Ennesima riunione andata deserta. Non è facile capire se si sta osservando una crisi strisciante oppure un tatticismo preelettorale
Un Consiglio deserto e voci di crisi
Ennesimo Consiglio comunale deserto. Ardea in questi ultimi mesi sta vivendo una crisi politica sotterranea che continua a tenere banco, anche in vista delle amministrative del prossimo anno, ma che ufficialmente non emerge nel pieno della sua drammaticità, come qualcuno vorrebbe che esplodesse.
La situazione non è grave come si potrebbe pensare anche se le condizioni che hanno determinato la mancata celebrazione della seduta del 28 aprile scorso sarebbero da addebitare a delle questioni meramente burocratiche che hanno fatto inalberare alcuni consiglieri comunali.
Da qui la decisione di ergere l’ennesimo muro ed annullare la seduta consiliare.
L’appuntamento sicuramente sarà procrastinato di qualche giorno e ci sarà una nuova convocazione del consiglio comunale visto l’ordine del giorno che era stato proposto.
Per dovere di cronaca ecco di seguito l’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato in seduta straordinaria per il giorno di Martedì 28 Aprile alle ore 09:30 presso l’Aula Consiliare “Sandro Pertini”:
l. Interrogazione Scuola Pubblica su terreno destinato patrimonio comunale tramite una convenzione di lottizzazione.
2. Interrogazione: Quesito sulla classe d’uso di impianto agricolo biometano.
3. Proposta N. 90 del 20/04/2026 - Approvazione verbale seduta precedente.
4. Proposta N. 25 del 19/02/2026 - Riconoscimento del debito fuori bilancio per l’importo di 3.647,80 euro ai sensi dell’art. 194, comma 1, del D. Lgs. N. 267/2000 derivante da titolo giudiziario esecutivo.
5. proposta N. 36 del 26/02/2026 - riconoscimento del debito fuori bilancio per l’importo di 20.319,32 Euro.
7. Proposta N. 81 del 09/04/2026 - Riconoscimento del debito fuori bilancio per l’importo di 923,75 Euro ai sensi dell’art. 194, comma l, del d. lgs. n. 267/2000 derivante da titoli giudiziario esecutivo.
8. Proposta N. 82 del 09/04/2026 - Riconoscimento del debito fuori bilancio per l’importo di 635,82 Euro ai sensi dell’art. 194, comma 1, del D. Lgs. N. 267/2000 derivante da titolo giudiziario esecutivo.
9. Proposta N. 84 del 13/04/2026 - Riconoscimento del debito fuori bilancio per l’importo di 344,08
Euro ai sensi dell’art. 194, comma L, del D. Lgs. N. 267/2000 derivante da titolo giudiziario esecutivo.
10. Proposta N. 16 del 05/03/2026 - Ratifica variazione al bilancio di previsione 2026-2028 approvata con deliberazione di Giunta Comunale N. 45 del 03/03/2026, ai sensi dell’art. 175 C. 4 D. Lgs. 267/2000, al documento unico di programmazione 2026-2028 e contestuale applicazione di avanzo presunto art. 175 E 187 D.Lgs N. 267/2000.
11. Proposta N. 17 del 05/03/2026 - Ratifica variazione al bilancio di previsione 2026-2028 approvata con deliberazione di Giunta Comunale N. 49 del 03/03/2026, ai sensi dell’art. 175 C. 4- 5 E C.5-Bis D.Lgs. 267/2000.
12. Proposta N. 20 del 19/03/2026 - ratifica variazione al bilancio di previsione 2026-2028 approvata con deliberazione di Giunta Comunale N. 68 del 18/03/2026, ai sensi dell’art. 175 C. 4- 5 E C.5- is D.Lgs. 267/2000.
13. Proposta N. 28 del 08/04/2026 - Ratifica variazione al bilancio di previsione 2026-2028 approvata con deliberazione di Giunta Comunale N. 79 del 02/04/2026, ai sensi dell’art. 175 C. 4 - 5 E C.5- Bis D.Lgs. 267/2000.
