Le peripezie di Silvia Matricardi per la mamma
Senza medico
Una circostanza che vede coinvolte centinaia di famiglie di Ardea che in queste settimane sono state costrette a cercarsi un medico di base, in quanto, al loro medico di famiglia, gli è scaduto il contratto. E’ una situazione davvero incresciosa e che ha avuto un risvolto alquanto drammatico e inatteso per la mamma della cara amica e giornalista Silvia Matricardi.
“Lieto fine in vista – racconta Silvia Matricardi -. Quando le cose si sbloccano e le istituzioni si muovono, bisogna essere onesti e dirlo.
Le azioni che ho intrapreso, incluso il tam tam mediatico-social hanno sortito l’effetto sperato, che non era solo di dare sfogo a rabbia e frustrazione per un’ingiustizia pesante, ma soprattutto giungere a una soluzione. Per mia madre anzitutto (da molti anni ho smesso di combattere battaglie che non mi riguardano personalmente) e, al tempo stesso, per tutte le persone nella sua medesima situazione. Con una velocità sorprendente (lo dico per il cinismo maturato con anni di esperienze negative) la Regione e la Asl si sono mosse.
Oltre ai colleghi giornalisti (che ringrazio), mi hanno chiamato sia dalla Regione che dalla Asl, ma non si sono limitati a telefonare, hanno messo in moto un meccanismo di tamponamento del problema, di cui hanno ammesso l’esistenza”.“È attualmente in fase di definizione un ampliamento della platea dei medici operanti nei Comuni confinanti con Ardea” mi dice l’addetto stampa e in più mi informa che hanno autorizzato l’incremento del massimale di un medico corsista di 500 assistiti ed invio di richieste di aumento massimale di 50 assistiti ciascuno a tutti i medici del Distretto.Mi hanno anche spiegato che ho puntato il riflettore su un problema grave e di difficile soluzione: i medici scarseggiano, ci sono due graduatorie, una per le “supplenze” e una per gli incarichi definitivi.
In nessuna delle due i dottori vogliono scegliere Ardea o Pomezia e quindi ogni dimissione, scadenza o pensionamento apre un’emergenza la cui gestione diventa sempre più complicata. Soprattutto su Ardea, che è stata posta in “assoluta priorità”.
Tradotto: tutte le persone che si trovano in queste condizioni, nei prossimi giorni devono andare agli uffici Asl di Pomezia fisicamente (perché il sito non funziona bene, come ho dimostrato e come hanno ammesso) e troveranno (così mi hanno assicurato), un medico su Ardea o su Pomezia, proprio grazie a questi aumenti di massimale appena stabiliti.
Grazie alla “caciara” mediatica.
E quindi, quando subite un’ingiustizia, non state zitti e non limitatevi a brontolare al bar. Agite.
Ecco di seguito la storia che ha accompagnato questa vicenda: Vengo a sapere che fra pochi giorni al nostro medico di base scade il contratto e che resteremo senza dottore, come tutti i suoi 1500 assistiti. Vado sul sito per muovermi rapidamente a cambiare dottore e gli unici 5 medici disponibili (inserendo il CAP che è l’unica chiave di ricerca possibile) hanno studio a Rocca di Papa. Mi incazzo, perché se è disagevole per me, per mia madre di 91 anni essere scarrozzata a Rocca di Papa è semplicemente intollerabile.
Quindi, tiro fuori dal baule l’armatura da Don Chisciotte, tolgo le ragnatele, la spolvero, la indosso e procedo a:
- diffida formale via pec all’ufficio protocollo ASL
- reclamo formale tramite modulo URP dal sito della asl
- comunicato stampa diffuso alla vecchia rubrica indirizzi dei colleghi giornalisti
- post social
le prossime mosse previste erano:
- raccogliere altri casi simili
- denuncia formale in procura
- aumentare il livello di “casino” mediatico
* ricerca del medico sul territorio che potesse e volesse accogliere almeno mia madre (magari il sistema non lo “sente” ma c’è).
S.Me.
