Al Comune i cittadini chiedono chiarezza ed il ripristino della legalità
Strade senza fine
Sale l’indignazione da parte della gente di Lavinio per la mancanza di chiarezza da parte del Comune di Anzio nel merito delle sue responsabilità istituzionali rispetto al Consorzio di Lavinio. Il Comune di Anzio contribuisce alla manutenzione delle strade che ricadono in area consortile attraverso una convenzione che è stata rivista negli anni. In presenza di una contestazione da parte di molti abitanti della zona consortile, che dura da decenni, il comune ha evitato a fare chiarezza in modo definitivo ed ha mancato, per anni, di redigere il piano catastale comunale che è un atto obbligatorio sancito dal DM 3484 del1 giugno 2001. Un atto indispensabile, tra l’altro, per stabilire chi è il proprietario delle strade ubicate in area consortile che, ai fini legali, sono ancora considerate strade private vicinali aperte al traffico pubblico.
Su sollecitazione di alcuni cittadini ha preso l’iniziativa la Commissaria Prefettizia al termine del periodo in cui ha amministrato il Comune. Si è sempre detto che chiarezza è necessaria per definire le responsabilità legali e quelle relative ai costi di manutenzione ed i maligni hanno anche azzardato che la giunta comunale, allora al potere, avesse qualche buona ragione per continuare a tollerare la situazione poco chiara che si è instaurata da quando il Consorzio, avendo esaurito la gran parte degli obiettivi sociali, ha visto ridotto il suo ruolo quasi esclusivamente alla manutenzione delle pavimentazioni stradali.
Con l’avvento della giunta attuale che, tra l’altro, include alcuni componenti che hanno sempre manifestata la propria netta avversità all’esistenza del Consorzio, gli ottimisti hanno sperato che chiarezza fosse fatta, una chiarezza che non appare però all’orizzonte nonostante la recente delibera con cui si ribadisce la necessità di attuare il piano catastale dando la priorità proprio all’area consortile, una delibera vaga che non fissa tempi perentori per l’ultimazione dell’incarico. Ma la gente non ci sta ed alcuni delegati sono andati a dirlo al sindaco in occasione del Consiglio Comunale del 4 febbraio ed il sindaco li ha ricevuti nel suo ufficio. Durante l’incontro la delegazione di consorziati ha espresso al primo cittadino le lagnanze rispetto al Consorzio di Lavinio facendo anche riferimento al fatto che lo stesso è stato recentemente condannato per poca chiarezza nelle modalità di riscossione dei tributi. Tutte le criticità sono state riportate al sindaco che ha dato segno di conoscerle ed in merito alla redazione del piano catastale ha ribadito, quanto già noto, e cioè che l’incarico è in capo all’ufficio Lavori Pubblici.
Ho sentito uno dei “contestatori” presente all’incontro e mi ha manifestato tutta la propria insoddisfazione per come il Sindaco ha delineato gli interventi in atto che ha definito tutt’altro che convincenti sul piano della fattività. L’impressione è che si voglia continuare a tirare avanti senza dare priorità ad un aspetto che è, innanzi tutto di legalità e che anche i guerriglieri anti-consorzio hanno dimenticato al caldo di una poltroncina nella stanza dei bottoni.
Nell’ultimo ventennio ho sempre rivendicato la mia posizione basata sulla presenza di un consorzio efficiente e prestatore di servizi (come la sicurezza, le iniziative culturali, la promozione turistica ecc) che altri enti non forniscono. Resto di questa opinione che deve, però, essere espressione di volontà dei consorziati che, se non vado errato, partecipano nella misura di circa l’1% all’elezione del Consiglio dei Delegati.
Al Comune, a coloro che sono stati delegati a governare la città, si chiede chiarezza perché chiarezza significa legalità e chiarezza significa la giusta assunzione delle responsabilità.
L’intenzione dei “contestatori, è di non mollare, come avvenuto in passato, ma di insistere nell’esigere l’applicazione di ciò che è equo e di ciò che è legale.
Sergio Franchi
Il Comune in tempo reale
Il Comune di Anzio ha attivato un canale whatsapp attraverso il quale diffonderà comunicati, avvisi e informazioni in tempo reale.
Si tratta di un nuovo strumento a disposizione dei cittadini che possono iscriversi all’indirizzo https://whatsapp.com/channel/0029Vb7m8xFFMqrhER2qhL2i
Il canale whatsapp è utilizzato già da numerose amministrazioni pubbliche e consente di raggiungere in maniera immediata gli iscritti, cosa particolarmente importante quando si tratta di avvertire – ad esempio – di allerte meteo o questioni di particolare urgenza.
Il nuovo strumento si aggiunge al sito internet (www.comune.anzio.roma.it) completamente rinnovato di recente e attraverso il quale per la prima volta è possibile prenotare appuntamenti (al momento per pratiche Imu e Tari, presto anche per altri servizi) oltre a segnalare delle criticità che vengono prese in carico dagli uffici.
Il Comune, inoltre, aggiorna la pagina Facebook ufficiale (https://www.facebook.com/ComunediAnzio/) il profilo instagram @comunedianzio_ e il nuovo canale youtubehttps://www.youtube.com/@comunedianzio2024 sul quale vengono condivisi i video più rilevanti e presto sarà utilizzato anche per i consigli comunali o altri eventi.