14. Proposta N. 270 del 03/12/2025 - Piano Generale degli Impianti Pubblicitari e relative norme tecniche di attuazione e tavola planimetrica.
15. Proposta N. 485 del 29/10/2025 - Aggiornamento ed integrazione del Piano di Protezione Civile Comunale (P.P.C.C.) al sensi del D.Lgs. N. 1 Del 2 Gennaio 2018.
16. Proposta N. 171 del 23/12/2025 - Convenzione per lo svolgimento da parte della Provincia di Frosinone delle Funzioni di Stazione appaltante.
17. Proposta N. 27 del 03/14/2026 - Approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio Finanziario 2025.
Sabatino Mele
Un Sindaco in ostaggio
Il Consiglio comunale deserto del 28 aprile, con il Rendiconto 2025 rimasto al palo, non è solo una seduta saltata: è la conferma di un’amministrazione bloccata. Ci troviamo davanti a un Sindaco che sembra ormai ostaggio dei giochetti di palazzo e delle strategie della sua stessa maggioranza, invece di essere il garante di un’azione di governo chiara e decisa. Anziché proposte per il territorio, la scena è occupata da tatticismi interni che finiscono per paralizzare ogni decisione.
Un’attività amministrativa ridotta al minimo.
L’immobilismo di questa giunta è certificato dai fatti. Le commissioni consiliari, che dovrebbero essere il cuore pulsante della progettazione cittadina, sono ormai ridotte al lumicino. Nel 2026 l’attività è stata quasi nulla, e questo svuotamento del lavoro istituzionale ha un effetto a catena disastroso: senza il lavoro delle commissioni, il Consiglio non ha atti da votare e la città resta ferma.
Lavori pubblici al palo e rischio PNRR Le conseguenze di questo stallo sono sotto gli occhi di tutti e riguardano il futuro stesso di Ardea:
Lavori pubblici al rilento: I cantieri non procedono e il decoro urbano è ormai ai minimi termini, frutto di una mancanza di direzione politica, i roboanti comunicati dell’assessore annunciano le poche opere tenute in pancia per quattro anni.
Opere PNRR a rischio: Il timore, sempre più concreto, è che questa paralisi porti a perdere i finanziamenti e le opere messe in campo dalla precedente amministrazione.
Progetti vitali che rischiano di non essere portati a termine per la sola incapacità di gestire gli equilibri di potere.
Una città che non può più aspettare Governare una città complessa come la nostra richiede visione e polso, non una continua negoziazione sulle posizioni personali, il Consiglio deserto è un nuovo segnale di debolezza.
Ardea ha bisogno di lavori completati, di strade curate e di un’amministrazione che lavori nelle sedi opportune, a partire dalle commissioni. A pagare altrimenti è sempre la città.
Niko Martinelli
consigliere Comunale Ardea
Ardea ferma
Quanto accaduto è un fatto grave: il Consiglio comunale è andato deserto.
Non si tratta di un episodio isolato, ma del segnale evidente di una crisi politica che ha un responsabile preciso: il sindaco.
Quando non si riesce a garantire nemmeno il funzionamento dell’aula consiliare, significa che è venuta meno la capacità di guida e di gestione dell’amministrazione.
E mentre questa situazione si trascina, a pagare sono i cittadini.
Pagano le persone più fragili, che continuano a non trovare risposte adeguate e servizi all’altezza.
Pagano i cittadini che vivono ogni giorno un problema crescente di sicurezza, con intere aree della città lasciate senza un presidio efficace.
Ardea oggi è una città ferma, senza una direzione chiara.
Per questo rivolgiamo un appello a chi oggi ha responsabilità istituzionali: è il momento di prendere atto della situazione e fare una scelta nell’interesse della città.
Continuare così significa lasciare Ardea bloccata, senza risposte, mentre i problemi crescono.
Serve un atto di responsabilità.
E’ quanto evidenziano in una nota il Pd di Ardea, il M5S e Ardea Domani.
