Presentato il report annuale dell’Aps Chiara e Francesco
Futuro e solidarietà
Un momento di grande valore per la comunità si è svolto sabato 21 marzo presso l’Open Space – Sala Gatti, dove l’APS “Chiara e Francesco” ha presentato il proprio report annuale delle attività. Un appuntamento importante, che ha permesso di raccontare concretamente il lavoro quotidiano svolto a sostegno dei minori e delle famiglie in situazioni di fragilità. A sottolineare il significato dell’iniziativa è stata il sindaco di Pomezia, Veronica Felici, che ha evidenziato come l’associazione rappresenti un punto di riferimento fondamentale per il territorio.
“Un momento prezioso per conoscere i progetti realizzati e il lavoro quotidiano che sostiene la Casa Famiglia e le iniziative dedicate ai minori”, ha dichiarato, rimarcando il ruolo centrale di una realtà che offre accoglienza, sicurezza e accompagnamento nella crescita.
L’APS “Chiara e Francesco” si distingue infatti per l’impegno costante nel garantire un ambiente protetto e stimolante per bambini e ragazzi che vivono condizioni difficili. Un presidio sociale autentico, capace di incidere positivamente sulla vita di molte famiglie e di rafforzare il tessuto solidale della comunità locale.
Alla presentazione hanno preso parte anche Saverio Pagliuso, consigliere comunale e presidente della Commissione Sociale, e il sindaco di Ardea, Maurizio Cremonini, a testimonianza di una collaborazione istituzionale attenta e sensibile alle tematiche sociali. Un sentito ringraziamento è stato rivolto a Fabrizio Cicchini, insieme a tutti i collaboratori e volontari, per la dedizione e la passione con cui portano avanti ogni giorno un’attività tanto preziosa quanto indispensabile.
Un esempio concreto di come l’impegno condiviso possa generare valore, inclusione e speranza per il futuro.
V.P.
Dune a rischio
Lunedì 30 marzo alle ore 21.00, il rappresentante di Habemus Dune - progetto dedicato alla riqualificazione e salvaguardia della duna costiera sul litorale romano, nella località di Torvaianica - ha lanciato un duro monito sullo stato di salute delle spiagge locali.
Al centro della denuncia, una pratica tanto diffusa quanto dannosa: i fuochi notturni sulla spiaggia. “A primavera sono logicamente proibiti - spiega - ma soprattutto riducono l’apporto di biomassa per le dune”. Un gesto che non è solo una violazione delle regole, ma rappresenta un impatto concreto sugli equilibri naturali: la biomassa, infatti, è essenziale per la formazione e il mantenimento delle dune costiere, veri e propri baluardi contro l’erosione.
La consuetudine dei falò, secondo il rappresentante del progetto, è sintomo di una scarsa educazione ambientale. “Dimostra che il nostro rispetto verso le spiagge è ancora molto limitato”, sottolinea, evidenziando come comportamenti apparentemente innocui possano invece compromettere ecosistemi delicati.
Non si tratta solo di accendere fuochi. Vengono segnalati anche atti di danneggiamento delle strutture di protezione delle dune: “Frequentemente mi dicono di aver visto distruggere le stuoie e rimossi i paletti messi a difesa della duna, utilizzati per scaldarsi la sera mentre pescavano”. Azioni che aggravano ulteriormente la vulnerabilità di un ambiente già fragile.
A rendere il quadro ancora più critico è la percezione diffusa di assenza di controlli durante le ore notturne. “Il demanio marittimo la notte è terra di nessuno”, conclude amaramente.
L’appello è chiaro: serve maggiore consapevolezza, rispetto delle regole e una vigilanza più efficace per tutelare un patrimonio naturale che appartiene a tutti.
V.P.
3 milioni dalla Regione per il programma triennale dei Comuni costieri
Valorizzazione del litorale
Veronica Felici, Sindaco di Pomezia, commenta con soddisfazione il via libera della Regione Lazio al Piano di valorizzazione degli arenili, un programma triennale pensato per i 23 Comuni costieri del territorio laziale e sostenuto da uno stanziamento complessivo di 3 milioni di euro. “Per Pomezia si apre una fase importante per la valorizzazione del litorale”, dichiara la Sindaca, sottolineando come queste risorse possano tradursi in interventi concreti e visibili già nei prossimi mesi.
