Ripreso il processo al Tribunale di Latina
Processo Assedio
È ripreso davanti al tribunale di Latina il processo Assedio sulla criminalità apriliana. Si è partiti con una prima importante novità. La giudice Elena Nadile, trasferitasi al tribunale di Roma, è stata sostituita come presidente di collegio dalla collega Francesca Zani. In programma c’era l’audizione, nuovamente, dell’ex comandante del reparto territoriale dei carabinieri di Aprilia Riccardo Barbera che è stato interrogato prima dalle associazioni che si sono costituite parti civili ed, in un secondo momento, dall’avvocato di Marco Antolini, uno degli oltre venti imputati nel processo. Ed il colonnello dell’arma ha ripercorso le varie fasi delle indagini rispondendo alle domande degli avvocati.
Le associazioni Reti di Giustizia, Libera e Caponnetto, in particolare, hanno chiesto delucidazioni in merito soprattutto alla costituzione di parte civile nel processo contro Forniti ed i Gangemi che, almeno inizialmente, era stata ostacolata, secondo le intercettazioni inserite all’interno dell’informativa realizzata da carabinieri e direzione distrettuale antimafia, da Lanfranco Principi. L’allora assessore alle finanze e poi futuro sindaco di Aprilia, secondo l’accusa della Procura si sarebbe speso attivamente per fare in modo che il comune pontino non si costituisse contro Forniti e Gangemi, accusati di varie estorsioni aggravate dal metodo mafioso ai danni di imprenditori e commercianti del litorale romano. E l’ex comandante dei carabinieri di Aprilia ha confermato come Principi avesse provato ad evitare questo scenario facendo pressioni sui consiglieri comunali, gli assessori e l’allora sindaco Terra.
“L’ultimo che ti ho detto è il capo dei capi, ma cattivo per dire cattivo. Noi non ci costituiamo per un cazzo, questa è una vicenda privata che non ci riguarda”, così Lanfranco Principi parlava alla sua stessa giunta.
Un tentativo inizialmente andato a buon fine tanto che la commissione comunale convocata per decidere sul da farsi decise di non procedere. Soltanto successivamente l’amministrazione Terra virò a 360 gradi presentando Aprilia come parte lesa al processo. Ma ieri è stato anche il momento delle difese che hanno potuto iniziare a interrogare colui che ha avviato e condotto le indagini sulla criminalità apriliana. Ad aprire le danze è stato il legale difensivo di Marco Antolini, l’avvocato Cincioni, che ha chiesto conto a Barbera sull’ipotetico scambio elettorale politico mafioso che interesserebbe Lanfranco Principi ed il gruppo criminale, la difesa ha puntato sulla mancanza di riscontri oggettivi rispetto a ciò che viene esplicitato nelle intercettazioni captate dagli investigatori. Secondo la difesa di Antolini, se questo accordo fosse realmente esistito, l’imputato avrebbe dovuto beneficiare di tutta una serie di appalti e di assunzioni di persone “vicine” di cui, invece, non vi sarebbe alcuna traccia. Contestazioni a cui Barbera ha risposto affermando che all’epoca delle indagini i riscontri materiali non potevano essere eseguiti concretamente altrimenti la segretezza dell’intera operazione antimafia sarebbe venuta meno.
Alessandro Piazzolla
Il Partito Democratico approva la partecipazione alla lista unitaria di centrosinistra
Elezioni provinciali
Elezioni provinciali, il Pd approva la partecipazione alla lista unitaria di centrosinistraSarubbo: “Una scelta di responsabilità e generosità, alternativa alla filiera del centrodestra”.
La Direzione provinciale del Partito Democratico di Latina, riunita nel pomeriggio di ieri, ha approvato la costituzione di una lista unitaria di centrosinistra in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, in programma il prossimo 7 giugno. Una scelta che vedrà il Pd correre insieme alle altre forze politiche e civiche che si richiamano ai valori del campo progressista, con l’obiettivo di costruire un’alternativa “solida e credibile” al centrodestra dopo l’elezione del presidente della Provincia, Federico Carnevale.
“Si tratta di una scelta convinta e di profonda responsabilità politica» dichiara il segretario provinciale del Pd Omar Sarubbo. «In una fase fortemente segnata dalla presenza pervasiva di forze populiste e sovraniste, l’unità del centrosinistra rappresenta un atto dovuto e necessario. Allo stesso tempo, la Direzione provinciale ha inteso questa scelta come un gesto di generosità politica verso gli alleati volto a favorire la partecipazione alla competizione di ogni forza del centrosinistra. In tal modo, tutte le realtà che si riconoscono in quest’area potranno esprimere le proprie candidature superando lo scoglio burocratico della raccolta firme che renderebbe altrimenti più complessa la presentazione di proprie liste autonome”.
Sarubbo sottolinea anche il significato politico della nuova fase istituzionale apertasi con l’elezione di Carnevale alla guida della Provincia.
“L’elezione del nuovo Presidente è stata figlia di una scelta romana delle forze di centrodestra, con l’obiettivo, pur legittimo, di chiudere la filiera di governo dal livello nazionale a quello territoriale. Per il centrosinistra si apre dunque una fase di opposizione responsabile, che richiamerà costantemente il presidente al suo dovere istituzionale, quello di farsi portavoce degli interessi di tutti i Comuni della provincia di Latina e non soltanto di quelli politicamente affini”.
“Su questioni decisive come la gestione del servizio idrico, la chiusura del ciclo dei rifiuti, la tutela del territorio, la viabilità, l’edilizia scolastica e tutte le deleghe strategiche in capo all’ente di via Costa, – continua il segretario dem – la nostra sarà un’azione ferma e vigile, sempre orientata alla tutela dell’interesse pubblico, dei cittadini, delle famiglie, del tessuto produttivo e dell’ambiente”.
Nei prossimi giorni sarà ufficialmente depositata la lista unitaria e stilato un programma comune di intenti.A margine della riunione, il PD di Latina ha inoltre ribadito la necessità di superare l’attuale limbo istituzionale delle Province, trasformate in organismi di secondo livello con meno competenze e meno risorse.
“È necessario restituire direttamente ai cittadini il diritto di voto per l’elezione di questi enti” conclude Sarubbo.
“La riforma è rimasta incompiuta e, di fatto, l’unica cosa che è stata davvero tagliata in questi anni è la democrazia. È una stortura che va superata al più presto per restituire piena rappresentanza e dignità ai territori e alle comunità”.
P.N.