L’opposizione occupa i banchi del Governo
Sembrava un golpe
Seguo costantemente i lavori parlamentari sui canali TV e, il 21 aprile giorno del Natale di Roma ho acceso il canale 90, Camera dei Deputati, e mi sono trovato di fronte un’immagine molto suggestiva ed insolita: rappresentanti dell’opposizione occupavano i banchi del governo inneggiando alla libertà ed alla democrazia. Mi sono detto “l’ha fatto, quello che il Duce non ebbe il coraggio di fare; La Meloni ha fatto -di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli, ha sprangato il Parlamento-”.
Mi immaginavo Crosetto dare ordine ad un battaglione di Carabinieri di circondare la zona, insomma un colpo di Stato, questo mi ispirava quanto stava avvenendo alla Camera. Pian piano però mi rasserenavo “politica italiana asusual”. Che era successo? Cerco di ricostruire i fatti con una breve nota esplicativa, cercando di denudare i fatti stessi dai falsi atteggiamenti pietistici, perché ritengo che uno Stato debba innanzi tutto applicare le leggi che ne regolano la vita. In questo Paese cittadini di altre nazioni, che nessuno ha invitato e senza nessun titolo, possono entrare illegalmente nel territorio nazionale e chiedere di restarvi.
Quando ciò avviene esiste un’organizzazione ben collaudata che non solo assiste sul piano sanitario ma, sin dall’ingresso, che è sempre contro la normativa valida in Italia, agli immigrati viene offerta l’assistenza legale, un patrocinio gratuito che per essere utilizzato dagli italiani essi devono dimostrare di essere poveri in canna. Ma le grandi democrazie devono difendere i grandi valori per cui mi sento anche di accettare che ad una persona che entra illegalmente nel mio Paese io devo pagarle un avvocato che ne tuteli i diritti anche se potrebbe pagarselo da sola; perché non penso che tutti coloro che spendono 6000-10000 Euro per pagarsi il viaggio siano cosi estremamente poveri da meritare il patrocinio gratuito.
Quindi, il servizio legale fornito dal Governo Italiano assiste l’immigrato clandestino anche quando questo delinque, lo assiste anche nel reiterare richieste di asilo rifiutate, magari corredandole di un certificato di non idoneità al rimpatrio del tipo di quelli rilasciati dai medici di Ravenna, sospesi dal servizio perché rilasciavano certificati falsi.
Come noto a chi segue le giornaliere diatribe politiche l’opposizione continua a rimproverare il Governo per lo scarso numero di immigrati rimpatriati nei paesi d’origine. Allora il Governo ha provato a facilitare la fuoriuscita dei non aventi diritto all’asilo. Ha trovato la modalità più rapida nell’includere, nel ponderoso decreto sicurezza, un articolo che prevedeva un compenso di 615 Euro agli avvocati che assistono i cittadini stranieri nelle pratiche di rimpatrio nel caso che liberamente decidano di tornare al loro paese d’origine.
Apriti cielo, “si viola la Costituzione”, “non si può fissare un prezzo fisso per una prestazione professionale”, “la complessità di ciascun caso non può essere livellata con un prezzo forfaitario”, “penalizza il diritto all’eguaglianza agli altri procedimenti penali” …traggo l’impressione che se il compenso fosse stato di 5000 Euro, almeno gli avvocati avrebbero fatto silenzio. Riepilogo: un immigrato irregolare, può fare anche carte false e dichiarazioni false, in Inghilterra è risultato che 7 Pachistani su 10 sono gay, e lo Stato Italiano ne tutela i diritti a spese dei contribuenti. Ma se decide di intraprendere la via del rimpatrio lo Stato Italiano non può facilitarne l’attuazione con un’assistenza legale dedicata.
Questo articolo di legge che, ricordiamolo, era stato inserito in un provvedimento molto articolato e complesso, ha fatto occupare i banchi del Governo da parte di un’opposizione imbestialita. Ma che opposizione è questa? Grandi battaglie in difesa ideologica degli immigrati pronti a rimproverare il Governo per la sua incapacità a rimpatriare anche i tanti cittadini stranieri irregolari che delinquono nel nostro Paese. Quindi non era un colpo di stato ma solo cagnara, quella dei barattoli vuoti che fanno più rumore di quelli pieni.
