Intervista al consigliere comunale Renzo Mercanti, tra i fondatori del Movimento 5 Stelle di Pomezia, molto critico con l’attuale amministrazione
“Esiste un’alternativa a questa cattiva politica”
Il Movimento Cinque Stelle di Pomezia è stato sempre molto critico con l’attuale amministrazione di centro destra. Ne parlo con il consigliere comunale Renzo Mercanti, tra i fondatori del Movimento a Pomezia.
- Mercanti mi spiega come il M5S di Pomezia risolverebbe il problema della nettezza urbana?
“Come Movimento 5 Stelle siamo orgogliosi di essere stati l’amministrazione che ha promosso e realizzato la raccolta differenziata, raggiungendo durante il nostro mandato livelli di eccellenza. I risultati parlano chiaro: percentuali tra le più alte e il riconoscimento come Comune più “riciclone” dell’anno, grazie a un servizio efficiente e a controlli puntuali. Oggi, invece, assistiamo a un caos totale. L’ultima sentenza del TAR rappresenta la prova evidente della totale assenza di indirizzo politico nella gestione della raccolta differenziata e del decoro urbano. Di fronte a una società priva dei requisiti minimi, sarebbe stato necessario intervenire subito con scelte chiare e tempestive, avviando un nuovo bando serio e strutturato.
Questa amministrazione, al contrario, è ferma da oltre tre anni, tra spese legali elevate e decisioni tardive. Anche quando si è arrivati alla scelta - tardiva - di un nuovo bando, le lungaggini e l’incapacità politica hanno prodotto l’ennesimo fallimento. La sentenza del TAR, infatti, riconosce alla società attuale la prosecuzione del servizio proprio a causa dei ritardi accumulati. È questo il buon governo? Noi crediamo di no.Oggi serve una valutazione seria, servono scelte coraggiose e soprattutto serve assumersi responsabilità per garantire ai cittadini un servizio all’altezza della città”.
- La vostra amministrazione ha lasciato molti cantieri del PNRR. Vedi quelli delle strutture scolastiche, del teatro, delle strade ecc… Come è la situazione? Rischiamo di perdere parte dei fondi?
“Grazie ai fondi del PNRR, la passata amministrazione ha lasciato in eredità numerosi progetti a favore della città. Purtroppo, molti di questi sono rimasti nel cassetto: basti pensare all’asilo di Campo Ascolano, alla riqualificazione degli impianti sportivi comunali e agli interventi di manutenzione straordinaria su diversi edifici scolastici. Tra tutti, oggi la nostra attenzione si concentra sulla scuola Marone. Fin dall’inizio ci siamo fermamente opposti all’acquisto di un rudere come soluzione temporanea per gli studenti: una scelta che ha fatto perdere tempo prezioso, oggi determinante per il completamento dei lavori.
Avevamo proposto un’alternativa concreta: l’acquisto di strutture modulari, che sarebbero costate circa la metà e che, una volta conclusa l’emergenza, avrebbero potuto essere riutilizzate come centri giovanili. Invece si è scelto di spendere di più, ottenendo meno. Il risultato è duplice: perdita di tempo e spreco di risorse.
Oggi emergono anche criticità impreviste, come un adeguamento sismico non programmato. Se si fosse risparmiato inizialmente, non ci troveremmo ora a rischiare ulteriori milioni di euro per completare l’intervento sulla Marone.
Non solo: i ritardi accumulati ci portano pericolosamente vicini alla scadenza del 30 giugno per la conclusione dei lavori, con il concreto rischio di dover restituire i fondi PNRR, pari a circa 4 milioni di euro.Infine, dal bilancio emerge un ulteriore elemento preoccupante: risorse inizialmente destinate al teatro e ad altri interventi sulle scuole sono state congelate e dirottate proprio sulla scuola Marone, a dimostrazione di una gestione poco lungimirante e priva di una visione complessiva”.
- Voi del M5S a tutti i livelli avete avuto sempre una posizione ferma e trasparente contro il termovalorizzatore. A molti sembra che altri non abbiano avuto la vostra stessa determinazione.
“Una cosa è certa: in questi anni l’opposizione si è battuta con fermezza contro l’inceneritore. Lo dimostrano gli atti, le interrogazioni e le mozioni consiliari presentate, sia come Movimento 5 Stelle sia insieme alle altre forze di opposizione, come il PD. La nostra posizione è sempre stata chiara: siamo contrari all’inceneritore. Non a caso, su questo tema, il M5S ha tolto la fiducia al Governo Draghi colpevole dei poteri conferiti al “Commissario” Gualtieri. Quello che invece lascia perplessi è la posizione ambigua dell’attuale amministrazione, che a parole si dice contraria ma nei fatti non produce risultati concreti.
