La testimonianza di una docente in uscita didattica di tre giorni a Firenze
Un’insegnante fuori dagli schemi
Da un’insegnante fuori dagli schemi: la 5B a Firenze, un percorso nella storia, nell’arte e nella letteratura.
Salve a tutti, sono la maestra Sabrina e un periodo storico come quello che stiamo vivendo dove la Scuola è spesso al centro dell’attenzione solo per episodi negativi come gli attacchi ai docenti e ai Dirigenti, le polemiche sulle Nuove Indicazioni Nazionali, il negarsi dei cosiddetti “docenti in sottrazione”, i salari bassi, i risultati scolastici scarsi, le troppe vacanze… e tanto altro, mi piacerebbe condividere una bella esperienza fatta con la mia classe di quinta primaria.
Se anche credo fermamente che sia doveroso un riconoscimento per il lavoro extrascolastico dei docenti, comprese e soprattutto, le uscite didattiche, non riesco ancora a non pensare a quanto perderebbero i miei alunni se non le proponessi e quindi, sarà perché sono ricca (così almeno mi dice l’INPS ogni volta che provo ad accedere ad un qualsiasi sussidio con il mio ISEE), o perché nessuna cifra che potranno mai concedere a noi docenti potrebbe effettivamente essere in linea con il lavoro durante un’uscita didattica, tanto più se con pernotti, anche quest’anno ho organizzato ed effettuato, con il supporto del mio giovane collega Stefano (alla sua primissima esperienza), un’uscita di tre giorni.
La scelta della meta è stata frutto di una programmazione attenta e puntuale di tutte le attività didattiche dell’anno, anche la decisione di avvalersi del treno invece che del pullman ha rispecchiato la puntuale direzione della classe verso la sostenibilità ambientale e l’inclusione: l’uscita è per tutti e deve essere sostenibile anche a livello economico.
Nei giorni 15, 16 e 17 aprile la classe 5B ha avuto l’opportunità di soggiornare a Firenze e di vivere tre giorni pieni sia dal punto di vista didattico/culturale che di crescita personale e di gruppo.
Il programma è stato fitto di attività: ho imparato che i “momenti morti”, il “tempo libero” aumentano le probabilità di rischio e tendo a programmare tutti i momenti della giornata al minuto.
Il primo giorno è cominciato prestissimo per arrivare puntuali all’appuntamento alla Stazione Termini di Roma. Un saluto commosso ai genitori e alle 9:00 eravamo sul treno ad AV che di lì a pochi minuti sarebbe partito per Firenze.
Scesi alla Stazione di Santa Maria Novella siamo subito andati in albergo a lasciare i bagagli per poi andare a consumare il nostro pranzo al sacco e a rilassarci un po’ a Piazza dell’Indipendenza. Nel primo pomeriggio, è cominciata la prima parte della visita della città con la nostra guida Andrés: partendo da Piazza dell’Indipendenza, percorrendo Via Guelfa e Via dei Ricasoli, siamo arrivati alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore con la sua cupola, opera del Brunelleschi, il Campanile di Giotto e il Battistero. La visita è proseguita su via dei Calzaiuoli fino a Piazza della Signoria con Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi, la Fontana del Nettuno, la statua equestre di Cosimo I e la copia del David di Michelangelo, per poi passare sotto la Loggia del Mercato Nuovo, dove è situata la Fontana del Porcellino, che abbiamo accarezzato esprimendo un desiderio; per finire siamo arrivati a Ponte Vecchio. Salutata la guida, siamo tornati indietro fino alla Galleria dell’Accademia dove abbiamo potuto ammirare il David di Michelangelo originale e le ulteriori opere d’arte, tra le quali il Ratto delle Sabine del Giambologna, presenti nel museo. Il primo giorno si è concluso con le cena al ristorante Il giardino di Barbano, la sistemazione in hotel e la serata cinema in pigiama.
Il secondo giorno è cominciato con la sveglia di buon’ora, la colazione e un po’ di tempo per rimettere in ordine gli appunti del giorno prima. L’appuntamento con Riccardo, la guida per la Galleria degli Uffizi era sotto la statua del David a Piazza della Signoria, di lì, siamo andati, insieme al museo. La visita, partita dal secondo piano, come da richiesta, ha toccato, oltre il passaggio nelle Sale e nei corridoi imponenti, in particolare le opere del Botticelli, la Primavera e la Nascita di Venere, del Caravaggio, lo Scudo con la testa di Medusa, il Bacco e il Sacrificio di Isacco, di Michelangelo, il Tondo Doni, di Giotto, la Maestà di Ognissanti, e di Leonardo da Vinci, l’Adorazione dei Magi e l’Annunciazione.
Salutato Riccardo, dopo il pranzo al ristorante Gran Caffè San Marco, ci siamo diretti verso Palazzo Pitti passando per via dei Calzaiuoli dove abbiamo incontrato, per un caso fortuito, il Corteo Storico per la commemorazione di Filippo Brunelleschi. Dopo una visita alla Galleria Palatina, il percorso è continuato con una passeggiata nei Giardini Boboli fino alla Fontana di Nettuno per poi uscire dai giardini su via del Forte di S. Giorgio e, proseguendo lungo via del Belvedere, salire fino a Piazzale Michelangelo dove abbiamo potuto ammirare il panorama sui tetti di Firenze anche dai binocoli. La giornata si è conclusa con la cena al ristorante i Giardini di Barbano, e, in hotel, dopo una bella doccia rigenerante ci siamo riuniti per la seconda serata cinema.
