Il centrodestra candida Federico Carnevale, il centrosinistra pensa a Stefanelli
Elezioni provinciali
“I coordinamenti regionali del Lazio di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati annunciano ufficialmente la candidatura di Federico Carnevale, sindaco di Monte San Biagio, alla carica di Presidente della Provincia di Latina in vista delle elezioni provinciali del 15 marzo 2026. La decisione è maturata al termine di un confronto ampio e costruttivo tra le forze della coalizione, che hanno individuato nella figura di Carnevale il profilo più autorevole, competente e rappresentativo per guidare l’ente provinciale in una fase cruciale per il futuro del territorio pontino. La candidatura di Federico Carnevale rappresenta un grande risultato politico per l’intero centrodestra. Federico Carnevale è un amministratore esperto, capace di interpretare le esigenze dei Comuni e di dialogare con tutti gli amministratori locali. Tutte caratteristiche che lo rendono il candidato migliore per guidare la Provincia, casa dei sindaci e dei cittadini, un ente chiamato a coordinare, sostenere e programmare su settori cruciali come infrastrutture, viabilità, edilizia scolastica e pianificazione territoriale. Questa scelta unitaria dimostra maturità politica e senso di responsabilità. Mettiamo al centro il territorio, e apriamo una nuova stagione per la Provincia di Latina, fondata su collaborazione istituzionale e sviluppo condiviso”.
Con questa decisione, il centrodestra del Lazio si presenta compatto all’appuntamento del 15 marzo 2026, con la convinzione che l’unità sia la condizione imprescindibile per garantire stabilità, efficacia amministrativa e una visione di crescita per l’intera Provincia di Latina. Lo dichiarano in una nota Claudio Fazzone, coordinatore regionale Forza Italia Lazio, Paolo Trancassini, coordinatore regionale Fratelli d’Italia Lazio, Davide Bordoni, segretario regionale Lega Lazio, Marco Di Stefano, coordinatore regionale Noi Moderati Lazio. Ricordiamo che le elezioni provinciali, a seguito della recente riforma, sono elezioni cosiddette di secondo livello. L’elettorato non è quindi rappresentato direttamente dai cittadini ma dai componenti dei Consigli comunali dei Comuni della Provincia. In vista delle elezioni provinciali del prossimo 15 marzo per il rinnovo del presidente di via Costa, il Partito Democratico ribadisce una scelta di responsabilità amministrativa.
A intervenire è Omar Sarubbo, segretario provinciale del Pd, che afferma: “La Provincia non è un trofeo politico né una bandierina da piantare, ma deve continuare a essere la Casa dei Comuni al servizio del territorio, di cui ha opportunamente parlato il Presidente di recente. È questo il modello che abbiamo costruito in questi anni e che intendiamo difendere”.
Secondo il segretario Dem il dibattito che si sta sviluppando in questi giorni “appare stanco e ripetitivo, troppo spesso concentrato sugli equilibri di potere e poco sui bisogni reali delle comunità”.
“Da destra, aggiunge, arrivano appelli prevedibili all’unità dello schieramento che governa il Paese, quasi che la Provincia fosse la cucitura mancante al loro sistema di potere. Io credo invece che il vero tema non sia a chi appartiene l’ente, ma a cosa serve”.
“Nel corso del mandato di Stefanelli, sostenuto anche dal Pd, pur in un quadro istituzionale di competenze ridotte e risorse limitate – sottolinea Sarubbo – è stato possibile ottenere risultati concreti grazie a una gestione responsabile e a una costante ricerca di sintesi in Consiglio provinciale”.
“I numeri - prosegue il segretario - parlano chiaro: oltre 47 milioni di euro investiti sull’edilizia scolastica attraverso il PNRR con 43 interventi avviati, e 13,2 milioni di euro stanziati nell’ultimo bilancio per la manutenzione di 750 chilometri di strade. La Provincia di Latina è diventata inoltre un modello nazionale per il Protocollo sulla sicurezza e la legalità negli appalti attraverso l’introduzione del badge elettronico di cantiere”.
Tra i risultati raggiunti, Sarubbo ricorda anche il riconoscimento UNESCO per la Via Appia, accompagnato dalla creazione di un marchio provinciale per il turismo, i progetti di educazione civica europea con l’Istituto Spinelli e le battaglie sociali per il salario minimo e la difesa dell’occupazione nelle crisi industriali, come quella di Stellantis.
Un capitolo centrale riguarda poi la tutela dei Comuni sul fronte del servizio idrico.
“La Provincia – rivendica Sarubbo – è stata un vero argine istituzionale contro i tentativi di Fratelli d’Italia e Lega di aumentare in modo spropositato le bollette di Acqualatina e di imporre un aumento di capitale penalizzante per le casse dei Comuni. Un lavoro importante avviato dall’ex presidente Carlo Medici, che rafforzò la segreteria tecnica dell’ATO 4, e proseguito con determinazione da Stefanelli”.
Sul piano istituzionale, il segretario del Pd non manca di richiamare il tema della riforma delle Province.
“La riforma Delrio – afferma – è rimasta un’incompiuta. Le Province vivono da anni in un limbo: svuotate di deleghe, risorse e del suffragio universale, ma ancora centrali nella gestione del territorio. Come ha ricordato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non possono essere destinate a una transizione eterna”.
“Per questo – conclude – penso che le Province debbano tornare a essere pienamente elettive, con funzioni chiare e risorse certe. Ma nell’immediato serve continuità. Per tali ragioni mi auguro che il presidente Stefanelli voglia dare nuovamente la propria disponibilità a proseguire questo percorso fino al termine del suo mandato sindacale. Se così sarà, ritengo debba avere il nostro pieno sostegno e chiederò alla Direzione provinciale del Pd di schierarsi al suo fianco per continuare il buon lavoro sin qui fatto, mirando a un futuro in cui siano di nuovo i cittadini a scegliere direttamente i propri rappresentanti”.
P.N.