PD: “Un bilancio di previsione con tagli gravissimi a scuola, cultura e sicurezza”. FdI: “Era stabilito un confronto condiviso”
Confronto sul bilancio del futuro
Il bilancio di previsione 2026–2028 che arriva in Consiglio comunale è un atto grave e profondamente preoccupante per il futuro di Pomezia. Un documento che certifica, senza possibilità di equivoci, il fallimento dell’amministrazione guidata dalla sindaca Felici.
I numeri parlano chiaro: tagli pesantissimi a scuola, cultura e sicurezza. Proprio la sicurezza, tema ossessivamente sbandierato in campagna elettorale dalla maggioranza, è oggi una delle grandi assenti di questo bilancio.
Dopo tre anni di amministrazione, su questo fronte non è stato fatto nulla, e ora arrivano anche i tagli.
Questo è un bilancio senza visione, che non affronta i problemi strutturali della città e non costruisce alcuna prospettiva di sviluppo. È il frutto delle scelte irresponsabili dei primi due anni di mandato, segnati da mutui per milioni di euro e da risorse distribuite a pioggia per sagre e feste, senza programmazione e senza investimenti duraturi.
Oggi il Comune di Pomezia sopravvive grazie ai finanziamenti degli enti sovraordinati, in particolare per le politiche sociali e per le pochissime opere pubbliche previste. Un dato allarmante che fotografa la drammatica condizione delle finanze comunali e l’incapacità di questa amministrazione di reggersi su una propria strategia.
A rendere il quadro ancora più grave è il rifiuto del confronto politico. Siamo stati invitati a un incontro in Comune e poi la maggioranza si è sottratta ad una discussione politica sul bilancio. Evitano il confronto tematico, forse perché temono che anche all’interno della loro stessa maggioranza qualcuno possa rendersi conto dell’inconsistenza della programmazione e dell’incapacità di dare risposte concrete ai problemi dei cittadini.
Ma come Partito Democratico di Pomezia non ci siamo limitati alla denuncia. Abbiamo costruito una proposta alternativa, presentando emendamenti chiari e praticabili: più risorse al sociale, il recupero delle borgate e dei quartieri periferici, la manutenzione delle strade, il sostegno alle associazioni e ai comitati che ogni giorno lavorano per la qualità della vita e la coesione della comunità. Ci auguriamo che la maggioranza apra concretamente ad un confronto vero, sul merito dei temi cari ai cittadini.
Stefano Mengozzi
segretario Pd Pomezia
Enrico Mangano
capogruppo Pd Pomezia
I capigruppo di Fratelli d’Italia, Saverio Pagliuso, e del Gruppo Misto, Omero Schiumarini, intervengono in merito alle dichiarazioni diffuse a mezzo stampa dal Partito Democratico, dalle quali si evince un atteggiamento di chiusura sul Documento Unico di Programmazione (DUP) e sul bilancio comunale, in netto contrasto con quanto emerso nell’incontro con Enrico Mangano, capogruppo del PD.
“Le valutazioni politiche possono essere di diversa natura, ma non si può svolgere il ruolo di forza politica dicendo bugie: è un comportamento scorretto che qualifica chi lo adotta. Ci sorprende quanto è stato riportato tramite stampa dal Partito Democratico: come maggioranza, abbiamo avviato un confronto con i gruppi consiliari sul DUP e sul bilancio, con l’obiettivo di condividere il percorso di lavoro”, dichiarano Pagliuso e Schiumarini.
“Abbiamo infatti avuto, tra gli altri, anche l’incontro con Enrico Mangano, capogruppo del Partito Democratico, con il quale ci siamo lasciati con l’impegno di proseguire il lavoro avviato per un confronto serio e condiviso su DUP e bilancio. Registriamo, invece, sui giornali che – evidentemente – qualcun altro sta decidendo all’interno del PD stesso, di fatto esautorando il lavoro del gruppo consiliare che Mangano dovrebbe rappresentare, e ha fatto cambiare la linea del Partito Democratico: si può dire tutto, ma non le bugie. Leggiamo dichiarazioni del PD che fanno chiaramente intendere una chiusura sul bilancio e sul DUP.
Se questo è il modo di rappresentare i cittadini che li hanno votati – non pensando alla città, ma ai propri giochi politici – non abbiamo altro da aggiungere”, concludono i capigruppo del Gruppo Misto, Omero Schiumarini, e di Fratelli d’Italia, Saverio Pagliuso.