La festa dell’interruzione del digiuno anche a Pomezia
Fine del Ramadam
Anche quest’anno la comunità musulmana di Pomezia ha festeggiato la fine del Ramadan, il mese sacro dei musulmani, che quest’anno è iniziato il 17 febbraio e si è concluso il 19 marzo, durante il quale osservano il digiuno per tutta la giornata dall’alba al tramonto.
Il Versetto 185 del Corano recita: “È nel mese di Ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva ( in seguito) altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!
Questa ricorrenza annuale è considerata il quarto dei Cinque Pilastri dell’Islam e il digiuno è un precetto religioso (Far?) per i musulmani adulti, ad eccezione di quanti sono in età avanzata, in gravidanza, in allattamento, diabetici o malati terminali oppure durante le mestruazioni. Il digiuno fu reso obbligatorio (w?jib) durante il mese di Sha’ban nel secondo anno dopo la migrazione dei musulmani da La Mecca a Medina. Al termine del mese, viene celebrato lo Id al-fitr che significa “festa dell’interruzione del digiuno” ed è detta anche la “festa piccola” (id al-saghir). Durante il digiuno dall’alba al tramonto, i musulmani si astengono dal consumo di cibi e bevande e dalla pratica di attività sessuali durante gli orari di digiuno. I fedeli sono anche invitati all’astinenza da comportamenti peccaminosi che vanificherebbero il digiuno, come ad esempio i peccati di parola (insulto, calunnia, bestemmia, menzogna, ecc.) o le azioni violente, con l’eccezione della legittima difesa. Cibo e bevande sono servite quotidianamente prima dell’alba e dopo il tramonto in pasti chiamati rispettivamente su??r e if??r.
Durante questo periodo, il digiuno solitamente include la recita delle preghiere (?al?t), la lettura del Corano e un crescente impegno nelle opere di bene e nella carità.
S.Me.
Incontro con Rocca
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha reso noto di aver incontrato il 25 Marzo, insieme all’assessore Fabrizio Ghera e alla presidente di Commissione Laura Corrotti, i sindaci dei Comuni di Pomezia, Marino, Ardea e Ariccia, territori direttamente interessati dal progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba.
Nel corso dell’incontro, Rocca ha sottolineato come sia stato dato ampio spazio all’ascolto delle istanze provenienti dai primi cittadini, in particolare per quanto riguarda le possibili ricadute dell’impianto sulla viabilità locale e sulla salute pubblica. Temi che continuano ad alimentare il dibattito tra istituzioni e comunità locali. “Ho ascoltato le loro preoccupazioni – ha dichiarato il presidente – e mi farò carico di trasferirle al sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, invitandolo ad avviare un tavolo di confronto con i territori coinvolti”. L’obiettivo, ha spiegato Rocca, è favorire un dialogo costruttivo tra il Campidoglio e le amministrazioni locali, così da affrontare in maniera condivisa le criticità sollevate e individuare possibili soluzioni che tengano conto delle esigenze dei cittadini.
Il progetto del termovalorizzatore di Santa Palomba rappresenta infatti uno dei nodi più delicati nella gestione dei rifiuti della Capitale e dell’area metropolitana, con implicazioni che vanno ben oltre i confini di Roma. Per questo motivo, il confronto tra i diversi livelli istituzionali appare sempre più centrale nel percorso decisionale.
V.P.
Giornata davvero speciale presso la Parrocchia di Sant’Isidoro a Santa Procula
Giornata dedicata a S. Giuseppe
Domenica 22 marzo, presso la Parrocchia di Sant’Isidoro Agricoltore in Santa Procula, si è vissuta una giornata davvero speciale, dedicata a San Giuseppe e a tutti i papà: un’occasione sentita e partecipata, all’insegna dei valori della famiglia, dell’accoglienza e della condivisione, che continuano a rappresentare il cuore della nostra comunità.
La celebrazione è iniziata con la Santa Messa, officiata dal parroco Don Alessandro Mancini, momento di raccoglimento e riflessione che ha unito i fedeli in un clima di profonda spiritualità. A seguire, la festa è proseguita in un’atmosfera conviviale con una grande polentata accompagnata da salsicce, molto apprezzata da tutti i presenti.
A rendere ancora più speciale il pranzo comunitario è stata la generosità delle parrocchiane, che hanno contribuito con una ricca varietà di dolci fatti in casa, simbolo di cura, tradizione e condivisione.
Don Alessandro, insieme al Comitato Festeggiamenti, desidera esprimere un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato e collaborato alla riuscita dell’evento: i volontari, la Macelleria Marco Teverini, la ditta Acrilplex di Angelo Summa e il GS Market di Marco e Peppino Salvatore.
Un grazie di cuore a tutti per il prezioso contributo e per aver reso questa giornata un momento autentico di comunità.
Lo scultore delle foglie
Veronica Felici, sindaco di Pomezia, ha condiviso un momento di speciale significato ricevuto in Comune in occasione delle festività pasquali. “Ho ricevuto in Comune la visita della Sezione ANC di Pomezia, che ringrazio di cuore per gli auguri di Pasqua e per il pensiero gentile che hanno voluto dedicarmi”
Durante l’incontro, l’amministrazione ha ricevuto un dono prezioso: un’opera realizzata dall’artista Antonino Lo Giudice, conosciuto come “lo scultore delle foglie”. Un lavoro, ha spiegato la stessa Felici, accompagnato da parole che richiamano l’importanza dell’armonia tra i popoli e dei valori spirituali che uniscono l’umanità oltre ogni confine.
“Un dono che porto con gratitudine e che sento come un invito a rinnovare, ognuno nel proprio ruolo, l’impegno per la promozione della pace”, ha aggiunto il sindaco, sottolineando come il messaggio di vicinanza e dialogo possa diventare un’occasione concreta di rinnovamento.
Infine, Felici ha espresso i propri ringraziamenti all’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Pomezia e all’artista per questa attenzione così sentita: “che rende ancora più speciale l’avvicinarsi della Pasqua”.
V.P.