dal settembre del 1940 arrivarono le famiglie provenienti dalla Francia, in totale 13. Il gennaio del 1940 arrivarono 53 famiglie di trentini provenienti dalla Bosnia. Infine nel giugno del 1940 arrivarono 11 famiglie veneto-rumene. Altre 19 famiglie assegnatarie erano di Ardea, di altre località del Lazio e di altre zone d’Italia. In totale le famiglie di coloni assegnatarie di poderi furono 187.
Con l’entrata in guerra dell’Italia, nel giugno del 1940, i primi passi del nuovo Comune si interrompono bruscamente il 22 gennaio del 1944, con lo sbarco degli alleati ad Anzio.
All’inizio sembrò che tutto dovesse finire in fretta, ma fu solo l’inizio di un lungo calvario.
I bombardamenti alleati iniziarono subito e per primo fu colpito l’aeroporto di Pratica di Mare, ne furono risparmiati i centri abitati, le campagne e le strade. Gran parte della popolazione locale scappò a Roma e lo stesso Comune fu trasferito il 28 gennaio 1944, in via provvisoria, nella Capitale, in un palazzo di via Cesare Battisti, angolo di piazza Venezia. Il 4 giugno finalmente gli americani entrarono in Roma e subito dopo incominciò il triste rientro degli sfollati. Quattro mesi di fronte avevano lasciato terribili ferite. I tedeschi in ritirata distrussero la Torre del Vajanico, la torre serbatoio di Pomezia, la torre del castello di Pratica, disseminando di mine tutta la fascia costiera e le strade di transito. Le cunette erano piene di soldati tedeschi uccisi e i cittadini rientrati, malgrado i loro tanti problemi di sopravvivenza, provvidero a dare loro una sepoltura provvisoria. Dopo i corpi furono trasferiti nel cimitero di guerra tedesco.
Il 23 maggio 1945, il prefetto di Roma, su segnalazione di un Comitato di Liberazione che si era liberamente formato, nominò Dario Blancodini primo sindaco di Pomezia. Nel 1946 vi furono le prime elezioni libere ed il 6 aprile di quell’anno si insediò il primo consiglio comunale.
Iniziò lentamente la ricostruzione. Dieci anni dopo vi fu un altro evento determinante che cambio la storia del nostro territorio. Questo avvenne nel 1955 quando, con il provvedimento Cervone-Villa, il comune di Pomezia rientrò nella zona di intervento della Cassa per il Mezzogiorno. Da quell’anno iniziò una crescita demografica e produttiva continua ed ininterrotta ed piccolo borgo rurale diventò polo industriale. Infatti nel censimento del 1951, nel Comune di Pomezia risultarono appena 6.005 abitanti e 47 attività locali, con 104 addetti complessivi.
Ma, dopo l’arrivo della Cassa, già al censimento del 1961 le attività locali passano a 124, con 1.459 addetti ed i residenti diventano 10.587. Questi dati sono comprensivi anche del territorio di Ardea, che si staccò da Pomezia con la legge n. 242 del 6 maggio 1970.
La crescita è continua ed ininterrotta anche negli anni successivi
Infatti nel 1971 il comune di Pomezia ha ben 19.400 residenti e questo malgrado la scissione di 5.736 ardeatini. Mentre enorme è lo sviluppo soprattutto del settore industriale che raggiunge le 301 aziende con ben 12.676 addetti.
Al censimento del 1981 troviamo il Comune di Pomezia che ha 29.925 abitanti con 429 imprese industriali e 19.887 addetti.
Sviluppo e crescita che è costante anche negli anni ‘80, infatti nel censimento del 1991 la popolazione dei residenti è di 37.512 abitanti, mentre le imprese industriali sono 537 con 18.943 addetti. Nel 1990 finiscono gli aiuti della Cassa per il Mezzogiorno e iniziano le flessioni occupazionali nel tessuto industriale, mentre cresce quello dei servizi e delle attività commerciali. La crescita abitativa rimane in costante aumento favorita soprattutto dalla emigrazione di abitanti di Roma verso il nostro Comune. Infatti nel censimento del 2001 Pomezia conta 43.960 abitanti mentre complessivamente abbiamo 476 società con 16.464 addetti
Lo stesso litorale del Comune che si identifica con Torvainica ha avuto, a partire dalla meta degli anni ‘50, uno sviluppo abitativo enorme. Tutto ebbe inizio nel 1953, quando l’11 aprile fu trovata morta sulla spiaggia di Torvaianica, a confine della tenuta di Capocotta la giovane romana Wilma Montesi. Nella vicenda rimasero implicati personaggi famosi, fra cui Piero Piccioni, figlio dell’allora Ministro degli Esteri. Scoppiò lo scandalo Montesi che vide questa vicenda di cronaca per mesi sulle pagine di tutti giornali nazionali. In questo frangente la gente, ma soprattutto i costruttori, scoprirono una spiaggia bellissima a due passi da Roma. Da quel tragico avvenimento ebbe inizio un processo di crescita che adeguò il nostro litorale a quanto si stava sviluppando in Italia. In una Nazione che stava scoprendo la motorizzazione di massa, lo svago e il divertimento, il piccolo borghese di Roma e dei Castelli scopriva il mito della seconda casa al mare. Da quel momento iniziò una rapida crescita abitativa e Torvainica non diventò solo meta di villeggianti del ceto medio ma anche di gente del cinema. Poco lontano, a Castel Romano nel gennaio del 1964 inizia a funzionare lo stabilimento cinematografico Dinocittà di proprietà del famoso produttore cinematografico Dino DeLaurentis . E’ di quegli anni che nelle pause dei set cinematografici, i più prestigiosi nomi della cinematografia italiana ed internazionale frequentano il nostro litorale ed uno di essi, Ugo Tognazzi decise di costruirsi una villa a Torvaianica, a confine con la tenuta di Capocotta.
Un’altra data importante da sottolineare è quella del 31. 01 2005 quando, con decreto del presidente della Repubblica Azelio Ciampi, al comune di Pomezia viene riconosciuto il titolo di “Città di Pomezia”.
Attualmente Pomezia conta 58.100 abitanti ed è una area industriale di rilevanza nazionale, sede di centri internazionali di ricerca farmaceutica, una stazione balneare di importanza regionale (Torvaianica), sede di un polo universitario della Università degli Studi “La Sapienza” di Roma, sede a Pratica di Mare del più grande aeroporto militare italiano, sede del museo archeologico “Lavinium”, sede di importanti resti archeologici e monumenti del periodo arcaico, romano, di epoca medioevale, del periodo della bonifica, uno dei poli alberghieri più importanti del Lazio, sede di importanti strutture private per il tempo libero, quali il parco marino tematico “Zoomarine” ed il centro sportivo “Città dello Sport - Olimpia”.
Antonio Sessa