Previste tre rate e la prima entro il 28 febbraio
Novità Tari 2026
Novità a Pomezia sul pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, per il 2026. L’assessore alle finanze e patrimonio Massimo Abbondanza mi ha riferito che il pagamento avverrà in tre rate, la prima si pagherà entro il 28/02/2026; la seconda entro il 31/05/2026; la terza entro il 31/10/2026.
Mi è stato riferito che, in linea generale il costo della Tari rimane uguale a quello dello scorso anno, unica novità e che la cifra sarà appunto ripartita in tre rate e non più in due (30 aprile e 30 ottobre) come era avvenuto nel 2025 e negli anni precedenti. Il pagamento della Tari è coperto interamente dagli utenti e quindi le eventuali variazioni delle singole bollette dipendono dalla quantità dei paganti. Quindi se aumentano le utenze si dovrebbe pagare tutti un po’ di meno, se invece diminuiscono è chiaro che il mancato introito viene ripartito su gli altri utenti che si vedranno aumentato, se pur di poco, la loro bolletta.
Come si ricorderà questa anticipo del pagamento è stato deliberato lo scorso anno dalla maggioranza di centro destra nel consiglio comunale e fu una scelta decisa per razionalizzare i pagamenti degli utenti e avendo anche come obiettivo quello di garantire nei primi mesi dell’anno un flusso di denaro necessario per non mandare insofferenza le casse comunali. Ci è stato riferito che l’ufficio provvederà a mandare i relativi bollettini nei tempi previsti per procedere al pagamento della prima rata che dovrebbe essere saldata entro il 28 febbraio prossimo.
T.S.
La Saga del Mare
“Tifone” è il settimo volume della Saga del Mare. L’autore, Sergio Massimo Greci, sigilla passato presente e futuro di un elemento liquido in continua emulsione e addivenire, dove uomini pesci e misteriose creature si incontrano e si scontrano determinando il loro passaggio terreno. Per la cabala il numero sette rappresenta la totalità, la perfezione, la completezza. C’è qualcosa di cabalistico in questa serie di opere differenti ma unite dalla presenza dell’elemento liquido universale, simbolo e rappresentazione dell’anima e dei suoi tanti insondabili abissi.
Se si considera la Saga del Mare come un tutt’unicum se ne può scorgere agevolmente il tracciato e l’evoluzione. Dalle prime opere accese di fantasia avventurosa (L’Impero Verde / Le Parabole del Portolano) si passa attraverso un’iniziazione gioiosa e giocosa fatta di esperienze giovanili, (Gente di Mare / Acque). Dopo una parentesi tra mare nebbioso e palude infestata di delitti (La Tessitrice) ci si tempra con la dura vita di chi fa del mare la propria casa (Marinai). Si conclude il ciclo con Tifone, in cielo e in mare non ci sono taverne? la settima opera. Qui l’alternarsi di luci e ombre diventa più veloce. Ali oscure e demoni occulti si palesano e si celano in perenne agguato, i demoni, che albergano nel mare e nell’anima, vengono esorcizzati perché portati allo scoperto. L’autore ci presenta una passerella di personaggi per cui la sfida è normalità: pirati talmente ribelli da ribellarsi alla pirateria, donne indomite, audaci e indomabili, uomini che amano perseverare nel pericolo. C’è persino chi scomoda poteri occulti per l’accesso al mare di una piccola comunità nostrana, e chi pensa di aver scoperto il segreto della felicità in una minuscola entità, purché sia di mare. Viene rivisitato in versione gossip l’astuto Ulisse, e trattata in salsa fake l’Arca di Noè. Un bravo e coraggioso orientale ha salva la vita grazie ad una provvidenziale conoscenza di Pinocchio, mentre un vichingo temerario, assetato di avventura, non si cura di conquistare un nuovo mondo. Popoli oscillano tra paure e speranze, cercando di non scontentare né le potenze propizie né quelle malefiche, entrambe capricciose e dalle esigenze insindacabili.
