Intervista al coordinatore dell’Udc di Pomezia Stefano Annesi in vista delle prossime elezioni amministrative
L’Udc aperto al dialogo con il centro-sinistra
Incontro il coordinatore dell’Udc di Pomezia Stefano Annesi. L’Udc è stata presente nella coalizione di centro destra con candidato a sindaco Veronica Felici.
- Annesi, pur non eleggendo nessun consigliere comunale, con i vostri voti avete comunque contribuito alla vittoria del sindaco Felici. Come sono stati e sono i rapporti con i partiti del centrodestra e con lo stesso sindaco?
“L’Udc ha sostenuto con convinzione la coalizione di centrodestra e la candidatura di Veronica Felici, contribuendo con il proprio consenso alla vittoria finale. Anche per questo riteniamo che il nostro apporto politico meritasse maggiore attenzione e coinvolgimento, in special modo per l’attuazione dei nostri punti nel programma presentato. Devo però constatare che, dall’elezione del sindaco, l’Udc non è mai stata convocata alle riunioni di maggioranza e non ha avuto alcuno spazio all’interno dell’amministrazione, tonto meno sono stati attuati o discussi i nostri punti programmatici. È una scelta che abbiamo registrato con rammarico, soprattutto perché abbiamo sempre mantenuto un atteggiamento leale e costruttivo verso la coalizione. Nonostante questo, non abbiamo mai fatto polemiche per interessi personali o per rivendicare poltrone. Il nostro obiettivo resta quello di rappresentare un’area moderata, seria e responsabile, avanzando proposte nell’interesse della città. Crediamo che la politica debba basarsi sul confronto e sulla condivisione, non sull’esclusione.” Purtroppo non abbiamo trovato terreno fertile nella attuale amministrazione Felici”.
- Come giudica l’operato dell’amministrazione Felici?
“Il nostro giudizio sull’amministrazione Felici oggi non può che essere critico, soprattutto sul piano politico, del metodo e delle scelte sui grandi temi. Chi ha contribuito alla vittoria del centrodestra avrebbe dovuto essere coinvolto nel confronto e nelle scelte amministrative. Invece l’Udc, nonostante il sostegno dato alla coalizione, non è mai stata convocata ai tavoli di maggioranza né resa partecipe delle decisioni, alcune di queste, peraltro, le abbiamo trovate oltre modo discutibili, per poi rivelarsi, difatti, completamente sbagliate. Questo si è poi inevitabilmente ripercosso sul Territorio, Pomezia è l’unico Comune che ha visto una netta prevalenza del “NO” nel voto referendario, segno evidente di scelte programmatiche sbagliate, il voto si deve leggere anche contro questa amministrazione. Questo atteggiamento ha inevitabilmente limitato la possibilità di dare il nostro contributo su temi fondamentali per la città. Noi crediamo che una coalizione debba fondarsi sul dialogo, sulla condivisione e sul rispetto reciproco tra le forze che l’hanno costruita. Dal punto di vista amministrativo vediamo ancora molte criticità: dalla gestione del territorio ai servizi, passando per programmazione e capacità di ascolto dei cittadini. Uno su tutti è il tema della occupazione, l’ultima votazione in Consiglio per la crisi di una nota Azienda Farmaceutica del territorio meritava a mio giudizio l’accoglimento delle mozioni proposte anche dalla attuale minoranza, così come, a mio giudizio, molti temi della attuale minoranza meritano approfondimento e valutazione serie. L’Udc ha sempre mantenuto un atteggiamento responsabile e costruttivo, ma non possiamo far finta che oggi tutto vada bene, alcuni indirizzi politici di questa maggioranza hanno scaturito delle decisioni che, come detto, non ci hanno trovato sempre d’accordo”.
- Mi dicono che, seguendo la linea nazionale dell’Udc, anche voi a Pomezia state pensando ad altre scelte future? Se si quali?
