Il Premio Nazionale Andrea Purgatori ha annunciato i vincitori del concorso
Premiato Sigfrido Ranucci
Il Premio Nazionale Andrea Purgatori, alla sua prima edizione, ha annunciato i vincitori delle categorie in concorso. Migliore Giornalista - Televisione a Sigfrido Ranucci e alla redazione giornalistica di Report.
Ecco il commento di Sigfrido Ranucci sulla sua pagina facebook.
“Condivido con voi un grande motivo di orgoglio: ho avuto l’onore di vedermi assegnato la prima edizione del Premio Nazionale Andrea Purgatori.Istituito per celebrare il giornalismo d’inchiesta, il rigore professionale e l’indipendenza intellettuale, il Premio nasce sotto lo slogan ‘Un Professionista Onesto, omaggio allo spirito, al metodo e all’eredità morale di Andrea Purgatori. Uno slogan che cambierà ogni anno, seguendo il filo del suo insegnamento. La cerimonia di premiazione si terrà il 1 febbraio a Bologna.
Ho l’onore di condividere il premio con la mia squadra e gli altri colleghi: miglior giornalista-Carta Stampata Nello Scavo, miglior giornalista-Televisione Sigfrido Ranucci e la redazione giornalistica di Report, miglior giornalista-Documentario Francesca Mannocchi. Io il premio lo voglio dedicare anche ad Andrea Purgatori. Senza il suo coraggio, senza le sue qualità molte nefandezze sarebbero rimaste oscure. Provo un grande dolore, solitudine e un grandissimo rimpianto: non averlo potuto realizzare un prodotto insieme. Ci eravamo incontrati pochi giorni prima che morisse con un impegno: rifare le trasmissioni a reti unificate, Rai 3 e La 7, sulla mafia. Come le fecero Michele Santoro e Maurizio Costanzo. Perché non bisogna abbassare la guardia per difendere il Paese e le future generazioni da questo cancro che è ancora presente in tutte le sue declinazioni. Ci ritroveremo da qualche parte, Andrea, sono sicuro.
E saranno cazzi loro!!”.
A.S.
La scuola Torre del Vajanico
Gerardo Genovese di Torre del Vajanico ha espresso in forma pubblica il proprio sincero ringraziamento al sindaco di Pomezia, Veronica Felici, per l’accoglienza ricevuta. Durante l’incontro, descrive una giornata improntata all’attenzione e all’interesse da parte dell’amministrazione verso la sua attività e la scuola da lui fondata e portata avanti da molti anni.
Secondo quanto riferito, è stato un momento di grande orgoglio per Genovese poter presentare la sua attività e condividere la passione che anima da tempo la sua scuola. Ha apprezzato la disponibilità del sindaco a conoscere da vicino le metodologie utilizzate e l’impegno quotidiano profuso per promuovere il benessere e l’educazione dei cani.
L’episodio è stato vissuto come una chiara testimonianza di quanto la comunità di Pomezia sostenga iniziative locali capaci di coniugare formazione, amore per gli animali e rispetto del territorio e dei cittadini.
Genovese ha sottolineato che l’incontro gli ha fornito una conferma dell’importanza di proseguire il lavoro con dedizione, professionalità e passione, contribuendo allo sviluppo di un rapporto sano tra esseri umani e cani. È stata una giornata di riconoscimento, durante la quale ha ringraziato il sindaco per averlo ascoltato, per l’interesse mostrato verso l’attività e per il sostegno concreto offerto alle realtà locali.
L’autore dell’incontro ha concluso esprimendo l’auspicio che questa visita possa segnare l’inizio di una collaborazione duratura, capace di alimentare momenti di confronto e di beneficio per la comunità e per i numerosi amici a quattro zampe assistiti dalla scuola.
P.V.
L’intervento di Piergiorgio Benvenuti di Ecoitaliasolidale
Erosione costiera
Il presidente di Ecoitaliasolidale Piergiorgio Benvenuti ci ha inviato un suo interessante intervento sull’erosione costiera con particolare riferimento al litorale di Torvaianica
“L’erosione costiera e l’innalzamento del livello del mare rappresentano oggi una delle principali sfide ambientali per le coste italiane e, in particolare, per il versante tirrenico. Secondo il rapporto “Paesaggi sommersi” della Società Geografica Italiana, entro il 2050 l’Italia potrebbe perdere fino al 20% delle proprie spiagge, una percentuale destinata ad aumentare nei decenni successivi. Le conseguenze di questo processo non sono soltanto ambientali, ma incidono direttamente sulla sicurezza dei territori, sull’economia turistica e sulla qualità della vita delle comunità costiere.
