Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni dei sindacati sull’azienda del Comune
Asam risanata ed in attivo
Esternalizzazione servizio pulizie, parlano i sindacati. Prendono carta e penna e scrivono alle commissarie di Aprilia e alla Prefettura. CGIL Fp Vittorio Simeone, CISL FP Enza Del Gaudio e UIL Fp Ida De Masi lo fanno dopo aver constatato “l’utilizzo inappropriato di parole che incarnano un concetto di relazione sindacale, “come il confronto”, che con le SS.VV. non è mai stato sviluppato per come i Contratti lo intendono”.
“E’ sufficiente, fanno notare i tre sindacati, riflettere sul fatto che, l’art.5, c.3, lett. F, richiama la necessità della informativa preventiva ed il successivo “confronto”, come “modalità attraverso la quale si instaura un dialogo approfondito sulle materie rimesse a tale livello di relazione, al fine di consentire, ai soggetti sindacali, di esprimere valutazioni esaustive e di partecipare costruttivamente alla definizione delle misure che l’Amministrazione intende adottare”.
“Appare del tutto evidente, aggiungono, che la correttezza di questa relazione sindacale non è mai stata esaudita, atteso che ad ottobre 2025 si erano pianificati incontri mensili a cui le SS.VV. non hanno dato mai riscontro, e che il 3 marzo, non si è trattato di un confronto promosso dalla parte pubblica, bensì da un incontro a cagione di una manifestazione plebiscitaria, organizzata con tutto il personale dell’Azienda, sulla piazza antistante il Municipio. Per due volte, con certezza, le SS.VV. si sono sottratte a quello che è un reale confronto minando la correttezza istituzionale e il rispetto delle reciproche prerogative”.
“In ordine alla puntualizzazione preliminare ove si fa riferimento “alla volontà di dare attuazione alla deliberazione di messa in liquidazione della società ASAM”, non viene dato adeguato spazio alla complessa casistica che la deliberazione n.6 del 10 febbraio 2017 vincolava la messa in liquidazione, ad una serie di prescrizioni tra cui la possibilità di procedere ad esternalizzare i restanti servizi pubblici locali a rilevanza economica per mezzo di un’opportuna procedura ad evidenza pubblica, le quali prevedano la c.d. clausola di salvaguardia, (art.50, d.lgs 2016, ora D.Lgs. 36/2023), finalizzati a garantire il mantenimento del livello occupazionale, per gli attuali dipendenti dell’ASAM, anche previa attenta valutazione della possibilità di affidare alcuni servizi alla Progetto ambiente”.
“Rileva che tale attenta valutazione non sia stata fatta o non sia stata documentata e, per certo, non è stata condivisa con le OO.SS.. Appare del tutto irragionevole richiamare la concessione di un immobile comunale per l’esercizio del diritto di assemblea dei lavoratori ASAM, in data 13 febbraio 2026, ove è emerso in maniera plebiscitaria il rifiuto di ogni procedura di esternalizzazione ed è stato formalizzato un doppio mandato alle OO.SS. scriventi, per indire un Sit in sotto la Prefettura, che si terrà in data 9 aprile dalle 11.00 alle 14.00, ed uno sciopero che si terrà in data 13 aprile dalle 8.00 alle 10.00; entrambe le azioni di protesta scaturite dall’assemblea del 13 febbraio sono state responsabilmente posticipate in attesa di incontri promessi e non accordati. E’ facile verificare una fitta corrispondenza nella quale è stato costantemente richiesto il dialogo e il confronto per giungere a posizioni condivise e garantite per le lavoratrici e i lavoratori dell’Azienda.
Eccezioni di natura tecnica vengono rilevate e saranno sottoposte anche al Giudice Contabile, in merito alla elusione della procedura ad evidenza pubblica, per ben due volte dal 2024 revocata in autotutela per concludersi con una procedura di esternalizzazione secondo un affidamento diretto da modulo CONSIP basato sul sub appalto attraverso una società privata. Si consideri che l’informazione, sindacalmente intesa, non è una notifica di decisioni già assunte, bensì una dazione documentale preventiva su cui si fonda il corretto esercizio delle relazioni sindacali, e il coinvolgimento, sindacalmente inteso, è la partecipazione alle scelte organizzative. Quanto asserito dalle SS.LL in merito all’applicazione di presunti criteri di economicità, efficienza e buon andamento dell’azione amministrativa, è sufficiente richiamare la determinazione del Dirigente di Settore n. 18 del 19 gennaio 2026, (n. 51 del registro generale) nella quale l’importo totale triennale ammonta a 945.000 euro, che non appare affatto realizzare operazioni di contenimento dei costi o di risparmio.Vieppiù, tale approfondimento sarebbe stato necessario proprio alla presenza del Collegio dei Liquidatori, per comprendere, effettivamente, il fondamento della scelta che viene definita “doverosa” di esternalizzare. Nell’inquadramento narrativo della Vostra lettera del 2 aprile, si cita la Deliberazione n.6 del 2017, richiamando la volontà politica dell’organo Consiliare, sottacendo tutte le prescrizioni e tutte le cautele da applicare durante il processo decisionale ed esecutivo”.
Quello che risulta ai sindacati è che la situazione debitoria di 9 anni fa, non solo non esiste più ma l’Azienda, oltre ad aver sanato i debiti, è di fatto in attivo da anni. Per questo lo stato di liquidazione poteva e doveva essere revocato, affrontando con tranquillità il futuro dell’azienda stessa in termini organizzativi e finanziari.
“Scrivere che “la mancanza di una chiara articolazione organizzativa della società e la carenza di una contabilità analitica per servizi, ostacola il trasferimento dei servizi e la possibilità concreta di individuare soluzioni che salvaguardino la piena tutela dei livelli occupazionali” è di una gravità inaudita! In termini, la mancanza di dati o la opacità nella ricostruzione dei costi andrebbe scaricata sui lavoratori, che pagherebbero con un licenziamento o con una riduzione in peius delle garanzie contrattuali. Infine, scrivere che le decisioni debbano essere “fondate su dati certi e verificabili”, impone, la necessità di coinvolgere le OO.SS. ed i vertici contabili dell’Azienda e che non essendo ancora chiaro il quadro, era d’uopo terminare l’ulteriore approfondimento tecnico finanziario prima di adottare decisioni frettolose. Approfondimento che le OO.SS. hanno più volte caldeggiato con la richiesta di un tavolo tecnico a 3 (Amm.ne Comunale, ASAM e OO.SS.) nel quale far confrontare le diverse posizioni e relazioni finanziarie, abbandonando qualsiasi pregiudiziale posizione sia per i lavoratori che per il bene della cittadinanza che usufruisce dei servizi dell’Azienda. Per queste OO.SS., non solo non si è rispettato tale impegno ma neanche le procedure obbligatorie, vi è, di fatti, una violazione contrattuale, art.5 CCNL 19/21, violazione normativa, art.31 d.lgs 165/2001, violazione contabile e la elusione di ogni principio di opportunità e cautela”.
Così in una nota stampa CGIL Fp Vittorio Simeone, CISL FP Enza Del Gaudio e UIL Fp Ida De Masi.
P.N.