La legge del più forte
Alex Zanardi, ex pilota di Formula 1 e grande atleta paralimpico è morto il primo maggio. “Lo sport è una metafora di come ci si debba impegnare nella quotidianità, anche per migliorare il nostro Paese. Credo che lo sport sia anche ragione di grande ispirazione non solo per chi lo pratica ma anche per chi tifa da bordo strada; vedere una persona che ottiene risultati importanti dopo aver messo tanto impegno, tanta passione, tanta abnegazione, sacrifici, è una metafora che noi tutti possiamo ritrovare nella nostra quotidianità, applicandoci con più passione alle cose che possiamo fare, a ciò che ci compete, a ciò che desideriamo fare”, così Zanardi nel 2017. Egli ha dimostrato forza d’animo non comune perseguendo la legge del più forte. Ha mostrato di saper lottare secondo le regole e di vincere non solo titoli sportivi ma di prevalere contro le «avversità»: perse le gambe nel terribile incidente automobilistico del 2001 (Germania); nel 2020 in Toscana si scontra con un camion mentre è alla guida della sua handbike. Resta in coma per un mese, poi la ripresa perseguita con forza.
Spesso si parla di «avversità» senza considerare che queste sono causate dall’«avversario» della persona umana (la parola «avversario» traduce l’ebraico «satàn» = «satana»). Ognuno ha le proprie avversità nella vita. Occorre affrontarle con pazienza, accogliendo l’aiuto degli altri, e anche “discutendo” con Dio come fa Giobbe. Con la sua vita sofferta Giobbe preannuncia Cristo Gesù che nel Getsemani “pregava, dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta»… E, dopo aver pregato, si alzò, andò dai discepoli e li trovò addormentati per la tristezza, e disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, affinché non cadiate nella prova». Pregare significa semplicemente rivolgersi al “Padre nostro e Padre di tutti” con la mediazione unica di Cristo Gesù. Dinanzi al Padre, ogni persona è un bambino. Il Padre sa ascoltare e aiutare chi è «stanco e aggravato». Dice Gesù: «Venite a me voi tutti che siete stanchi e aggravati: io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, poiché io sono mite e umile di mente, e troverete riposo per voi stessi, perché il mio gioco è facile a portarsi e il mio carico leggero!».
C’è però anche un’altra, ben diversa “legge del più forte”, quella che da sempre ha segnato e segna i rapporti fra uomo e uomo, fra uomo e donna, fra stato e stato, come pure fra banche, fra lobby, fra chiese, fra religioni… Questa legge del più forte è la stessa a cui obbediscono i bulli, o coloro (individui e governi) che usano violenza su donne, uomini e bambini, che torturano, che affamano popoli, che schiavizzano economicamente Paesi interi. È la legge dei “più forti” che usano la forza per soverchiare e opprimere individui, popoli o intere generazioni, come quelle scomparse nelle guerre, nei genocidi. Questi “più forti” somigliano ad atleti che «non lottano secondo le regole» e per questo sono, o dovrebbero essere, “squalificati”. Agiscono al di fuori di tutte le regole, nazionali, internazionali, religiose, morali. Talvolta si dice che la legge del più forte è la “legge della giungla”. Ma gli animali seguono l’istinto della sopravvivenza, non della guerra e dell’annientamento. Per il Vangelo, dietro l’azione malefica dei “più forti” c’è il dominio dei «dominatori di questo mondo», di sataniche «potenze» che usano i “più forti” come burattini. Il Vangelo esorta i discepoli e la Comunità di Dio a lottare contro gli spiriti malvagi usando quattro armi: fede fiduciosa, salvezza, parola di Dio e preghiera, seguendo l’esempio del Signore. È lui il più forte. L’ha già dimostrato. «In quel giorno» se ne accorgeranno anche i “più forti” (Comunità di Cristo Gesù in Pomezia – C.: 339 577 3986).
Domenica 17 maggio ad Anzio con la rievocazione del viaggio di Innocenzo XII
Manifestazioni storiche
È in programma domenica 17 maggio ad Anzio il raduno regionale della “Federazione manifestazioni storiche del Lazio” che riunisce le realtà della regione che si occupano di mantenere vive le tradizioni e i costumi delle diverse località del territorio.
L’appuntamento prevede un grande corteo itinerante con la sfilata, per le vie del centro storico, delle delegazioni di figuranti in costume provenienti da tutte le città partecipanti.
