Intervista al presidente della Commissione controllo e garanzia Alessio Caporaletti
Una Commissione bloccata
Il consigliere comunale del Pd Alessio Caporaletti è il presidente della commissione controllo e garanzia del Comune di Pomezia. Un ruolo centrale, perché è l’unica commissione presieduta dall’opposizione ed è chiamata a garantire trasparenza e controllo sull’operato dell’amministrazione.
- Presidente Caporaletti, che anno è stato per la commissione che lei presiede?
“È stato un anno estremamente complesso e, sotto molti aspetti, preoccupante. Ho assunto la presidenza della commissione controllo e garanzia con grande senso di responsabilità e con un obiettivo chiaro: garantire trasparenza, legalità e corretto esercizio delle funzioni amministrative, nell’interesse dell’intero Consiglio comunale e della città.
La commissione controllo e garanzia non è uno strumento dell’opposizione contro la maggioranza, ma un presidio democratico previsto dalla legge a tutela di tutti i consiglieri. Proprio per questo è grave quanto accaduto negli ultimi mesi.
Nei primi due anni la commissione ha svolto il suo lavoro, convocando dirigenti, assessori, esaminando atti e scelte politiche.
A partire da giugno scorso l’ufficio di presidenza mi ha comunicato che per convocare la commissione doveva esserci l’assenso del presidente del consiglio comunale e l’attività doveva limitarsi al solo esame delle delibere di Giunta o Consiglio. Questa disposizione ha di fatto paralizzato la commissione”.
- Come sono stati i rapporti con l’ufficio di presidenza del Consiglio comunale?
“Il problema non è di natura personale o politica, ma istituzionale. Subordinare l’attività dell’organo di controllo al parere del presidente del Consiglio, che è espressione della maggioranza, significa cancellare la funzione di garanzia assegnata alle opposizioni. È una forzatura evidente, che contrasta apertamente con l’articolo 44, comma 4, del TUEL e con l’articolo 97 della Costituzione, che impone trasparenza e buon andamento dell’azione amministrativa.Ho prima scritto al Prefetto ritenendo che non fosse in gioco solo una questione regolamentare, ma il rispetto dei principi fondamentali dell’ordinamento democratico.Poi su richiesta del Presidente del Consiglio ho partecipato a un confronto con tutti i presidenti di commissione. In quella sede mi era stato assicurato che il problema sarebbe stato risolto attraverso una modifica regolamentare in commissione Statuto, perché quella era la sede per dirimere le questioni regolamentari. Nonostante due sedute e la presentazione di un emendamento condiviso, ad oggi nulla è cambiato. Le promesse, purtroppo, fino ad ora non si sono tradotte in atti concreti”.
- Perché ha deciso di convocare la commissione sugli appalti sotto soglia e quali sono stati gli sviluppi?
“Ho chiesto la convocazione della commissione per acquisire l’elenco degli incarichi sotto soglia relativi ai settori Ambiente e Demanio, un ambito particolarmente sensibile sotto il profilo della trasparenza amministrativa. È una richiesta legittima, pienamente coerente con le funzioni della commissione controllo e garanzia. Eppure, anche questa convocazione è rimasta fino ad ora inevasa. Questo è un fatto politicamente e istituzionalmente gravissimo. Oggi la commissione controllo e garanzia è bloccata. Non per mia volontà. Questo impedisce l’esercizio del controllo consiliare. Ho scritto informando tutti i consiglieri comunali perché quanto sta accadendo non riguarda solo il presidente della commissione, ma l’intero Consiglio e il diritto dei cittadini a un’amministrazione trasparente.Siamo di fronte a una lesione evidente delle prerogative delle minoranze e a un pericoloso squilibrio tra potere esecutivo e funzione di controllo”.
- Quali sono gli obiettivi della commissione per il 2026?
“Il primo obiettivo è ripristinare la piena operatività della commissione controllo e garanzia. Non è una battaglia personale, ma una battaglia di legalità e di democrazia.Continuerò a esercitare il mio ruolo con determinazione, nel rispetto delle istituzioni, ma con la fermezza necessaria a difendere una funzione che la legge assegna alle opposizioni e che non può essere compressa o neutralizzata.La trasparenza non è un favore che la maggioranza concede: è un obbligo. E il controllo non è un ostacolo all’azione amministrativa, ma una garanzia per la qualità delle decisioni e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
- Tra qualche giorno il 15 gennaio l’Area Riformista, la componente del Pd di cui lei fa parte, ha organizzato a Pomezia un convegno su temi importante quali lo Sviluppo del territorio e la sua sicurezza. Come mai questa scelta? Perché avete sentito il bisogno di organizzarlo voi questo convegno e non il Pd locale?
“Come Area Riformista abbiamo organizzato questo convegno non per sostituirci al PD locale, ma per offrire un contributo politico e di idee dentro una casa comune. Il Partito Democratico è un partito ampio e plurale, nato dall’incontro di storie e culture diverse, e proprio per questo ogni area ha il dovere di portare proposte, stimoli e contenuti.
La pluralità è una ricchezza, se resta dentro un percorso unitario. Questo è lo spirito dell’iniziativa: rafforzare il PD e aiutare a costruire risposte serie e concrete per i territori.
Perché crediamo che temi come sviluppo, imprese e sicurezza non possano essere affrontati in modo isolato, ma con una visione ampia che metta in rete territori e amministratori.
È il lavoro che abbiamo avviato sulla Litoranea e che oggi portiamo a livello provinciale. La presenza dell’onorevole Lorenzo Guerini e dell’europarlamentare Pina Picerno dimostra che il Partito Democratico vuole tornare a parlare tra la gente, partendo dai territori. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare all’assemblea” .
A.S.
Per il 229° anniversario della nascita della bandiera
Festa del Tricolore
Veronica Felici, sindaco di Pomezia, ha ricordato l’importanza della Festa del Tricolore come simbolo identitario della nazione e dei valori che hanno unito l’Italia nel corso delle generazioni. In un momento in cui la memoria storica incontra l’impegno civile quotidiano, Felici ha sottolineato come la bandiera tricolore rappresenti un richiamo costante alla responsabilità di ciascuno verso la comunità, le istituzioni e il futuro delle nuove generazioni.
L’intervento del sindaco ha messo in luce una lettura pratica della festa: non solo celebrazione, ma incentivo all’azione civica.
Secondo Felici, celebrare il Tricolore significa riconoscere che l’identità italiana è costruita ogni giorno attraverso scelte concrete, solidarietà e partecipazione attiva. A Pomezia, dunque, l’impegno continua ad essere portato avanti con una sensibilità rivolta al presente e con una visione orientata al domani.
Nel corso della mattinata, l’amministrazione ha ricordato come la consapevolezza di far parte di una storia più grande stimoli la cittadinanza a essere protagonista della propria comunità. Felici ha evidenziato che il lavoro quotidiano dell’ente locale è orientato a valorizzare i principi democratici e a promuovere una coesione sociale efficace, capace di accompagnare i cittadini verso nuove opportunità e a rafforzare i legami tra istituzioni e territorio.
Con questo spirito, Pomezia si conferma come comunità impegnata e fiera della propria identità, pronta a mantenere viva la memoria storica e a investire nel presente per assicurare un futuro migliore alle generazioni future.
P.V.