SIMPOSIO
Giuliana Bellorini
Coordinatrice corrispondente
del salotto sede del Simposio
LE GIORNATE MONDIALI
Ogni giorno è dedicato a qualcosa, sono definite giornate mondiali o internazionali, servono a ricordare e sensibilizzare su eventi importanti o valori sui quali meditare. In questi ultimi anni le 'giornate' si sono moltiplicate a dismisura inglobando argomenti disparati e spesso anche banali, assommando anche più di una ricorrenza per un singolo giorno dell'anno. Si era iniziato con date storiche importanti, tra le quali la più emblematica divenne il “giorno della memoria”, una ricorrenza affrontata in modo massiccio da documentari, testimonianze dei pochi sopravvissuti, filmati e letture, spesso condensati in un unico momento e che facilmente rischiavano di sfuggire alla possibilità di una vera presa di coscienza. Un evento di tale gravità non può essere ricordato in un solo giorno dell'anno, perché questa tragedia è avvenuta pochi anni fa e i germi che l’hanno provocata non sono del tutto estinti. Con le guerre in atto e il loro inevitabile susseguirsi di atrocità, frutto di un diabolico progetto per eliminare intere popolazioni come corpi estranei all'economia delle proprie rivendicazioni culturali e territoriali, il percorso rischia di vedersi ripetere ancora. Fu già un progetto sperimentato con gli Armeni, in Turchia, che poi in Germania si perfezionò in un mostruoso sistema più raffinato ed efficiente, finalizzato all’annientamento del popolo ebraico. Da parte di tutti noi è necessario uno sforzo per una riflessione profonda e costante che deve portarci ad una domanda da non abbandonare mai: come è stato possibile?
Le tragedie non nascono improvvise, ma sono il risultato di atteggiamenti provocatori, ai quali non si presta la giusta attenzione per impedirne la degenerazione. La storia è fatta dagli uomini: uomini di buona volontà ispirati da nobili ideali o, al contrario, attivati a raggiungere precisi piani diabolici di carattere politico-economico-religioso. E il dilagare dei facili mezzi di comunicazione, non sempre rappresenta una forma utile di obbiettiva informazione. Come possiamo rimanere sensibili e vigili rispetto al quotidiano movimento dei gesti e delle parole in mezzo ai quali viviamo? Il nostro agire, onesto e attento, può però essere l'esempio per chi ci sta vicino: può promuovere una passione, la volontà di coltivare nell’animo una vera e autentica nobiltà. Può fare da contrappeso alla mediocrità che ci sovrasta perché, come è sostenuto scientificamente, un semplice batter d’ali di farfalla può causare un uragano a distanza planetaria.
Nobile è l’animo dell’insegnante che sente la responsabilità verso giovani con i quali trascorrere parte della loro delicata età adolescenziale e si preoccupa del futuro che dovranno costruire. Lodevole l’iniziativa di proporre gite scolastiche nei luoghi di povertà e tragedia perché si comprenda l’ingiusta distribuzione di ricchezze e privilegi. Coraggioso è accompagnarli nei lager che testimoniano di una brutalità che non risparmiò nessuno, provocando quell'enorme carico di vittime della follia umana. Un’esperienza sicuramente sconvolgente, ma necessaria, per le nuove generazioni che costruiscono oggi la propria consapevolezza rispetto al bene e al male. Ma c'è ancora la speranza: possiamo far nascere negli uomini di domani il sentimento di umanità, prima che possano assuefarsi all’indifferenza. Giuliana
CANTI IN ATTESA DELLA PASQUA
a cura del Gruppo Corale “Vox Animae” di Nettuno
Maestra del Coro: Elisa Park
1° gruppo di Brani Religiosi di Gabriel Urbain Fauré
La scelta dei brani dal Requiem (Op. 48) è legata alla bellezza lirica, spiritualità serena, con natura di “requiem” per i vivi, e unicità compositiva, combinante intimità e grandezza, in un’atmosfera non di paura o terrore, ma di consolazione perfetta per musiche corali. I brani si distinguono per:
• L’integrazione del Coro-Orchestra: Ottimo dialogo tra voci e strumenti che crea un’atmosfera sonora unica che valorizza la tessitura corale.
