La pratica ferma nel settore tecnico dei lavori pubblici
La Gogna spera
La possibilità di fare il contratto con la Società Acqua Latina e avere l’autorizzazione per scaricare i reflui domestici in fogna è ancora impedita alle circa 250 abitazioni situate nelle zone della borgata La Gogna dove sono presenti impianti di sollevamento.
Le vicissitudini che hanno caratterizzato tutta la fase di realizzazione dell’ultimo lotto di rete fognaria della borgata non sono state ancora superate a causa, evidentemente, dei problemi di gestione del settore tecnico dell’Assessorato ai Lavori Pubblici.
A sostegno di questa valutazione, basti ricordare che dopo l’entrata in funzione del depuratore (Novembre 2020) ci sono voluti due anni per installare i quadri elettrici per il comando degli impianti di sollevamento; che nel corso di numerosi controlli si sono registrate carenze nella realizzazione della rete; che sono passati altri 3 anni per i collaudi e per acquisire la documentazione della rete fognaria; che il Dirigente dei Lavori pubblici nell’ultimo contatto telefonico avuto - eravamo all’inizio di Agosto 2025 - ci informava che stava fissando l’appuntamento con Acqua Latina per la consegna della documentazione delle opere realizzate..
Da allora più nessuna notizia, nessuna possibilità di contatto mentre apprendevamo da fonte certa, nel corso del mese di Dicembre 2025, che la documentazione richiesta non era stata ancora consegnata alla Società.
Finalmente il giorno 8 Gennaio 2026, accettando una nostra richiesta, RAI 3, “Buongiorno Regione” ha tramesso un servizio sulla situazione a La Gogna, nel corso del quale il giornalista che lo gestiva comunicava di aver avuto contatti con le autorità comunali e con Acqua Latina da cui aveva appreso che la documentazione riguardante le opere realizzate era stata inviata dal Comune e risultava ricevuta dalla Società.
Da quel giorno è ormai trascorso oltre un mese, nel corso del quale abbiamo inviato al Dirigente una mail con la richiesta di conoscere quando si sarebbe passati all’atto successivo, quello del passaggio di gestione della rete fognaria ma, come al solito, non abbiamo avuto risposta.
Silvano De Paolis
Anche ad Aprilia si sono costituiti i relativi Comitati per il Si e per il NO
Il referendum sulla giustizia
“E’ stata una riunione molto partecipata, segnata da riflessioni molto forti e condivise su una sfida politico-sociale di fondamentale importanza per il nostro futuro, per la nostra Democrazia, per la stessa nostra Carta Costituzionale”.
Mercoledì 4 Febbraio, presso la sede di Sinistra apriliana in via Carroceto, si è riunito il preannunciato Comitato territoriale per il No al Referendum sulla Giustizia del 22-23 Marzo per riflettere sul merito e sul metodo della campagna di partecipazione al voto dei cittadini. Hanno partecipato alla riunione i partiti: PD Aprilia, AVS (Europa Verde e Sinistra Italiana), M5S, Rifondazione comunista, Sinistra anticapitalista, Italia Viva; le Associazioni: Anpi, ARCI “La Freccia”, Reti di Giustizia, Senzaconfine di Aprilia, Lega SPI CGIL, CGIL.
“Si è sentita chiara e decisa, da parte di tutti i partecipanti, la responsabilità di contribuire al successo del NO nel nostro territorio su una Riforma che non aiuta certo il cittadino sui temi del lavoro, dei salari, della sanità, dei diritti, e neppure ad abbreviare i processi troppo lunghi, ma che è invece un puro e semplice attacco alla Magistratura, tra l’altro niente affatto sottaciuto nelle dichiarazioni di Ministri, Sottosegretari e della stessa Presedente del Consiglio con toni spesso vibranti: colpire “l’invadenza della Magistratura sull’azione del Governo” e, rivolto all’opposizione, l’invito a “non compromettere la propria libertà d’azione domani”. Così il Comitato territoriale per il NO al Referendum, non c’è dubbio che un eventuale successo del SI’ aprirebbe la via alle altre due funeste Riforme: il Premierato e l’Autonomia differenziata delle Regioni. Sarebbe il sigillo di un definitivo trionfo delle Destre anche in Italia, la fine sostanziale della Democrazia costituente, l’instaurazione di un Regime illiberale.
La Legge sulla Giustizia è dunque un tassello di un progetto più ampio e decisivo che questo Governo ha in mente per il Paese e che bisogna assolutamente fermare. ORA!
“Cari/e cittadini/e, gli ultimi sondaggi delle Agenzie, anche autorevoli, danno il NO in costante risalita e vicino alla parità con il SI’, la recente raccolta di firme on-line per il NO ha dato esiti sorprendenti (oltre 500.000 in poche settimane). Questo vuol dire che, se bene informata, la società civile sa rispondere positivamente e ha in mente le alternative a questo pessimo stato delle cose. Ci vedrete dunque molto spesso nelle prossime settimane, nei luoghi pubblici per distribuire informazioni sul Referendum, nei locali disponibili in città per ascoltare i Magistrati per il NO e conoscere le ragioni dei diretti interessati, casa per casa in una capillare, spontanea attività di informazione”.
P.N.
Mentre il dibattito sulla riforma della giustizia si fa incandescente e un referendum dal contenuto fortemente tecnico rischia di raccogliere un voto politico, sono sempre più gli addetti ai lavori che sostengono fortemente le ragioni del si. In questo contesto, in vista del voto del 22 e 23 Marzo, nasce ad Aprilia il Comitato per il sì l’organismo apolitico, presieduto ad Aprilia dall’avvocato Mariateresa Fiore, ha lo scopo di informare i cittadini sui motivi per i quali è opportuno esprimere il proprio consenso ai quesiti referendari.
“La riforma - precisa il Comitato attraverso una nota stampa - serve a garantire l’imparzialità di chi giudica, separando le carriere dei giudici da quella dei pubblici ministeri, con equilibrio tra accusa e difesa e attraverso il sorteggio dei membri del Csm, verrà ridotto il rischio che possano insinuarsi dubbi sulla formazione di eventuali correnti, premiando il merito; con l’istituzione di un’Alta corte disciplinare indipendente, il sistema di controllo sarà più trasparente ed equo, per una giustizia più equilibrata, equa e trasparente. Sarà una garanzia per i cittadini e per lo stato di diritto, con una giustizia più imparziale, chiudendo il ciclo del percorso avviato in passato, come previsto anche dalla nostra costituzione. Al di fuori di ogni aspetto ideologico, la volontà del comitato è quella di promuovere il sì per un referendum che dal punto di vista tecnico serve a migliorare il nostro sistema giudiziario. Allo scopo, verranno organizzati nei prossimi giorni incontri pubblici, dibattiti e altre attività informative a beneficio della cittadinanza.
Per avere informazioni sulle attività svolte e sulle ragioni del sì, è possibile seguire le pagine Facebook e Instagram del Comitato per il sì di Aprilia -Referendum 2026.
Invitiamo tutti a seguire la pagina e iscriversi al comitato nazionale per il sì. Il Comitato per il sì di Aprilia resta a disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento in merito al Referendum”.
Francesca Cavallin