“Si tratta di un elemento spettacolare - spiegano gli organizzatori dell’Associazione Palio del mare Anzio Aps - grazie alla quantità e maestosità dei costumi e grazie alla partecipazione degli sbandieratori e tamburini, che con le loro maestrie, colorano le vie e inondano la città di musiche squillanti e ritmi incalzanti, creando spettacoli coinvolgente ed entusiasmanti per grandi e piccini”.
Saranno 20 le città rappresentate: Roccantica, Norma, Roma, Albano, Tivoli, Aquino, Anagni, Segni, Magliano Sabina, Anzio, Nettuno, Subiaco, Vallecorsa, Cori, Cave, Priverno, Marino, Sermoneta, Carpineto e Artena.
Attesi i rappresentanti delle diverse città coinvolte, insieme ad altre autorità, la presidente della Confédération européenne des fêtes et manifestations historique Mireille Benedetti e il vicepresidente Johannes Faget, il presidente della Federazione regionale manifestazioni storiche del Lazio, Don Rodolfo Baldazzi.
Programma dell’evento
ore 16,30 Apertura villaggio storico Anzio
ore 17,30 Apertura Raduno 2026 - Saluto del sindaco, che scoprirà il vessillo 2026
ore 18,00 Arrivo corteo Papa Innocenzo XII - Saluto del Papa al popolo
ore 18,30 Partenza grande corteo riunito con tutte le città
ore 19,00 Rievocazione storica sulla spiaggia di Ponente
a seguire Ripartenza del corteo verso il porto. Rientro in Piazza Pia. Omaggio delle città a Sant’Antonio. Saluti delle Autorità. Passaggio del testimone dalla città di Anagni alla città di Anzio. Preghiera e benedizione.
Giovanni Del Giaccio
Staff Sindaco di Anzio
Incontro sul barocco
Nel pomeriggio di venerdì 8 maggio, nell’ambito di un ciclo di incontri e conferenze settimanali su tematiche culturali, artistiche e socio politiche, denominato “Ci vediamo il Venerdì”, organizzato dalla Biblioteca comunale di Nettuno -nelle sale del Forte Sangallo- e dalla stessa amministrazione comunale di Nettuno, si è svolto, il terzo incontro di Storia dell’arte incentrato sul Barocco, mentre i due precedenti riguardavano il Rinascimento e il Manierismo. Anche questo incontro, come i precedenti è stato brillantemente condottodai professori A. Silvestri, storico dell’arte e F. Bonanni, storico, con la presenza dell’assessore alla P.I. e Cultura, il presidente del Consiglio comunale e di una rappresentante dei Lyon’s che hanno preso parte all’organizzazione di questo ciclo di incontri sulla storia dell’arte.
Il Barocco: uno stile, una tendenza artistico-culturale e una mentalità affermatasi in Europa nella seconda metà del 1500 e sviluppatosi in tutto il secolo successivo, quasi come una ‘risposta’, un controaltare allo Spirito della Riforma che si era affermato nell’Europa centrale e del nord: una sorta di ‘espressione’ artistica, spirituale e culturale da opporsi agli ‘stili’ e alle ‘forme’ del Protestantesimo calvinista, mitteleuropeo e anglicano. Allo spiritualismo delle correnti e delle tendenze ‘riformate’ del nord, si opponeva la meraviglia, l’eccesso, l’abbondanza e la spettacolarità delle aree più mediterranee (ma il Barocco interessò anche alcune aree della Germania, Polonia, Austria e zone del nord balcanico). Un paradigma artistico-espressivo che abbracciò tutte le forme artistiche, espressive e culturali, dall’architettura, alla letteratura e il teatro, la musica, la pittura e la scultura, raggiungendo il pieno sviluppo nel seicento, soprattutto in Italia, Spagna e Portogallo, a Roma e in determinate aree mediterranee per dare vita a delle specifiche forme espressive (il Barocco romano, veneziano, siciliano, leccese...).
Anche questo appuntamento ha riscosso -come i precedenti- un notevole riscontro nel pubblico numerosamente presente; un successo sia per la qualità sia per la quantità degli argomenti trattati su quella che è stata -ed è- una corrente e un paradigma artistico, culturale e politicole cui vestigia sono una caratteristica di molta nostra architettura, scultura, musica, pittura e urbanistica anche dei nostri giorni, non mancando tutt’ora-oltre alle vestigie- le citazioni e riferimenti al barocco, anche nelle costruzioni, espressioni e prodotti artistici contemporanei.
Un quarto ed ultimo appuntamento con la storia dell’arte in Biblioteca e con i proff. Bonanni/Silvestri è per il pomeriggio del 3 giugno sul “Settecento”.
Giuseppe Chitarrini