• Riflessioni sulla vita e la morte con pace e abbandono, specie nell’In paradisum, simbolo dell’ascesa in paradiso e invita a una riflessione esistenziale attraverso la musica.
• Raffinatezza del repertorio popolare: Sebbene il Requiem sia famoso, i movimenti musicali consentono al Coro di affrontare un capolavoro ricco di sfumature, ma riconoscibile dal pubblico.
Libera me (Liberami) è un canto liturgico cattolico che chiede a Dio la liberazione dalla morte eterna nel Giudizio Universale. Ha uno stile implorante, motivo di sorprendente dolcezza nel pianissimo sulla parola tremens, poi l’atmosfera muta e il respiro si fa drammatico nel Dies illa, ma è solo un fremito passeggero che il ritorno del Libera me riesce ad annullare.
In Paradisum è libero da visioni drammatiche con un’atmosfera delicata, armonie tenui e una tessitura di note sognanti. A parte brevi interventi corali, il suo fascino è nella voce solista del soprano, e svolge pacatamente la sua melodia, fino alla sublimazione interiore.
2° gruppo di Brani di Wolfang Amadeus Mozart
Ave Verum Corpus K618; Lacrimosa K626
I brani sono di profondità emotiva, bellezza melodica, spiritualità e contrasto e variano dalla devozione all’intensa supplica, all’apice della maestria di Mozart nella musica sacra corale. Lacrimosa risalta per:
• Potenza drammatica: Nel clima di pathos, il famoso dies illa esprime pianto e supplica di fronte al giudizio universale.
• Tensione e la liberazione: da un’angoscia quasi insostenibile si giunge al desiderio di riposo eterno, con dolce armonia.
• Testamento spirituale: Simboleggia lo smarrimento della fede di fronte alla morte, con grande impatto emotivo e simbolico.
3° gruppo di Brani di Giuseppe Verdi da La forza del Destino
Il Santo Nome di Dio Signore sia Benedetto;
La vergine degli Angeli
I brani sono un mix di spiritualità, dramma e pathos, nella richiesta di protezione Divina nella Vergine degli Angeli con la riflessione sulla fede nel Santo Nome di Dio, temi centrali dell’Opera, nel conflitto tra destino avverso e ricerca di salvezza. Ideali per un Coro per evocare sofferenza umana e speranza sono tipici del Risorgimento nel capolavoro Verdiano.
4° gruppo di brani di Pierbattista da Falconara dal Transito di San Francesco
1) Sanctissima Anima; 2) Salmo 141; 3) Salve Sancte Pater
I brani sono scelti per:
• La valorizzazione dell’Autore legato al Territorio: Il compositore è di Falconara (Ancona), in omaggio a una figura musicale notevole per la cultura e la storia locale.
• Repertorio Spiritualità: I brani offrono una prova musicale intensa e devota, ideale per concerti in chiesa o eventi religiosi.
• La qualità artistica è ricca di melodie, armonie e testi significativi, che ne elevano il livello artistico.
• L’impatto emotivo: forte è la carica spirituale, molto coinvolgente sia per il coro che il pubblico.
• La tradizione e l’innovazione: I brani nella tradizione corale italiana, consentono una visione moderna che unisce sacro e contemporaneo.
Ultimo Brano: Dolce sentire
Forte è il legame con temi religiosi e spirituali e la sua popolarità deriva dalla colonna sonora del film Fratello Sole e Sorella Luna. La melodia di Riz Ortolani, il testo toccante adattato da Padre Jean Marie Benjamin e la sua adattabilità a diverse formazioni corali, offrono sia innovazione musicale che grande impatto e risonanza emotiva. Il brano, legato a San Francesco si distingue per:
-I riferimenti al Santo di Assisi in un’atmosfera di povertà, amore per la natura e fratellanza universale.
-Una melodia efficace: La musica di Ortolani è orecchiabile, emoziona e valorizza il canto corale con un’armonia, una struttura e base melodica che permettono lo sviluppo di arrangiamenti per Cori a vari livelli di difficoltà.
La popolarità e riconoscibilità: Reso famoso dal film, il brano è noto al grande pubblico, che ne apprezza la dolcezza, il suo messaggio che unisce la profondità spirituale a una grande efficacia comunicativa e musicale, di grande gradimento.