L’epilogo ha visto una rimodulazione dello stesso articolo e l’approvazione del decreto legge che, a riprova di un’inutile coerenza, è stata accompagnata da un’opposizione che cantava “bella ciao”, forse assimilando il sacrificio dei partigiani a quello dei giovanotti che lasciano la Tunisia per cercare fortuna in Italia: “Sic transit gloria mundi”.
Sergio Franchi
Anzio, in commissione si discute il regolamento per l’affido degli animali domestici
Si regola la vita della fauna
La sensibilità dei cittadini ma anche le leggi del nostro Paese stanno sempre più concedendo agli animali domestici e non solo quel ruolo che una società moderna a cultura avanzata deve ai compagni della vita dei propri cittadini e agli esseri viventi con cui vengono in contatto. Mentre esistono associazioni benemerite che si occupano essenzialmente dell’affido dei cani e dell’assistenza ai gatti con le colonie feline, ad Anzio è mancata per tanti anni la necessaria sensibilità da parte dell’istituzione locale a creare una piccola struttura amministrativa dedicata presupposto indispensabile per l’assistenza della fauna. Basta pensare che il Comune di Anzio spende circa 300.000 Euro l’anno per mantenere alcune decine di cani presso una chiacchieratissima struttura ubicata in Comune di Pomezia. Partendo da questo aspetto e dall’indagine condotta da Laura Lazzarini di Uniti Per l’Ambiente alcuni anni fa, ad Anzio si cominciò a parlare di animali a livello comunale.
La polemica sull’eccessiva spesa per un canile esterno e lontano dal Comune mise in evidenza lo sperpero in atto e le difficoltà delle associazioni a lavorare per quello che resta l’obiettivo essenziale: l’affido. Ne nacquero discussioni e confronti con l’Amministrazione De Angelis e si arrivò a discuterne in Consiglio Comunale, fino a concordare sulla necessità di attivare sia lo sportello comunale per la difesa degli animali che quella di realizzare un rifugio comunale riservato al comune di Anzio ovvero in collaborazione col comune di Nettuno. Si cominciò anche a cercare di individuare l’area idonea visto che una struttura del genere deve essere ubicata secondo specifici requisiti. Poi tutto ebbe a tacere con il tragico scioglimento del Consiglio Comunale. Durante l’amministrazione prefettizia non se ne ebbe occasione di parlare e si ripropose ilproblema con l’incontro ed i contatti fra Uniti Per l’Ambiente ed il nuovo assessore alla Ambiente il Dott. Brignone. Per procedere c’è bisogno di un regolamento, anche se non è chiaro il fatto che per pagare un affitto esoso non ci sia bisogno di regolamenti ma per limitare la spesa con la realizzazione di un proprio canile invece bisogna regolamentare.
Comunque, purché si proceda. La cosa quindi passa in pasto alla burocrazia con l’iter di preparazione di una discussione in Commissione e l’approvazione di un regolamento. Ci ha pensato un membro attivissimo dell’opposizione e forse l’unico capace senza ricorrere alle costose consulenze esterne. Ci ha pensato Silvio Marsili. E la bozza di regolamento va in approvazione in commissione.
Gli intenti istituzionali sono in premessa
1. Il Comune di Anzio, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi, promuove la cura e la presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale indispensabile dell’ambiente. 2. Il Comune riconosce alle specie animali diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche. 3. La città di Anzio, comunità portatrice di elevatori valori di cultura e civiltà, individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato anche al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi e in particolar modo verso le specie più deboli. 4. Al fine di favorire la corretta convivenza fra umani e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, il Comune promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi, degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali, diffondendo i principi di corretta convivenza con la specie umana. 5. Le modifiche degli assetti del territorio dovranno tener conto anche degli habitat a cui gli animali sono legati per la loro esistenza. 6. È istituito presso l’Ufficio Ambiente del comune di Anzio, un apposito Ufficio per la tutela degli animali a cui sono attribuite le competenze in ordine al rispetto delle norme contenuto nel presente regolamento.
Un solo commento: manca l’impegno specifico del Comune a creare una struttura rifugio che non solo eliminerebbe la vergogna di spendere una fortuna per alimentare i guadagni di altri ma faciliterebbe l’attività delle associazioni che fanno il lavoro più importante e delicato e cioè quello dell’affido. Un auspicio: si è perso troppo tempo, ora si vogliono vedere i fatti,
Sergio Franchi
Una parte politica non riesce a liberarsi nel giorno della liberazione
Liberazione violenta
Un altro 25 aprile, le solite celebrazioni, le solite violenze e le solite polemichesterili quanto è diventata sterile la materia del contendere. Il 25 aprile si celebra il giorno della liberazione dal Nazi-Fascismo anche se la liberazione vera e propria dovette attendere ancora qualche giorno e concretizzarsi con la fine della seconda guerra mondiale. Certamente è il giorno che celebra la fine del regime dittatoriale fascista nel nostro Paese.
