Riqualificazione delle aree dedicate allo sport
Lavori al Picasso
Dopo anni di attesa gli studenti del Liceo “Pablo Picasso” di Pomezia potranno finalmente contare su spazi sportivi idonei, efficienti e sicuri. Un risultato che oggi diventa realtà grazie a un lavoro sinergico tra istituzioni, scuola e territorio.
La riqualificazione delle aree dedicate allo sport rappresenta un passo importante non solo per la qualità dell’offerta formativa, ma anche per il benessere e la crescita dei ragazzi.
L’intervento restituisce dignità a spazi fondamentali per la vita scolastica, troppo a lungo trascurati. Determinante è stata la collaborazione tra Mariano Angelucci, consigliere metropolitano del Pd, Alessio Caporaletti, consigliere comunale del partito Democratico di Pomezia, e il dirigente scolastico dell’istituto, il professor Mauro Scotto di Tella. Un lavoro comune, portato avanti con senso di responsabilità e attenzione concreta ai bisogni degli studenti, che dimostra come la buona politica e le istituzioni possano produrre risultati tangibili quando dialogano e cooperano, nonostante a Pomezia il Partito democratico sia in opposizione.
“Questo intervento - sottolinea Caporaletti - è la prova che quando si agisce con serietà e interesse istituzionale verso il proprio territorio, le istituzioni parlano tra loro e riescono a dare risposte reali alle comunità. Ringrazio il consigliere Mariano Angelucci e gli uffici di città metropolitana di Roma per l’impegno portato avanti con determinazione”.
La riqualificazione degli spazi sportivi del “Pablo Picasso” non è solo un’opera strutturale, ma un segnale di attenzione verso il mondo della scuola e verso i giovani, che meritano ambienti adeguati per studiare, crescere e praticare attività fondamentali come lo sport.
Un esempio virtuoso di collaborazione istituzionale che pone al centro il diritto degli studenti a spazi dignitosi e funzionali e che può rappresentare un modello anche per altri interventi sul territorio.
Pd - Riformisti Litorale Sud
Con la bretella nel perimetro della Sughereta anche due grattacieli ed un supermercato
Il regalo di Capodanno
Il 2026 è iniziato da pochi giorni. Abbiamo lasciato alle spalle il vecchio anno proiettandoci verso nuove ambizioni e nuovi progetti propositivi. A tal riguardo, proprio all’inizio di questo nuovo anno, l’Amministrazione Comunale di Pomezia ha ben pensato di fare ai suoi cittadini un regalo speciale: la distruzione lenta, sistematica e “strategica” della Riserva Naturale Regionale della Sughereta di Pomezia. E’ appena il caso di rammentare, ancora una volta, che tutto il territorio della Sughereta non è né una semplice accozzaglia di alberi, né un boschetto dove andare a caccia o fare il pic-nic. E’ invece un raro ecosistema complesso, delicato e di grande valore naturalistico, paesaggistico ed economico composto dalle sughere, da flora e fauna selvatica talvolta con esemplari talvolta unici che, per sopravvivere, necessita di un equilibrio il quale, a quanto pare, si vuole a tutti i costi stravolgere.
Vogliamo ricordare in questa sede che l’area è stata istituita a RISERVA NATURALE REGIONALE con L.R. 10 agosto 2016, n. 12 (B.U.R.L del 11 agosto 2016, n. 64 supplemento n. 2), Rettifica perimetro L.R. 31 dicembre 2016, n. 17 (BUR 31 dicembre 2016, n. 105) ed ha un’estensione di 322,364 ettari. La gestione è in capo all’Ente Regionale Castelli Romani, salve le competenze proprie e le responsabilità del Comune in cui si trova.
A fronte della nostra premessa, è appena il caso di sottolineare come, in tempi non sospetti, la nostra Associazione avesse già più volte pubblicamente esposto l’avvio di strani sbancamenti sui terreni adiacenti e ricadenti all’interno del perimetro della Sughereta situati in zona Via Nenni/ Via Menabrea. Sbancamenti compatibili con la sfortunata possibilità di scempio edilizio. Purtroppo non ci sbagliavamo. Per diverso tempo, a più riprese e sin dai primi sterramenti avvenuti ormai tre anni or sono, la nostra Associazione si è allertata e subito mobilitata nei confronti delle autorità competenti e dell’Amministrazione Comunale nel tentativo di cercare risposte alle nostre osservazioni. Richieste puntualmente ignorate e cadute nel vuoto.
Oggi, alla luce dei fatti, apprendiamo con grande mestizia e disappunto, del progetto di realizzazione della bretella Nord Nenni-Cincinnato. Tale piano rientra, com’è noto, in una vecchia lottizzazione (detta EX-PARNASI), la P 12, parte di tre (P12 – P13 – P 14) riguardante un progetto edilizio di circa 650 mila mc complessivi la cui approvazione risale al 2006. Ufficialmente la bretella Nord avrebbe la presunzione di funzionare come asse di scorrimento e redistribuzione del traffico creando un’alternativa alle strade più intasate. Pare scontato, però, che tale asserzione sia piuttosto contrastante. L’illusione del miglioramento della viabilità nasconde un rovescio della medaglia: il “traffico indotto”. Come molti sapranno, tale fenomeno riguarda l’aumento della capacità stradale (nuove strade, bretelle, allargamenti) che porta ad un aumento del traffico legato all’ulteriore domanda di spostamento secondo il concetto della “legge dell’induzione della domanda”.
Proprio a tal riguardo, vogliamo ricordare che il progetto della bretella Nord prevede anche la costruzione, proprio all’interno del perimetro della Riserva, di due grattacieli di nove piani ciascuno nonché la realizzazione di un supermercato. Come se non fossero già abbastanza quelli esistenti e presenti ormai ad ogni angolo della città. Per questo ci chiediamo e poniamo ai cittadini la domanda: “possono tali progetti essere compatibili con le reali esigenze della collettività e dell’ambiente e soprattutto con la legge regionale istitutiva della Riserva della Sughereta?” E ancora: “La realizzazione di tali costruzioni, a scopo cosiddetto “strategico” (lemma molto in voga negli ultimi tempi), autorizzate dall’Amministrazione Comunale e dagli Enti preposti, vogliono rappresentare realmente gli interessi dei cittadini, dell’ambiente e delle leggi vigenti (vedi la già citata legge istitutiva delle Riserva della Sughereta) o quelli dei privati?”.
In conclusione, facciamo un’ultima riflessione: se la politica locale e le amministrazioni non si curano delle istanze dei cittadini, delle associazioni, delle politiche del territorio, della tutela dell’ambiente (non ci riferiamo alle cosiddette politiche green che sono altro), degli interessi della collettività ma esclusivamente di quelli dei privati e dei palazzinari o delle multinazionali, secondo voi, vale ancora la pena andare a votare? Ha ancora qualche valore il nostro voto?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Vialibera
Associazione Nazionale APS