In ricordo dell’affondamendo della Corazzata “Roma” del 9 settembre 1943
83° Anniversario
Nettuno si prepara a vivere un intenso momento di memoria e orgoglio storico. Il prossimo 9 settembre, alle ore 10.00 in Piazza Stazione F.S., si terrà la solenne cerimonia di commemorazione dell'83° anniversario dell'affondamento della Corazzata Roma, organizzata con la partecipazione dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia - Sezione Anzio-Nettuno e alla presenza di numerose autorità civili e militari.
La tragedia della Corazzata Roma rappresenta una delle pagine più drammatiche e toccanti della storia navale italiana ed europea. L'imponente unità della Regia Marina, orgoglio della cantieristica e simbolo della flotta italiana durante il secondo conflitto mondiale, trovò la sua tragica fine il 9 settembre 1943, il giorno immediatamente successivo all'annuncio dell'armistizio italiano.
Mentre navigava nelle acque del Golfo dell'Asinara diretta verso la Sardegna per poi consegnarsi agli Alleati secondo le clausole dell'armistizio, la formazione navale fu sorpresa e attaccata dai bombardieri tedeschi Dornier Do 217. I velivoli lanciarono una nuova e micidiale arma tecnologica, la bomba guidata Fritz X. Colpita mortalmente, la nave da battaglia fu teatro di un'immane esplosione del deposito munizioni che ne causò lo spezzamento dello scafo e il rapido affondamento. Nel disastro persero la vita 1.393 marinai, tra cui l'Ammiraglio Carlo Bergamini, comandante delle forze navali.
L'evento di Nettuno vuole rendere omaggio al sacrificio di quegli uomini e custodia del loro valore, riaffermando il legame profondo tra la comunità locale, le associazioni d'arma e la memoria del mare. L'appuntamento in Piazza Stazione F.S. rappresenterà dunque un'occasione imperdibile per tutta la cittadinanza di riunirsi, riflettere e rendere il doveroso tributo a chi compì l'estremo sacrificio in nome del proprio dovere.
Proteggere il proprio animale è il primo gesto d’amore
Dal microchip al gps
Quando si prende un animale domestico per amarlo e accudirlo, la primissima cosa da fare è garantirgli una protezione permanente applicandogli un microchip di riconoscimento. Ogni giorno, infatti, si vedono animali che per semplice curiosità o per un cancello aperto involontariamente spariscono per giorni, con il serio rischio di non ritrovarli più o che finiscano sotto un'auto non essendo abituati alla strada.
L'inserimento del chip è la soluzione principale: chiunque trovi un animale smarrito può portarlo da un veterinario, che leggendo il codice risalirà subito al legittimo proprietario. In Italia, la tariffa per l'applicazione e la registrazione tramite un veterinario libero professionista varia generalmente tra i 20 e i 50 euro, a seconda dello studio prescelto. Se ci si rivolge alla ASL, come nel Lazio, il prezzo fisso regolato dal servizio sanitario regionale è di circa 28 euro (comprensivo di inserimento, registrazione e rilascio del documento anagrafico, i cui dettagli si possono verificare sul portale della Salute Lazio).
L'iscrizione all'Anagrafe degli Animali d'Affezione è un obbligo di legge per i cani e una pratica sempre più promossa per i gatti, utile ad evitare sanzioni ma soprattutto fondamentale per tutelarli. Il microchip, grande quanto un grano di riso, viene inserito sottocute in modo rapido e indolore. Dopo la registrazione, è importante ricordarsi di aggiornare i propri dati in anagrafe in caso di cambio di residenza o di numero di telefono.
A questa misura di identificazione si può affiancare la tecnologia del GPS per animali: un piccolo dispositivo da agganciare al collare o alla pettorina che riceve i segnali satellitari per calcolare la posizione esatta e invia le coordinate in tempo reale allo smartphone tramite una SIM interna e la rete telefonica. Molti modelli consentono anche di impostare recinti virtuali che avvisano sullo smartphone se l'animale si allontana da casa.
Per i gatti abituati a uscire di casa, per i quali si vuole azzerare il rischio di smarrimento senza metterli in pericolo, servono però accortezze specifiche. Se si usa un collare (per agganciare un localizzatore o un contatto telefonico), occorre scegliere un modello antifuga con fibbia di sicurezza a scatto, progettata per aprirsi subito se il gatto tira restando impigliato. La misura va sempre verificata lasciando lo spazio di due o tre dita tra il collo e il collare. In ogni caso, la scelta più sicura consigliata dal Ministero della Salute e dai veterinari rimane il microchip, l'unica soluzione definitiva che elimina alla radice tutti i rischi legati ad accessori esterni che potrebbero staccarsi o smarrirsi.
In vigore le nuove regole per tutelare le emergenze reali. Nessun costo per chi è davvero in pericolo
Falsi allarmi e imprudenza: i soccorsi della GdF si pagano
Quando una persona è in pericolo, ogni minuto può essere decisivo. Per questo è fondamentale che il sistema di soccorso possa intervenire rapidamente e concentrare le proprie risorse sulle situazioni di reale emergenza.
La Guardia di finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili. In mare, in montagna, nelle zone più difficili da raggiungere e in occasione di calamità o altre emergenze, il Corpo può mettere a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali.
Sono entrate in vigore nuove regole per gli interventi effettuati dalla Guardia di finanza.
Chi provoca volontariamente o con un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario il soccorso dovrà sostenerne i costi.
Lo stesso principio si applica a chi richiede un intervento senza una reale necessità o senza un giustificato motivo.
Non viene introdotto alcun pagamento generalizzato. Chi si trova in una situazione di pericolo, oppure teme concretamente per l'incolumità di un'altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione.
Il pagamento non sarà automatico. Prima verrà sempre prestato il soccorso e soltanto dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l'intervento.
Gli interventi possono durare molte ore e richiedere un rilevante impiego di uomini e mezzi. Una chiamata ingiustificata non è quindi priva di conseguenze: può impegnare risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per soccorrere chi si trova realmente in pericolo.
L'obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le persone dal chiedere aiuto, ma evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di una concreta motivazione. In questo modo si proteggono le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell'intero sistema di soccorso.
Ufficio stampa GdiF