Anche in Germania, il cui regime non fu certamente meno funesto di quello italiano e dove, alle pur sciagurate leggi razzialiitaliane corrisposero sei milioni di innocenti trucidati nei campi di sterminio ed alle nostre ridicole pretese imperiali corrisposero guerre e invasioni sanguinose, si celebra la liberazione. Lo si fa l’8 maggio di ogni anno, non è una festa nazionale, si lavora regolarmente ed è sempre ragione di dibattiti fra chi la considera giorno di liberazione e chi invece la considera giorno di perdita della sovranità nazionale. Eppure anche in Germania c’era una forma di resistenza civile e ce n’era anche una militare , l’operazione Valchiria ne è una tragica testimonianza, ma oggi il dibattito su quegli avvenimenti non divide tedeschi socialisti e tedeschi liberali, non divide ed, in qualche modo unisce pur nel dibattito.
Sembra che la Germania, che ha sofferto per quella guerra e per il Nazismo fino al 3 ottobre 1990 data della riunificazione del paese, sia riuscita a fare i conti con la sua storia e a vederne gli aspetti, che sono stati decisamente devastanti, con gli occhi rivolti al futuro.
Nel nostro Paese una parte politica si è appropriata del 25 aprile dimenticando tutte le variegate aree politiche che componevano, con forze consistenti la compagine partigiana. Ma in Italia si giunge al ridicolo di attribuire il merito della liberazione non solo alle brigate partigiane ma addirittura alle sole Brigate Garibaldi, quelle del PCI, escludendo o riducendo drasticamente l’apporto delle altre componenti, come quella cattolica ed escludendo di fatto quella ebraica dalle commemorazioni. Sentire i discorsi commemorativi che riferiscono di liberazione dell’Italia da parte dei Partigiani suona ridicolo.
Come la Germania è stata liberata dalle truppe dall’Armata Rossa e da quelle Anglo-Americane, l’Italia è stata liberata dalle truppe Americane ed alleate. Tanto per fare un cenno numerico si contano in circa 300.000 i morti e dispersi fra gli americani. Sono gli stessi americani contro cui oggi manifestano una buona parte di chi festeggia il 25 aprile. In piazza si celebrava la liberazione dell’Italia inveendo contro chi l’ha liberata. Purtroppo esistono frange ideologiche di questo Paese che non vogliono andare oltre, che hanno bisogno degli stimoli vitali da un regime morto e defunto ottanti anni fa e dal quale non riescono a emendarsi. Il 25 Aprile è la festa della liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, una liberazione avvenuta da parte di eserciti stranieri che hanno sacrificato centinaia di migliaia di loro cittadini e di tanti figli di questo Paese.
Il 25 aprile dovrebbe essere la festa di tutti coloro che amano la libertà e la democrazia senza distinzioni di parte e le organizzazioni partigiane, che non vedono più partigiani fra le loro fila, dovrebbero mobilitarsi per celebrare il valore dei propri patri e delle proprie madri che hanno contribuito a liberare il nostro Paese. Se le commemorazioni significano violenza contro una parte di coloro che contribuirono alla liberazione, come la Brigata Ebraica, se significano violenza contro chi rappresenta la resistenza ucraina all’aggressione russa, se rappresentano ministri impiccati e esaltazione del terrorismo di Hamas vuol dire che esse sono solo l’espressione strumentale di chi ha bisogno di perpetuare ogni anno la macabra rappresentazione di violenza per continuare ad esistere. Il resto è solo polemica sterile, chiacchiericcio per alimentare fantasmi inesistenti e paure necessarie a giustificare la propria incapacità di proporre alternative credibili.
Non ci sarà una vera celebrazione della liberazione dell’Italia finché chi la strumentalizza non sarà capace di liberarsi e di liberare gli italiani da un’artificiosa ricostruzione della storia e, principalmente, dalla necessità di perpetuare l’esistenza di strutture diventare inutili.
Sergio Franchi