In via di attivazione, infine, la trasmissione di comunicati e avvisi anche attraverso l’App Io. Parte contemporaneamente la campagna social “Puoi saperlo come preferisci”, attraverso la quale si divulgano gli strumenti a disposizione per restare informati sulle attività del Comune.
Si ricorda che per segnalare disservizi è possibile utilizzare il formhttps://www.comune.anzio.roma.it/segnalazione-disserviziomentre per l’accesso civico ci si può collegare al https://trasparenza.comune.anzio.roma.it/pagina770_accesso-civico.html Per inviare una mail al protocollo del Comune, infine, si può scrivere a protocollo.comuneanzio@pec.it
Segreteria del Sindaco di Anzio
La diplomazia del compromesso è l’unica utile al Paese
In mezzo al guado
Ormai siamo ridotti al giornalismo degli slogan; è scomparso quel sano spirito critico che permette di dare a Cesare quello che gli spetta, magari indorato da qualche pillola avvelenata che ne sminuisca gli aspetti positivi. No, solo slogan recitati a pappagallo dal portavoce di turno magari dal giardino di casa o dal salotto con lo sfondo della libreria. Sono rare le prese di posizione dell’opposizione che leggono i fatti politici colla necessaria onestà intellettuale e, nel panorama politico attuale, provengono quasi esclusivamente dal partito di Calenda. Poi c’è l’opposizione strutturata della sinistra storica che articola contro-tesi quasi sempre ideologiche ma con scarsa incisività e qualche sbavatura logica ed infine l’opposizione sempre e comunque del Movimento 5 Stelle: un’opposizione gridata per la quale il governo è responsabile del prezzo delle bollette e del prezzo della benzinae per cui, dopo lo stipendio agli sfaticati, il restauro della villa a spese dello Stato, il Governo dovrebbe elargire premi e stipendi a tutti; che è poi la cosa più facile e portatrice di consenso, salvo essere anche foriera del disastro finanziario. In politica estera, che in un contesto di guerre e dello tsunami Trump che imperversa, regola molte delle capacità di una nazione moderna, sta costituendo la massima ragione delle contraddizioni di una politica che proprio responsabile non è. Viene attaccata la posizione del Governo perché ambigua e sottomessa alla politica nevrotica con evidenti aspetti autocratici portata avanti dal Presidente degli Stati Uniti. Che la politica di un nano debba essere dipendente da quella di un gigante lo impone la logica, se poi dal gigante dipende la deterrenza militare del nostro Paese e dei suoi alleati europei, in tempo di aggressioni internazionali, sfido chiunque con qualche neurone attivo a fare il gradasso con Golia anche perché di Davide ce n’è stato uno ed ha fatto scalpore. Certo questo vale finché non si passano i limiti della decenza, cosa che al Presidente USA capita spesso, allora bisogna ricordargli che “l’amicizia impone rispetto”.
Quello da cui ogni persona dotata di logica non può prescindere è che l’ambito europeo di cui l’Italia è parte integrante è come un pachiderma che si muove goffamente in una palude infestata da coccodrilli affamati. Un ambito che non accetta lo svezzamento dalla balia americana e deve far fronte con le proprie energie economiche ad una difesa necessaria; e deve farlo con partiti antioccidentali se non addirittura con stati membri amici del nemico. Che può fare un governo che ha l’obbligo di difendere il nostro Paese? Dichiarare guerra agli Stati Uniti oppure attaccarli sul piano dialettico o del puntiglio tattico per provocare le ire del gigante dal dazio facile? Quando atteggiamenti provocatori inutili e dannosi vengono proposti da chi, quando era capo del Governo era talmente noto e famoso, che lo stesso presidente lo chiamava Giuseppi, quello che aveva reso disponibile il nostro Paese alla Cina e che oggi strizza l’occhio a Putin, allora la cosa non fa nemmeno ridere.
L’Europa e ancor più l’Italia non possono sopravvivere perché non si sono mai preparati a farlo senza la cornice economica e militare USA. Per chi non conosce la realtà voglio solo ricordare, a titolo di esempio, che gli stessi modesti assets militari di cui L’Italia dispone possono essere resi addirittura inutilizzabili dagli USA che ne controllano i sistemi operativi. L’Italia non può contare molto a livello internazionale senza la NATO e senza gli USA e l’Europa, specie a livello di deterrenza militare fondamentale nella realtà attuale, continuerà a gridare sussurri e sarà cosi finché non prenderà coscienza della propria potenza e delle proprie capacità. Fino a quando non sarà in condizione di darsi un assetto politico ed una struttura militare capaci di pesare nello scacchiere dei grandi. Fino ad allora la logica politica impone la diplomazia della saggezza, quella della pazienza, quella della speranza in un’evoluzione positiva degli eventi.
La diplomazia del nostro Paese non può che cercare un equilibrio instabile per cercare di coniugare due elementi essenziali: l’europeismo come elemento primario, e l’atlantismo come aspetto indispensabile e lo fa nel nome di un’entità che chiama strumentalmente “occidente”. E’ la diplomazia dell’opportunità e coloro che, in Parlamento, invitano “la premier a dire da quale parte sta”, danno semplicemente segno di stupidità se non di mala fede.
Sergio Franchi