Convegno informativo regionale per la prevenzione della patologia femminile
Prevenzione dell’endometriosi
Si è svolto venerdì 27 marzo, il 13° Convegno sull’endometriosi che è parte di un progetto nazionale di prevenzione volto alla lotta di questa infausta patologia, avviato nel marzo del 2023, pensato, organizzato e coordinato dall’Associazione Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, un Ente del Terzo Settore, iscritto al RUNTS del Lazio.L’evento è stato reso possibile, grazie all’interesse del presidente del Consorzio di Colle Romito Romano Catini che, già dalla fin del mese di gennaio ultimo scorso, aveva messo a disposizione dell’Associazione citata, i locali presidenziali dell’ente da lui rappresentato, dove ospitare uno dei due sportelli di accoglienza, ascolto e orientamento per l’endometriosi di Ardea.
Il presidente Romano Catini, è intervenuto al tavolo dei numerosi relatori che si sono susseguiti al convegno, in primo luogo per portare i suoi saluti ai presenti e per mettere in risalto gli alti contenuti che nel corso dell’evento sono stati poi trattati dai vari professionisti che di volta in volta hanno preso la parola.
A dirigere i lavori è spettato come sempre, da tre anni ad oggi in questi convegni itineranti In-Formativi sull’endometriosi, al presidente del Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0, Dott. Massimo Catalucci. Il presidente ha sottolineato come le attività di prevenzione della salute, in questo caso rivolte alla lotta contro l’endometriosi, svolte dall’associazione che rappresenta, dal 2023 sono diventati momenti di grande partecipazione e interesse da parte di molte donne che, come accaduto anche ieri, hanno avuto la possibilità di interagire direttamente con il Dott. Massimiliano Marziali, ginecologo e ostetrico, tra i massimi esperti nella diagnosi e nel trattamento clinico delle donne affette da questa invalidante patologia, ricevendo in diretta dallo stesso, indirizzi specifici per orientarsi nel sistema socio-sanitario al fine di arrivare ad una diagnosi precoce e accedere ad un percorso di cura specifico.
Simone Stoppioni
Gruppo Sociale Difesa Valori e Diritti 4.0 – ETS
Furto aggravato di energia
I Carabinieri della Compagnia di Anzio hanno svolto un servizio straordinario di controllo del territorio nel comune di Ardea, in sinergia con il personale tecnico di ENEL, al fine di elevare il livello di sicurezza e contrastare con efficacia le condotte illecite, quali l’evasione dalle misure restrittive e il furto aggravato di energia elettrica.
L’attività operativa ha comportato l’identificazione e il controllo di 67 soggetti, 41 veicoli e di un esercizio commerciale. All’esito del servizio, 7 persone sono state denunciate in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria.
In dettaglio, è stata accertata la violazione degli obblighi inerenti alla misura cautelare degli arresti domiciliari da parte di un uomo, di 61 anni, residente ad Ardea e sottoposto a controllo tramite braccialetto elettronico, poiché è stato sorpreso in un’area campestre esterna alla propria abitazione di residenza.
Inoltre, 6 persone sono state denunciate per il reato di furto aggravato di energia elettrica. 5 di essi – 3 donne e 2 uomini, di età compresa tra 32 e 82 anni, tutti residenti nel comprensorio di Ardea – sono risultati responsabili di aver realizzato, presso le rispettive unità abitative private, allacci abusivi alla rete elettrica pubblica e di aver manomesso i contatori. L’ammanco complessivo di energia elettrica sottratta alla distribuzione è stato stimato in circa 47.000 euro. Contestualmente, un uomo di 46 anni, di nazionalità rumena e residente ad Ardea, titolare di un’attività commerciale, è stato deferito per analogo reato, avendo effettuato un allaccio illecito al sistema di fornitura del proprio esercizio, con un danno economico quantificato in circa 3.400 euro.
A margine dell’operazione, un individuo è stato altresì segnalato alla Prefettura ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale, essendo stato trovato in possesso di 0,80 grammi di cocaina.Il servizio ha inoltre portato all’accertamento di 8 violazioni del Codice della Strada, per un totale di 2.666 Euro di sanzioni amministrative, e al sequestro amministrativo di 2 autoveicoli.
Si precisa che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che le persone coinvolte sono da ritenersi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
S.Me.