Lei americana, figlia di emigranti, lui italiano di Biella, innamorato di Nettuno. La complicata storia di Michele Magliana
Galeotto fu il pallone. Storia di un amore nato in un campo di calcio
Nel 1933 i tifosi salutavano i propri beniamini cantando l’inno “Forza Nettuno!”. La melodia era quella della canzone “Campane”, che ebbe successo a metà tra le due guerre mondiali; il testo, scritto da Angelo Ricci, il barbiere che aprì in seguito il Bar Conchiglia, riportava i nomi dei giocatori: “Fiore con Magliana e Ferretti/Blintani, Ludovisi e De Franceschi/Monaco e Fiorilli il condottiero/Cibati con Bagnoli/ e il veloce Boccadoro/ che la rete va a segna’/forza Nettuno, chi ti potrà fermar!/ Nettuno, sei la squadra del cuore/ ragazzi state pronti a farvi onore/ verso questo primo campionato/ che nel paese la gioia infinita e l’onore ci dà!”.
Chi erano questi calciatori?
Fiore Alessandrelli, portiere, del 1910, sposò Anna Vecchiattini, divenne gestore della spiaggia Sangallo (attualmente ci sono gli eredi), si alternava in porta con Vittorio Lasorsa del 1904, sposò Gelsomina Mozza (genitori di Marisa, e suoceri di Carlo Tagliaboschi, il nettunese campione di baseball); Michele Magliana, difensore, era arrivato a Nettuno per il servizio militare. Nato a Biella, nel 1911, da Giovanni e Luisa Homberger, trasferitisi poi a Torino.
Nel capoluogo piemontese il calcio era già praticato dalla Juventus e dal Torino. Qui Michele poté ammirare i giocatori Combi, Rosetta, Caligaris, Ferrari, Cesarini, Monti, Orsi e li imitava giocando in squadre minori.
A Nettuno lo volle titolare Piero Grossi, un altro militare che giocò col Nettuno molte partite in campi improvvisati, prima dell’affiliazione alla F.I.G.C e la partecipazione al campionato Uliciano dei Castelli Romani; Ferretti, difensore, anche lui militare, come Blintani; Mario Ludovisi, attaccante, nettunese, nato nel 1911, sposò Trieste Bonfantini; Umberto De Franceschi, detto Filiberto, centrocampista, nato nel 1914, morì in guerra nel 1941, in Albania.
A lui era dedicato il campo di calcio di villa Borghese e dal 1997 il campo di calcio del Loricina; Sigismondo Monaco, difensore, nato nel 1913, sposò Liliana Retrosi; Fiorilli, il condottiero, era Vittorio, centravanti, nato nel 1910, sposò Vera Grisanti (prima di giocare col Nettuno, Vittorio aveva giocato a Roma con la squadra degli Arditi); Remo Cibati, del 1914, giocò in tutti i ruoli, meno il portiere, fino al 1948.
Ferroviere, sposò Rita Castaldi di Anzio; Bagnoli e Boccadoro erano altri due militari.
Vorrei concludere con Michele Magliana perchè la sua storia merita di essere raccontata. Magliana, sposò il 2 novembre 1934, la giovane Anna Di Cresce, nata nel 1918 a Mahoningtown, New Castle, Pennsylvania, figlia di Antonio e Crocifissa Innocenti, Antonio era di Cascano, frazione di Sessa Aurunca (Caserta), Crocifissa era di Cori. Entrambi emigrarono in America nel ‘900, in date diverse. Il destino volle che si incontrassero a Mahoningtown, snodo ferroviario importante per la presenza della stazione e di importanti scali di smistamento.
Ebbero sei figli: Silvio, Anna, Aleandro, Franco, Dina e Sisto, quest’ultimo disperso in Russia. Verso la fine degli anni ’30, arrivò a Nettuno, da Cascano, Francesco Di Cresce, il papà di Antonio, il quale dopo essersi sistemato, chiese al figlio di tornare in Italia.
Francesco morì il 5 novenbre 1937, “… nella casa posta in via Romana, n. 80”. Al municipio, la dichairazione di morte avvenuta, la face proprio il figlio Antonio. Intanto, nel 1933, tornò Anna, mentre il soldato Michela Magliana era di leva. Nella stessa data del 1933, il Nettuno cominciò a giocare le partite al campo di S. Rocco, mèta domenicale dagli appassionati del pallone, ma anche di fidanzate e genitori dei giocatori.
Con un po’ di immaginazione si può pensare che Anna fu accompagnata dal padre a vedere una partita di calcio. L’unica sua emozione fu quando il terzino Michele Magliana, fu costretto per un infortunio di gioco ad uscire dal campo, proprio sotto gli occhi di Anna. Dopo quella domenica, lei diventò assidua frequentatrice e la cosa non sfuggì al ragazzo, tanto da chiederle un appuntamento. Per il loro matrimonio arrivò dall’America anche Silvio, il fratello di Anna, nato ugualmente a Mahoningtown, nel 1914.
Silvio è stato uno degli uomini illustri di Nettuno; arruolatosi nell’esercito e vinto il corso per sottufficiali, seppe farsi valere per tutto il tempo della guerra. Silvio sposò nel 1940, Iole Visca, dalla quale ebbe due figli Fiorella e Antonio. Dopo lo sbarco degli americani del 22 gennaio 1944, divenne uno degli interpreti della sezione addetta alla popolazione. Finita la guerra e tolta la divisa militare, trovò impiego al Cimitero americano come uomo di fiducia dei direttori Mr Charles Butte e Mr Horace McGarity, che insegnarono ai nettunesi il softball e il baseball rispettivamente.
Anna e Michele vissero in America, a St. Louis, nel Missouri, intervallando dei periodi a Nettuno. Qui presero in affitto un appartamento alla villa Donati. Nel 1970, Michele ebbe un ictus che quasi lo costrinse all’immobilità. Tornarono in America con la speranza di trovare una cura migliore. Malgrado lui non volesse lasciare Nettuno, vinse la insistenza della moglie, convinta di una possibile guarigione. Ma non ci fu niente da fare.
Michele Magliana morì nel 1975, Anna visse fino al 1996 - insieme ai loro figli Johnny e Maria Luisa - e sono sepolti al Saint Peter and Paul Cemetery di St. Louis, nello Stato del Missouri.
Silvano Casaldi