Un ruolo centrale è giocato dal Mar Mediterraneo, cuore dell’identità culturale ed economica dei Paesi che vi si affacciano, che si sta riscaldando fino al 50% più velocemente della media globale. L’aumento della temperatura dell’acqua e l’innalzamento del livello del mare – dovuto all’espansione termica degli oceani e allo scioglimento dei ghiacci – stanno rendendo le coste sempre più vulnerabili, amplificando l’impatto delle mareggiate e accelerando i fenomeni di erosione. Un processo che interessa l’intero bacino mediterraneo e che mette a rischio oltre 12.000 specie marine.Nel Tirreno questi effetti sono già ampiamente visibili. L’aumento della frequenza e dell’intensità delle mareggiate, combinato con l’innalzamento del livello medio del mare, sta determinando un progressivo arretramento della linea di costa. In molte aree, le infrastrutture, gli stabilimenti balneari e le zone urbanizzate risultano sempre più esposte. Le opere di difesa rigide realizzate nel corso degli anni – come scogliere e barriere – si sono spesso rivelate soluzioni parziali e temporanee e, in alcuni casi, hanno alterato il naturale trasporto dei sedimenti, aggravando l’erosione nei tratti adiacenti.
Il caso di Torvaianica: una fragilità strutturale
In questo quadro generale si inserisce il litorale di Torvaianica, che da anni presenta una condizione di particolare fragilità. La progressiva riduzione dell’arenile, la maggiore esposizione alle mareggiate e la perdita di spiaggia utile rendono evidente la necessità di interventi più strutturali, capaci di andare oltre la logica dell’emergenza stagionale. Qui gli effetti del cambiamento climatico si sommano a una forte pressione antropica: urbanizzazione spinta del fronte mare, riduzione o distruzione dei sistemi dunali naturali, opere rigide che hanno modificato il naturale movimento delle sabbie. A tutto ciò si aggiunge la drastica riduzione dell’apporto sedimentario dei canali e dei fiumi, in particolare del Tevere, che non riesce più a svolgere il suo ruolo naturale di alimentazione delle spiagge.
Inquinamento e microplastiche: un’emergenza silenziosa
Ogni piena del Tevere restituisce un’immagine chiara dell’emergenza ambientale in atto: plastica, rifiuti ingombranti, legname, materiali pericolosi e persino pesci morti vengono trasportati fino al mare.
A preoccupare maggiormente sono però le microplastiche, invisibili ma estremamente dannose.
Secondo uno studio dell’Università di Tor Vergata, tra il 2006 e il 2016 oltre 8.000 tonnellate di microplastiche sono state sversate nel Mediterraneo attraverso le vie fluviali. Nel fondale marino di fronte alla foce del Tevere, rilevamenti effettuati nel 2020 hanno evidenziato concentrazioni fino a 60 microgrammi per litro di sedimento di microplastiche e polistirolo, sostanze che entrano nella catena alimentare attraverso il pesce consumato dall’uomo. Secondo l’IUCN (International Union for Conservation of Nature) nel Mediterraneo galleggia oltre un milione di tonnellate di plastica, e l’Italia contribuisce con l’11,3% dei macro-rifiuti fluviali, seconda solo alla Turchia.
In questo scenario, il litorale laziale mostra dati preoccupanti: oltre il 29% delle coste è in erosione e, tra il 2006 e il 2020, la provincia di Roma ha perso più di 30,93 ettari di arenile.
Una visione più ampia: il Parco Nazionale del Tevere
In una prospettiva più ampia, Ecoitaliasolidale da anni sta lanciando la proposta del Parco Nazionale del Tevere, una grande area Plastic Free capace di unire tutela ambientale, riqualificazione paesaggistica, mobilità sostenibile e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. Un progetto che potrebbe estendersi su oltre 80.000 ettari, coinvolgendo 4 Regioni, 8 Province e 82 Comuni, con l’obiettivo di un riconoscimento UNESCO.
Gli interventi della Regione Lazio
Per fronteggiare le criticità più immediate, la Regione Lazio, con l’Assessore al Demanio Fabrizio Ghera, ha recentemente stanziato 2,4 milioni di euro destinati ad interventi di difesa delle spiagge nel periodo invernale. I fondi, pari a 200.000 euro per ciascun intervento, sono stati assegnati a 12 comuni costieri, tra cui Pomezia, e interessano anche il tratto di litorale di Torvaianica.Le opere, basate su progetti elaborati dall’Università Roma Tre, hanno l’obiettivo di contenere gli effetti delle mareggiate e dell’erosione nei punti più vulnerabili. Si tratta di un segnale concreto e positivo, ma non risolutivo: la complessità del sistema costiero richiede una pianificazione di medio-lungo periodo, fondata su monitoraggio continuo e interventi coordinati lungo l’intera unità litoranea.
L’esperimento delle dune: potenzialità e limiti
In questo contesto si è collocato il precedente progetto “Habemus Dune”, pensato per ricostruire e proteggere i sistemi dunali, riconosciuti come una delle difese naturali più efficaci contro l’erosione.
A.S.