Anche il terzo giorno è cominciato di buon’ora e, dopo la colazione, la chiusura delle valigie e la sistemazione degli appunti, alle 9:30 eravamo pronti ad incontrare Andrés al portone del nostro albergo. La visita guidata, che comprendeva anche la scoperta della Firenze di Dante e dell’antica Florentia romana, è partita dal suggestivo sottopasso della Stazione Centrale che ci ha portati alla piazza di Santa Maria Novella; abbiamo poi percorso le strade per arrivare alle Cappelle Medicee, alla Piazza di San Lorenzo e percorrendo il mercato a cielo aperto di via dell’Ariento siamo entrati nel Mercato Centrale di Firenze. In seguito abbiamo camminato verso Piazza della Repubblica dove sorgeva l’antico Foro di Florentia, fino a raggiungere il quartiere di Dante con il suo Sasso, la Casa e la Chiesa di Santa Maria dei Cerchi dove si dice sia sepolta Beatrice. Il percorso è terminato di fronte alla Basilica di Santa Croce.
Congedatici da Andrés, siamo tornati verso piazza della Signoria, e, dopo una pausa merenda alla gelateria Perché no!…, che si dice essere uno dei dieci posti migliori nel mondo in cui mangiare il gelato, abbiamo fatto un gioco in cerchio prima di andare a pranzo al ristorante Osteria dei Baroncelli. Prima di salutare Firenze, dopo pranzo, abbiamo visitato l’interno di Palazzo Vecchio con il maestoso Salone dei Cinquecento, i lussuosi Quartieri Monumentali, la Sala delle Mappe Geografiche, il Quartiere degli Elementi e la Terrazza di Saturno e tornando verso l’albergo Astrid ci siamo fermati in un negozietto di via Ricasoli per acquistare dei souvenir. Alle 16:00, puntualissimi rispetto alle indicazioni forniteci, eravamo alla stazione ad attendere che apparisse il numero di binario per il nostro treno ad AV che ci avrebbe riportato a Roma.
L’avventura era finita, ma ci aspettavano la “ola” e gli applausi dei genitori al tornello di uscita di Roma Termini e la voglia di raccontare tutto per filo e per segno, di far leggere gli appunti, di dare i pensierini comprati al negozio dei souvenir e di condividere tutta l’esperienza in classe con gli altri compagni, gli insegnati e tutti voi.
Far filare così bene tutta l’uscita è stato frutto di tanti anni di esperienza nell’organizzazione di uscite di questo tipo (tante sono state le integrazioni apportate da me al programma stilato dall’agenzia), di un’educazione al corretto comportamento dei bambini, guidato sin dall’entrata alla scuola primaria, di una collaborazione unica del mio giovane collega che ha creduto senza remore che un gruppo di bambini di dieci anni e due insegnanti se la sarebbero cavata in una città che vede, di solito, solo gruppi di età maggiore e di fiducia senza pari delle famiglie della mia classe.
Questa è la scuola che mi piace e che ho voluto e vorrò sempre per tutti miei alunni.
La maestra Sabrina
Era stato condannato per evasione fiscale
Marcucci assolto
Si chiude con un’assoluzione piena la lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto il consigliere comunale di Ardea, Franco Marcucci. Il 10 aprile 2026, presso la prima sezione penale del tribunale di Roma, la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado che lo aveva condannato a tre anni di reclusione per evasione fiscale.
Dopo un iter durato sei anni, caratterizzato da un’ampia mole documentale e da un acceso dibattito processuale, i giudici hanno pronunciato una formula netta: “assolto perché il fatto non sussiste”. Una decisione che segna un punto di svolta nella vicenda personale e politica del consigliere. Marcucci ha commentato la sentenza con parole cariche di sollievo e rivalsa: “Giustizia è fatta”.
Nel suo messaggio, ha voluto ringraziare chi lo ha sostenuto durante quello che ha definito un periodo di “travaglio giudiziario” e di “gogna mediatica e politica”, sottolineando quanto il supporto ricevuto sia stato determinante per affrontare la lunga battaglia legale. Non è mancato un pensiero per chi non è più presente e non ha potuto assistere all’esito del processo, elemento che aggiunge una nota di amarezza a una vicenda altrimenti conclusasi positivamente.
Il consigliere ha poi rivolto un commento diretto anche ai suoi detrattori, ricordando gli attacchi ricevuti negli anni, sia sui social che sui media, dove era stato etichettato come “il consigliere condannato” e paragonato a figure satiriche. Parole dure, accompagnate però da una dichiarazione di forza: proprio quelle critiche, ha affermato, gli avrebbero dato la determinazione per andare avanti e dimostrare la propria innocenza. La sentenza rappresenta ora un passaggio cruciale anche sul piano politico, riaprendo scenari e prospettive per il futuro di Marcucci all’interno dell’amministrazione locale.
V.P.
Fontanile di S. Marina
Una volta era l’appuntamento quotidiano per le donne del paese che vi si recavano a lavare i panni.
Un punto d’incontro e di socializzazione che ha attraversato la storia di una comunità. Questa testimonianza storica del territorio di Ardea, che si trova ai piedi della suggestiva e storica Rocca di Ardea, è nel completo abbandono come testimoniano le fotografie. Una circostanza che è stata segnalata dalla consigliera comunale di FI Edelvais Ludovici che ha voluto rendere partecipi i cittadini, il degrado e l’abbandono in cui si trova il Fontanile di Santa Marina, ubicato proprio all’ingresso del centro storico di Ardea. Oggi con lo sviluppo della società le lavatrici hanno sicuramente preso il posto di questo fontanile e per tale ragione la sua utilità è venuta meno. Ma non è venuta meno la rappresentanza storica di un luogo e di una struttura che rappresenta ancora le tradizioni di una comunità come quella di Ardea, con una storia millenaria alle spalle e non costruita solo sul nuovo che avanza.
“Continuiamo a sensibilizzare e a far crescere la consapevolezza - ha sottolineato la Ludovici”.
Sabatino Mele