Il programma delle celebrazioni fino al 10 maggio
Madonna delle Grazie
Dal 29 aprile al 10 maggio, Nettuno si prepara a celebrare con intensità e partecipazione la Festa in onore della Madonna delle Grazie, con un percorso di preghiera che unisce liturgia, tradizione popolare e momenti di comunità lungo le vie del borgo.
Cuore dell’inizio sarà il Triduo di preparazione presso il Santuario:
Mercoledì 29 aprile
18:00 Santo Rosario, 1
8:30 Santa Messa
Giovedì 30 aprile
18:00 Santo Rosario,
18:30 Santa Messa
Venerdì 1° maggio
18:00 Santo Rosario,
18:30 Santa Messa.
Il programma prosegue poi con l’avvio “in cammino” della festa: sabato 2 maggio alle 06:45 cominciano i festeggiamenti con il suono delle campane e alle 07:00 si rinnova il tradizionale pellegrinaggio penitenziale dalla Collegiata al Santuario. Giornata intensa anche la sera, quando alle 20:00 prenderà il via la Solenne Processione di andata, per accompagnare N.S. Madonna delle Grazie.
Domenica 3 maggio la comunità vive il ritmo delle celebrazioni con Sante Messe nelle principali fasce della giornata e, nel pomeriggio, i momenti presieduti da figure diocesane: un giorno pensato per rafforzare la preghiera in famiglia e rendere la festa un vero “noi”.
La novena continua nei giorni successivi con appuntamenti dedicati a tutte le età e vocazioni, tra Santi Rosari, Esposizioni eucaristiche, Canti del Vespro e soprattutto le celebri fiaccolate nelle vie del borgo con meditazioni affidate ai diversi presbiteri e alla guida dei momenti di spiritualità.
Particolarmente significativo è il 7 maggio, Giornata vocazionale:
alle 18:30 Santa Messa per le vocazioni,
alle 20:00 Veglia vocazionale cittadina, presieduta da S.E.R. Mons. Vincenzo Viva, Vescovo di Albano,
alle 20:45 fiaccolata per le vie del borgo.
L’8 maggio porta al centro la dimensione familiare e di comunità: tra le altre, una serata speciale per le coppie che ricordano il loro anniversario (con Santo Rosario alle 17:45 e Santa Messa alle 18:30), insieme all’adorazione e al Vespro.
Sabato 9 maggio la festa accoglie anche chi vive fragilità e bisogno di speranza: nel pomeriggio è prevista la Messa per l’Unzione dei Malati e la celebrazione prosegue con momenti serali di preghiera eucaristica.
La conclusione culmina a maggio con la Solenne Processione di ritorno, in programma domenica 10 maggio alle 20:00, quando la Madonna delle Grazie tornerà accompagnata da fedeli, famiglie e ragazzi lungo il percorso della memoria e della gratitudine.
Dal Santuario alle vie del borgo: la festa invita tutti a riscoprire, insieme, la stessa speranza che regala il titolo di questa comunità… Madonna che dona Grazie.
Presentato nella biblioteca comunale di Nettuno il libro di Riccardo Rosi
Sopravissuti al Titanic
Sabato 18 aprile, presso il suggestivo Forte Sangallo, si è svolta con grande partecipazione la presentazione del libro “Sopravvissuti al Titanic”, organizzata nei locali della Biblioteca comunale.
Protagonista dell’evento è stato l’autore Riccardo Rosi, volto e voce del progetto Curiositanic, da anni punto di riferimento per gli appassionati italiani del RMS Titanic.
Con entusiasmo e competenza, Rosi ha guidato il pubblico in un viaggio fatto di storie, dettagli e contenuti capaci di trasformare la ricerca in racconto.
Tra divulgazione, avventura e accuratezza storica, l’autore ha coinvolto i presenti in una narrazione avvincente su una delle più grandi tragedie del Novecento, riuscendo a rendere vicine figure e dinamiche di un evento che continua ad affascinare il mondo intero.
L’ultimo sorriso di Tommaso
Ci sono silenzi che fanno più rumore di mille grida, e quello che stamattina, 20 aprile 2026, ha avvolto il Santuario di Nostra Signora delle Grazie era un silenzio denso, carico di una gratitudine commossa.