YOUNG SOPHIA
Il pensiero dei giovani
LA SHOAH
di Andrea Pieri - III media
Cominciamo con il dire che la Shoah è stato un evento veramente macabro e che non si dovrebbe più ripetere, parlo al condizionale poiché anche oggi nel mondo ci sono guerre che più che guerre sembrano carneficine: prendiamo per esempio la guerra in Ucraina di cui si parla sempre meno oppure la guerra in Palestina. A mio parere questo evento va ricordato poiché non si deve assolutamente ripetere, se ci dimenticassimo cosa è stato vivere in quel periodo saremmo capaci di ripetere il tutto di nuovo. Purtroppo, oggi le testimonianze sono sempre meno perché ovviamente gli anni passano, la mia generazione in futuro dovrà continuare a ricordare. A mio parere le persone che hanno avviato tutto quel meccanismo malato e terrificante erano veramente crudeli, sono morte all’incirca 6 milioni di persone, 6 milioni di vite innocenti senza nessun motivo, sono morti bambini, adulti, donne e neonati. Tutto questo per la cosiddetta difesa della razza come se gli uomini fossero divisi in razze proprio come gli animali, eppure: cosa cambia tra gli europei e gli orientali? Ve lo dico io assolutamente nulla perché sono tutte persone. I campi di concentramento venivano spacciati agli ebrei come case vacanze dove i bambini potevano giocare e se si fossero rifiutati di andare li avrebbero presi con la forza, interi quartieri distrutti, case vendute senza il consenso dei proprietari, persone che non riconoscevano più la loro casa. Le persone morte sono innumerevoli ma le ferite lasciate sono ancora di più.
Domenica 22 marzo 2026 - ore 16.00
Via Venezia, 19 - Lido di Cincinnato - ANZIO
LA DANZA/2
espressione e ritmo…
matematica e poesia
con Tiziana Forcina
La danza è "matematica in movimento", dove il ritmo fornisce la struttura temporale e la geometria fornisce la struttura spaziale. La musica e la danza si basano su ritmi, che sono ripetizioni regolari di elementi, suoni o movimenti. Il ritmo è una sequenza logica, spesso suddivisa in frazioni matematiche espresse attraverso il tempo musicale. I ballerini contano i battiti per sincronizzarsi con la musica, un'applicazione diretta dell'aritmetica.
L'unione tra ritmo, danza e matematica è un intreccio profondo che trasforma il movimento in una forma d'arte geometrica e strutturata. La danza non è solo espressione emotiva, ma divenne nei secoli una rappresentazione corporea di concetti matematici come simmetria, angoli, linee e sequenze temporali La Danza è unione di espressione corporea, emozioni nel ritmo e nel tempo, matematica e poesia … Ma seppur riusciamo a vedere a sentire la poesia contenuta in ogni forma di danza e nella sua espressività dov’è invece ‘nascosta’ la poesia all’interno della matematica?
Due discipline apparentemente molto distanti ma che, a ben guardare, si nutrono delle stesse passioni: la sintesi a cui l’una è costretta e a cui sempre l’altra si appella, le regole alle quali la prima è per definizione sottoposta e a cui la seconda piace costringersi, ma anche le emozioni che generano in chi le frequenta da attore o da spettatore, e l’ambizione di rappresentare la realtà nella consapevolezza che non viene loro richiesto di essere vere.
L’idea di contaminazione tra due discipline dal volto così diverso, il matrimonio tra matematica e poesia, Rivisiteremo molti concetti della scienza dei numeri con l’efficacia del dialetto della Città Eterna. Un progetto audace quanto naturale, nato dal desiderio di un matematico-poeta di sottolineare quanto sia fantastica la razionalità della matematica e razionale la fantasia della poesia.
Dallo Speakers’ Corner di Campo De’ Fiori Alessandro Moriconi, con la presentazione di Tiziana Forcina, ci regalerà momenti magici, d’unione fra matematica e poesia (con un divertente gioco a sorpresa finale).
Con lo spirito degli oratori di Hide Park un personalissimo ‘speakers’ tutto romano vi attendiamo domenica 22 marzo.