Nel frattempo, la Regione Lazio, guidata dal centrodestra, ha approvato il piano rifiuti che prevede proprio la realizzazione dell’inceneritore. Lo ribadiamo: se davvero la destra volesse intervenire con decisione, ne avrebbe la possibilità. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, potrebbe revocare i poteri speciali concessi al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ma sceglie di non farlo. Noi continueremo ad opporci con tutti i mezzi a nostra disposizione alla costruzione dell’inceneritore, portando avanti un modello alternativo basato sulla raccolta differenziata, sul riciclo e sul riutilizzo dei rifiuti”.
- In questa amministrazione molti della maggioranza hanno cambiato partito, non parliamo poi del cambio degli assessori. Voi che idea vi siete fatta?
“Nel corso di una consiliatura è normale che possano verificarsi avvicendamenti amministrativi. Nessuno pretende che una Giunta resti immutabile per cinque anni. Tuttavia, riteniamo poco serio, e francamente imbarazzante, che l’amministrazione Felici, in meno di tre anni, sia arrivata a sostituire ben 15 assessori. Un numero talmente alto da far perdere il conto e da restituire l’immagine di una squadra tutt’altro che stabile. Gli uffici comunali hanno bisogno di indirizzi politici chiari, continui e coerenti. Ma quale indirizzo può essere dato se l’assessore di riferimento cambia continuamente? Come si può programmare, seguire i dossier, costruire una visione amministrativa, se ogni pochi mesi cambia l’interlocutore politico? Vale la pena ricordare ai cittadini di Pomezia che il Movimento 5 Stelle aveva un’idea completamente diversa dell’amministrazione della città. Prima ancora delle elezioni presentammo una squadra di futuri assessori, individuata con chiarezza e pronta a lavorare dal primo giorno. Lo facemmo perché ritenevamo, e riteniamo ancora, che governare una città significhi assumersi responsabilità, garantire competenza e dare stabilità agli uffici e ai cittadini. A tutto questo si aggiunge un altro dato politico evidente: il gruppo consiliare più numeroso è ormai diventato il Gruppo Misto. Anche questo è un segnale inequivocabile della confusione che attraversa la maggioranza.
I cosiddetti “cambi di casacca” saranno naturalmente giudicati dai cittadini alle prossime elezioni, ma non possiamo far finta che siano episodi irrilevanti. La politica si fonda sui partiti, sui programmi e sugli impegni presi davanti agli elettori. I cittadini votano una proposta politica, non un continuo balletto di appartenenze. Quando gli eletti passano da un gruppo all’altro con tanta disinvoltura, si rompe quel rapporto di coerenza tra voto espresso e azione politica che dovrebbe essere alla base della rappresentanza democratica”.
- Lei è uno dei fondatori del M5S a Pomezia, vi ricordo sui risciò, ai gazebo e nelle tante iniziativenella città. Nel tempo non è che vi siete imborghesiti anche voi?
“Non ci siamo imborghesiti, siamo cresciuti. Dieci anni di esperienza nell’amministrazione pubblica ci hanno dato le competenze per analizzare e comprendere i bisogni della città di Pomezia. Oggi, dai banchi dell’opposizione, cerchiamo un dialogo che però non ci viene concesso. Portiamo proposte, idee e suggerimenti, ma questa amministrazione, invece di confrontarsi, sembra limitarsi a premere sempre lo stesso pulsante: quello della bocciatura. E poi mi consenta di aprire una parentesi sul silenzio dei Consiglieri di maggioranza nel corso dei consigli comunali: io stesso provo a stimolarli per ascoltare qualche loro intervento, per capire se hanno davvero letto e approfondito gli atti in discussione, ma non ho mai il piacere di ascoltare la loro voce e invece assisto solo ad una meccanica e rituale bocciatura, senza nemmeno spiegarne le ragioni.
L’unica voce che si sente è quella della Sindaca che si esprime per loro, peraltro esclusivamente con l’adagio trito e ritrito del “è colpa di quelli di prima”, relegando il ruolo dei consiglieri di maggioranza al mero voto. Altra situazione ai limiti dell’imbarazzo è quella della Commissione ambiente e della sua Presidente, la consigliera Cinzia Marinelli, finora incapace di convocare una commissione che parli di aree di pregio, aree inquinate (Valle Caia ad es.), demanio, spiagge e rifiuti. Zero convocazioni, nonostante le nostre continue proposte.
Le uniche commissioni passate a memoria sono quelle per revocare i Monumenti naturali ed il PUA, questo è l’ambiente per la destra! Per non parlare delle Attività Produttive, ha letto mai una convocazione di questa commissione? Come Movimento 5 Stelle stiamo lavorando ad un programma serio e ad un insieme di azioni concrete per riportare la città ad avere servizi efficienti e una gestione amministrativa degna di questo nome. I cittadini hanno già visto che un’alternativa alla cattiva politica esiste. Ora serve solo una cosa: fiducia. Noi siamo pronti”.
A.S.