Alle 10:30, Nettuno si è fermata per l’ultimo saluto a Tommaso Alessi, poliziotto stimato e colonna portante della Scuola di Polizia per Ispettori. Nonostante la maestosità del Santuario, la chiesa più capiente della città, le mura non sono bastate a contenere il fiume di persone accorse: centinaia di cittadini sono rimasti sul sagrato, uniti in una preghiera corale che ha testimoniato quanto profondo sia il solco di bene lasciato da quest’uomo.
Tommaso non era solo un poliziotto in divisa; era un dispensatore di serenità.
Chi lo ha conosciuto descrive quella dote rara di saper trasformare una giornata storta in un momento di speranza. Era l’uomo del sorriso immancabile, capace di disinnescare la rabbia e la stanchezza con una parola di incoraggiamento, lasciando in chiunque lo incontrasse un senso di benessere contagioso.
Elvio Vulcano
Foto di Francesco Di Ruocco
Disumanizzazione, odio razziale e Bibbia
Quando una nazione (il suo governo) attua il massacro di un altro popolo, mostra di essere mossa da un atteggiamento di disumanizzazione: uomini, donne, bambini, vecchi del popolo massacrato non vengono considerati come esseri umani ma come esseri subumani e quindi immeritevoli di umanità.
Ciò accadde ad esempio con la “soluzione finale del problema ebraico” a partire dal 20 gennaio 1942 con la Conferenza di Wannsee organizzata dal capo della polizia segreta tedesca, Reinhard Heydrich (Enciclopedia dell’Olocausto); oggi è di nuovo sotto gli occhi del mondo con la soluzione del “problema palestinese”, la disumanizzazione dei palestinesi (Gaza e Cisgiordania). Disumanizzazione è un altro modo per dire in effetti odio razziale.
Si moltiplicano purtroppo anche gli episodi di violenza razzista. Il rischio è che chi viene percepito come “diverso” sia implicitamente ritenuto nemico. Ciò alimenta l’odio per lo straniero. Ma il grande scienziato Luigi Cavalli Sforza (1922-2018) dimostrò scientificamente che le razze non esistono.
Esiste una sola umanità, con varie etnie sparse nel mondo (idea antichissima, Genesi 11,1). Per la Bibbia ogni persona è immagine e somiglianza di Dio. OBIEZIONE: ma non è forse vero che Dio “scelse il popolo ebraico” come suo popolo? Dio stesso avrebbe allora discriminato fra i popoli? No. Dal popolo ebraico (antico), privilegiato nel rapporto col Signore, si dovevano preparare tutti gli altri popoli alla conoscenza di Dio, illuminando l’intera umanità per render nota la smisurata misericordia divina mediante Cristo Gesù. Già secoli prima di Cristo, il profeta Osea aveva tuonato contro il popolo ebraico, insensibile all’azione misericordiosa di Dio: “Voglio misericordia e non sacrifici”.
L’opera di misericordia include esplicitamente la sfera dei RAPPORTI CON GLI STRANIERI: “Non indurite più la vostra nuca perché il Signore vostro DIO NON USA PARZIALITÀ… ama il forestiero e gli dà pane e vestito. AMATE DUNQUE IL FORESTIERO, poiché ANCHE VOI foste forestieri nel paese d’Egitto” (Deut 10,17 ss.).
Dunque: non i forestieri visti come “impuri”, “senza Dio, “cani infedeli”, gente da “ammazzare”, bensì da AMARE. Simbolo concreto del pellegrino e straniero fu Abramo stesso, il padre dei credenti in Cristo. L’apostolo Pietro, annunciando il vangelo a militari romani, dice che “Dio non usa alcuna parzialità; ma IN QUALUNQUE NAZIONE chi lo teme e opera giustamente gli è gradito” (Atti 10,34). Si comprende quindi come i discepoli di Cristo debbano imitare il Padre nel Suo amore verso il forestiero. Occorre imitare Dio, non le opinioni politiche del momento.
Alcune opinioni giustificano le stragi, fatte spesso “in nome di Dio”, cosa impossibile da concepire per chiunque e specie per chi conosce un poco la Scrittura.
Gesù presenta uno straniero (un samaritano) come esempio di amore per l’altro, una donna straniera (una cananita) come esempio di dedizione a Dio, un militare romano (uno straniero occupante la Palestina) come esempio di fede fiduciosa. Imitiamo Gesù e lasciamo stare la propaganda (Comunità di Cristo, Pomezia - C.: 320 222 9106).