Il terreno della ex Canebi è tornato privato per effetto della procedura di usucapione
Niente nuova scuola Gramsci
La nuova scuola Gramsci non potrà trovare posto sui terreni della ex Canebi, in quanto la procedura di usucapione, trascorsi oltre 30 anni, ha reso quel terreno proprietà privata. A stabilirlo la sentenza del Tar del Lazio sezione di Latina del 1° aprile 2026, con la quale è stato accolto il ricorso dei proprietari delle aree interessate (tramite usucapione), annullando la deliberazione di Giunta del 3 febbraio 2017, che approvava il progetto preliminare per il nuovo plesso scolastico, nonché la successiva delibera del Consiglio comunale del 9 marzo 2017 per l’adozione della variante al Prg, che trasformò la zona da verde pubblico a zona F1 (servizi collettivi), per consentire la costruzione della scuola. In sostanza, un punto a favore di quanti all’epoca dai banchi dell’opposizione o addirittura fuori dall’aula consiliare, sostenevano non ci fosse possibilità di realizzare la Gramsci su quel terreno. Gli atti di riferimento sono stati impugnati dai proprietari dell’area, i quali hanno lamentato la mancata comunicazione del procedimento e la mancata disponibilità di quelle aree da parte del Comune di Aprilia, visto che, con una sentenza pubblicata l’11 maggio 2015, il Tribunale di Latina ha dichiarato l’intervenuta usucapione dei beni.
Una tesi che è stata accolta dai giudici della prima sezione del Tribunale amministrativo del Lazio, che sottolineano come: “il ricorso è fondato e va accolto sotto l’assorbente rilievo su cui ruota il secondo motivo, che lamenta la mancata comunicazione di avvio del procedimento agli interessati”.
La sentenza inoltre sottolinea come i ricorrenti abbiano acquistato il diritto di proprietà sulle aree a titolo originario, in forza di usucapione ventennale accertata dalla sentenza del Tribunale di Latina, pubblicata l’11 maggio 2015. Il Tar di Latina quindi ha accolto il ricorso, con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati nelle parti d’interesse dei ricorrenti, ossia nelle aree che erano di loro proprietà alla data di adozione delle due deliberazioni. Una grana non da poco per il Comune di Aprilia, sebbene questo epilogo sembrava prevedibile dopo i pronunciamenti sulla vicenda sfavorevoli per l’ente di piazza Roma e già negli anni passati qualcuno aveva ipotizzato di realizzare la nuova Gramsci in un altro terreno della città, scontrandosi con l’irremovibilità dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Terra. Resta adesso da capire che strada vorrà seguire la Commissione straordinaria: se insistere nel progetto in via Tiberio appellando la sentenza del Tar, oppure se cercare un terreno alternativo dove poter costruire il nuovo istituto comprensivo, atteso da oltre dieci anni dagli alunni della Gramsci.
Francesca Cavallin
Una nuova voce per il territorio apriliano
Nasce AGIRE
Un’energia nuova, diversa e con uno sguardo fresco e la volontà di affrontare i problemi con la serietà che meritano. Noi crediamo che per Aprilia, ora, sia il momento giusto di ricominciare a costruire qualcosa insieme. Un nuovo gruppo civico in città’.
“Ed è proprio per questo che oggi nasce AGIRE – Idee e Territorio. Un nuovo percorso che mette insieme persone, competenze e idee con un unico obiettivo: lavorare per lo sviluppo della nostra Città in modo serio, trasparente e concreto. Chi siamo lo spieghiamo in modo semplice: persone che qui vivono, lavorano, crescono i figli, nipoti, gestire la propria attività, si svegliano la mattina e affrontano le stesse difficoltà di tutti’.
Scrivono: Veronica Battaglia - Fabio Greco - Chiara Lattanzio - Roberto Massarenti - Lorenzo Pinna – Mauro Saluto - Alessandra Scaraggi - Davide Tiligna – Anna Maria Valenza - Andrea Virgini - Franco Vona.
“Professionisti, imprenditori, lavoratori, giovani, genitori che si organizzano tra lavoro e famiglia, ma anche persone che fra quelle tante difficoltà mettono a disposizione il loro tempo per la comunità, quella Cittadinanza che ha la volontà di impegnare le proprie energie ecompetenze nel territorio incui vivono. Conosciamo Aprilia nel profondo.
Sappiamo che questa Città ha potenzialità enormi che restano inespresse. Sappiamo che chi ci vive ogni giorno si scontra con problemi reali: una viabilità che non regge la crescita urbana, servizi che faticano a stare al passo con le esigenze delle famiglie e delle imprese, quartieri che si sentono dimenticati, giovani che non trovano qui le opportunità che meritano, attività di eccellenza che vorrebbero investire e crescere perdare lustro ma che non trovano il giusto supporto”.
“Non sono lamentele. Sono fatti. E i fatti si affrontano con proposte serie, non con promesse generiche o aleatorie per questo abbiamo scelto il nome AGIRE. Perché crediamo che Aprilia abbia bisogno di meno parole e più fatti. Ogni nostra proposta nascerà dall’ascolto del territorio e sarà concreta, realizzabile, verificabile. Ci interessa recepire quello che serve e poi lavorare per realizzarlo.
AGIRE nasce come percorso indipendente. Non siamo un’emanazione di partiti nazionali, non rispondiamo a interessi particolari, non siamo il progetto personale di nessuno. La nostra unica appartenenza è questa Città. Crediamo che Aprilia abbia bisogno di una politica vera e in parte anche diversa: più vicina, più competente, più onesta nel riconoscere i problemi e più coraggiosa nel proporre soluzioni. Una politica che si faccia giudicare sui risultati e non sulle intenzioni.
Nelle prossime settimane apriremo i nostri canali di dialogo e organizzeremo il primo incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza.
Sarà il primo passo di un percorso che vogliamo costruire insieme, partendo dall’ascolto. Perché le risposte migliori non le ha chi governa e non le abbiamo noi: le hanno le persone che questa Città la vivono ogni giorno. Bisogna solo avere la serietà di ascoltarle e il coraggio di tradurle in azioni”.
“A chi si riconosce in queste parole diciamo: non restate a guardare. Aprilia ha bisogno anche di voi. Soprattutto di voi. Questo è il nostro inizio. Questo è il nostro impegno. È tempo di AGIRE”.
P.N.