Assemblea pubblica nell’aula consiliare di Pomezia con politici e cittadini
Inceneritore di S. Palomba
Si è svolta sabato 10 gennaio, presso l’Aula consiliare del Comune di Pomezia, l’assemblea pubblica sul tema dell’inceneritore di Santa Palomba e della tutela ambientale del territorio, organizzata dall’Associazione Salute e Ambiente Albano - Cancelliera e patrocinata dal Comune di Pomezia, alla quale hanno preso parte Amadio Malizia, presidente dell’associazione promotrice, il giornalista Daniele Castri, l’assessore all’ambiente del Comune di Pomezia, Amelia Paiano, il segretario territoriale della Lega, Luigi Lupo, e il consigliere comunale di Valore Civico, Giacomo Castro, oltre a numerosi cittadini, comitati e associazioni impegnate da oltre tre anni nel contrasto alla realizzazione dell’impianto di incenerimento. Nel corso dell’incontro l’Amministrazione comunale di Pomezia ha ribadito la propria contrarietà alla realizzazione dell’inceneritore, promosso dal commissario governativo, nonché sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. Tuttavia, il confronto ha messo in luce un nodo cruciale e ancora irrisolto: il ruolo della Regione Lazio, la cui azione in difesa della salute pubblica e dell’integrità territoriale appare oggi debole e fortemente discontinua.
Il nodo del Campo Pozzi
Laurentino
La delocalizzazione del Campo pozzi Laurentino pone, infatti, un ulteriore interrogativo tutt’altro che secondario: da dove verranno prelevate a quel punto le risorse idriche necessarie ad Area e a Pomezia? In un contesto già segnato da una penuria idrica cronica, che da anni affligge i Castelli Romani e i laghi di Albano e Nemi, la scelta di spostare le captazioni rischia di trasferire e acuire i problemi di un territorio già fragile che non può sopportare nuovi carichi.
Una decisione grave, perché – come ha sottolineato Giacomo Castro – la dismissione dei pozzi non ha risolto alcun problema ambientale, ma semmai lo ha certificato. Se una fonte idrica deve essere abbandonata, infatti, significa che l’acqua è compromessa. E se l’acqua è compromessa, lo è anche il territorio che la circonda.
Una volta dismesso il Campo pozzi, da dove verrà l’acqua?
La delocalizzazione del Campo pozzi Laurentino pone, infatti, un ulteriore interrogativo tutt’altro che secondario: da dove verranno prelevate a quel punto le risorse idriche necessarie ad Area e a Pomezia?
In un contesto già segnato da una cronica penuria idrica, che da anni colpisce i Castelli Romani e i laghi di Albano e Nemi, la scelta di spostare le captazioni rischia di trasferire e acuire i problemi di un territorio già fragile che non può sopportare nuovi carichi.Il consigliere di Valore Civico ha quindi richiamato la fase particolarmente delicata che il territorio sta attraversando: in queste settimane è in corso la Conferenza di Servizi decisiva per il rilascio dell’autorizzazione finale all’inceneritore di Santa Palomba. Una fase che richiede la massima attenzione istituzionale e soprattutto unità politica e amministrativa da parte di tutti i Comuni coinvolti.
“È necessario – ha ribadito Castro – che i sindaci e gli enti locali agiscano in modo coordinato e coerente. Un territorio già compromesso dal punto di vista ambientale non può essere ulteriormente caricato da un impianto altamente impattante come un inceneritore”.
Il passo falso del Consiglio
comunale di Pomezia
Nel corso dell’intervento è stato ricordato anche un passaggio politico significativo: la bocciatura da parte del Consiglio comunale di Pomezia, nell’ottobre scorso, di un ordine del giorno volto a chiedere la bonifica del Campo Pozzi Laurentino e a evitare che la delocalizzazione delle fonti idriche diventasse una scorciatoia per eludere la tutela ambientale dell’area (atto precedentemente approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Ardea!) respinto a Pomezia con la risibile motivazione dell’ubicazione del campo pozzi, formalmente nel territorio del Comune di Ardea, sebbene la captazione idrica servisse anche Pomezia.
L’appello finale
L’assemblea si è conclusa con un appello chiaro all’unità istituzionale e alla massima partecipazione civica. Cittadini e istituzioni sono chiamati a mobilitarsi, pronti a impugnare le autorizzazioni alla realizzazione dell’inceneritore che a breve potrebbero arrivare. Valore Civico ha ribadito il proprio impegno a rimanere al fianco dei cittadini in questa battaglia, utilizzando ogni strumento politico e legale utile per difendere il territorio da una trasformazione che rischia di renderlo definitivamente una terra dei rifiuti, anziché una comunità sana e vivibile.
Il team di Valore Civico