Maggioranza scomparsa
Salta il Consiglio Comunale Ardea convocato il 28 aprile 2026 ore 9:30. All’appello della prima campanella, non si raggiunge il numero legale, al secondo appello, l’aula era praticamente deserta: nessun numero legale, nessuna apertura ufficiale dei lavori, consiglieri di maggioranza scomparsi nel nulla, nessuno.
Un’assenza pesante, soprattutto perché all’ordine del giorno figuravano punti chiave per la città.
Assenze strategiche, in una lotta tutta interna alla maggioranza. A mancare al primo appello sono stati proprio i consiglieri della coalizione, in particolare di Fratelli d’Italia e della Lega, confermando le tensioni ormai evidenti all’interno della compagine che sostiene il sindaco.
Al secondo appello nessuna presenza della maggioranza di governo, seduta deserta.
Una spaccatura non più sotterranea, ma plateale, certificata da questo consiglio comunale andato deserto al secondo appello.
Tale situazione spesso segnala crisi politiche interne alla maggioranza, instabilità amministrativa e paralisi operativa.
Una paralisi operativa che destabilizza la città già delegittimata da un governo fantasma che non si prende cura del territorio sotto tutti gli aspetti operativi, dal decoro urbano, alla sicurezza pubblica, alle strade impercorribili, agli istituti comprensivi frequentati dai bambini, invasi da malerbe ed erbacce. Un litorale abbandonato al degrado, i parchi pubblici inaccessibili e invasi da erbe infestanti, senza pensare alla cornice di rifiuti che ci circonda, ricordiamo la riduzione delle ore sul servizio OEPAC, per i bambini, l’elenco è lungo rispetto alle criticità che persistono sul territorio, rendendo la città invivibile.
Purtroppo la macchina amministrativa è stata sempre attenta e proiettata sugli spazi da dedicare politicamente ai gruppi consiliari senza attenzionare al territorio e alle problematiche che i cittadini ogni giorno si trovano ad affrontare.
L’aula vuota di oggi certifica la stagnazione di questa amministrazione che continuerò a denunciare.Non c’è visione, non c’è politica, ma soprattutto non c’è la maggioranza.
Mai come oggi vale la massima di Totò: “È la somma che fa il totale”. E il vostro totale è l’imbarazzo di presentare la massima assise cittadina in queste condizioni.
Consigliere Comunale
di Forza Italia
Edelvais Ludovici
Senso di responsabilità
Il Consiglio comunale andato deserto è certamente un fatto che merita attenzione e rispetto istituzionale. Nessuno può far finta che sia un episodio ordinario.
Ma trasformare una seduta non celebrata in una sentenza definitiva contro il Sindaco e contro l’intera amministrazione è un’operazione politica evidente, costruita più per alimentare polemiche che per offrire soluzioni concrete alla città.
Ardea non si governa con i comunicati stampa, né con gli slogan. Si governa con gli atti, con la presenza, con il lavoro nelle commissioni, con il confronto serio sui problemi reali: sicurezza, servizi, fragilità sociali, decoro urbano, commercio, litorale, opere pubbliche e riqualificazione del territorio.
Chi oggi parla di città ferma dovrebbe avere l’onestà di riconoscere che molte criticità di Ardea non nascono oggi, ma sono il risultato di anni di ritardi, mancate scelte e problemi stratificati nel tempo. È troppo facile indicare un solo responsabile e fingere che tutto possa essere risolto con una frase ad effetto.
Le difficoltà esistono, e proprio per questo servono serietà, presenza e responsabilità. Non serve incendiare il clima politico. Non serve usare i cittadini più fragili o il tema della sicurezza come strumenti di propaganda. Su questi argomenti bisognerebbe lavorare insieme, non cercare visibilità.
Se davvero l’interesse è Ardea, allora ciascuno faccia la propria parte nelle sedi istituzionali, con proposte, atti concreti e partecipazione reale. La città non ha bisogno di chi annuncia il fallimento degli altri: ha bisogno di chi lavora, anche nelle difficoltà, per costruire risposte.
La politica seria non si misura dal rumore di un comunicato, ma dalla capacità di assumersi responsabilità davanti ai cittadini.
Antonio Anastasio
Consigliere Comunale di Ardea
Fratelli d’Italia