“L’Udc è storicamente una forza moderata, cattolica e riformista, e proprio per questo oggi stiamo facendo una riflessione politica seria anche a livello locale. L’esperienza vissuta in questa maggioranza, dove pur avendo contribuito alla vittoria elettorale siamo stati esclusi dai tavoli politici e amministrativi, ci porta inevitabilmente a valutare percorsi diversi per il futuro. Guardiamo con crescente interesse a tutte quelle forze centriste, moderate e riformiste che mettono al centro il dialogo, la competenza e il rispetto reciproco, senza preclusioni ideologiche e senza guardare esclusivamente al colore politico. Registriamo con orgoglio e piacere, quindi, la nuova linea presa dalla UDC ad Ardea, il ritorno alla politica di forze centriste come il Psi con Edardo Petronio, una crescente volontà di confronto e dialogo da parte del Pd, del Movimento 5 Stelle e di altre Associazioni del Territorio; Personalmente ho molta stima nei rappresentanti attuali di quelle forze politiche presenti sul territorio e ritengo possano far parte di un progetto più ampio di coalizione.
La costruzione di un Centro forte ed identitario non può che sviluppare e rendere omogenee altre forze in una coalizione. Pomezia ha bisogno di una visione più ampia e soprattutto di una politica capace di coinvolgere energie e competenze diverse. Il campo riformista notoriamente rappresenta comunque esperienza ed intelligenza politica, così come alcune forze e movimenti attualmente alla opposizione, anche con loro ricercheremo incontri e proporremo idee da condividere. Registriamo inoltre che anche all’interno dell’attuale maggioranza ci sono esponenti politici che stanno facendo riflessioni sul loro futuro, alcuni di loro hanno già avuto in passato esperienze nelle file dell’Udc e oggi guardano con interesse a un possibile ritorno nell’area centrista, moderata e riformista. Esiste un vulnus evidente in questa amministrazione, mai si è registrato nel passato una partecipazione così ampia ed eterogenea di Consiglieri eletti e successivamente entrati nel Gruppo Misto, una maggioranza nel Consiglio comunale che non appare avere più chiari riferimenti politici. Per noi però c’è una condizione fondamentale: costruire rapporti politici paritetici, basati sul confronto vero e sulla dignità di ogni forza che contribuisce a un progetto comune.
L’Udc non cerca poltrone, ma rispetto politico e la possibilità di dare il proprio contributo nell’interesse della città. Nei prossimi mesi faremo le nostre valutazioni con grande serenità, parlando con chi condivide un’idea di politica più inclusiva, equilibrata e realmente partecipata soprattutto dal punto di vista politico”.
- Mi è stato riferito che quanto prima l’Udc farà una iniziativa a Pomezia. Se si, quale sarà il motivo di questo incontro?
“Si, stiamo lavorando insieme a Noi Moderati, ad altre forze centriste, con i movimenti e forze appartenenti all’area riformista, all’organizzazione di un importante convegno politico a Pomezia, programmato tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, che avrà come tema centrale il futuro della città. L’iniziativa vedrà l’invito rivolto a tutte quelle forze politiche moderate, centriste e riformiste che vogliono aprire un confronto serio, concreto e libero da pregiudizi ideologici, mettendo al centro esclusivamente gli interessi di Pomezia e dei cittadini.
L’obiettivo è costruire uno spazio di dialogo e proposta sui grandi temi che riguardano il territorio: sviluppo economico, servizi, sicurezza, urbanistica, politiche sociali, giovani e qualità della vita. Crediamo infatti che oggi serva una politica più inclusiva, partecipata e capace di valorizzare il contributo di tutti. Sarà quindi non solo un momento politico, ma anche un’occasione di ascolto e confronto aperto alla società civile, alle associazioni, i movimenti e alle realtà produttive della città, perché il futuro di Pomezia non può essere deciso da pochi, ma deve nascere da una visione condivisa.
A questo proposito guardo ai giovani come forza partecipante, i settori centristi e riformisti della politica giovanile a Pomezia li vedo e valuto come la linfa ed il futuro della Città, hanno idee chiare e si organizzano in circoli e strutture ben equilibrate, radicate nel territorio ed ottimamente rappresentate.
Al contrario annaspa in qualche maniera la costituzione da parte della amministrazione Felici di una “Consulta Comunale dei Giovani” che appare, allo stato dei fatti, come uno strumento tardivo, auto referenziato e simbolico, assolutamente non in grado di incidere minimamente sulla gestione della cosa pubblica. Il futuro della Città inizia dal senso di responsabilità delle forze politiche che si confrontano alla ricerca di una soluzione unitaria per costruire una vera e solida alleanza di governo”.
T.S.