Il Piano prevede azioni mirate a migliorare la qualità degli arenili e la fruizione turistica, con interventi che vanno dalla rimozione di plastica e rifiuti alla creazione di aree ecologiche dedicate, fino al rafforzamento dei sistemi di sicurezza e vigilanza sulla balneazione. Previsti anche il miglioramento del primo soccorso, i servizi di guardiania e azioni di prevenzione antincendio, per rendere le spiagge più ordinate, protette e sicure per cittadini e visitatori.
Un capitolo importante riguarda l’accessibilità, con interventi mirati a rendere le spiagge libere più fruibili per le persone con disabilità, promuovendo una partecipazione più ampia e inclusiva alla vita del litorale. Il piano rafforza inoltre il monitoraggio della qualità delle acque, potenziato in collaborazione con ARPA Lazio.
Le risorse sosterranno anche gli eventi che animeranno l’estate 2026 e la promozione di attività sportive sulle spiagge libere, incluse discipline subacquee. Un tassello che si integra con il Laboratorio BLU Lazio, un progetto pensato per mettere in rete istituzioni, imprese, università e comunità locali, con l’obiettivo di favorire uno sviluppo costiero più armonico e sostenibile.
Desidero ringraziare la Regione Lazio per l’attenzione dimostrata verso i territori e, in particolare, Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio.
V.P.
Manuale Voga-Surf
La Voga-Surf, tecnica che ha rivoluzionato la voga con il pattino, potrebbe diventare uno sport agonistico. Nata a giugno del 1987 presso il “Villaggio Tognazzi” a Torvaianica (RM) da Rolando Rossetti, è stata poi perfezionata nel 1996 ad Anzio.
“Sta per partire la stagione balneare 2026. Trent’anni fa ho scritto il manuale di voga surf e ho iniziato ad insegnare gratuitamente a tutti coloro che volevano imparare a vogare o a chi intendeva perfezionare la voga”, racconta Rossetti, creatore e divulgatore della voga per il salvamento. “Sono passati trent’anni e diversi bagnini hanno voluto conoscere questa tecnica. Ora ho deciso di pubblicare il manuale che fino ad oggi era rimasto ‘segreto’, che spiegherà in grandi linee a chi è interessato alla voga come modificare il pattino e come posizionarsi. Il libretto è sintetico: non vengono indicati gli esercizi necessari per arrivare alla tecnica completa, perché naturalmente chi vorrà avvicinarsi a questa disciplina potrà contare su chi insegna la tecnica”.
Rossetti spiega anche il nodo di partenza: quando si prende il brevetto di assistente ai bagnanti l’attenzione è tutta sul nuoto, mentre l’uso del pattino—mezzo tra i più impiegati per i salvataggi—passa in secondo piano o non viene trattato in modo strutturato. Dopo anni di esperienze, studi e prove in diverse condizioni, ha quindi messo a punto un sistema che qui illustra in modo essenziale.
L’idea è proprio quella di rendere la voga più “sport”: “Utile per uscire e rientrare in piedi da soli con il pattino, con mare molto mosso, potrebbe diventare una disciplina.
Stiamo lavorando per portarla in giro per l’Italia: è nata per il salvataggio, ma è molto bella, spettacolare e divertente. C’è lo stretto vincolo con l’associazione ANAB (Associazione Nazionale Assistenti Bagnanti), di cui faccio parte. Valutiamo anche la possibilità di insegnarla non solo per il salvataggio, ma di farla diventare una disciplina sportiva”, afferma Rossetti. Per avviare questo percorso servono poi figure e corsi specifici per chi si rivolgerà a intraprendere la disciplina.
Secondo il metodo, il pattino di salvataggio va adattato: è indispensabile applicare materiale antisdrucciolo sopra il pianale e sull’impugnatura dei remi; inoltre vanno montati gli stop ai remi, che devono essere a pala piatta. Gli stop sono fermi di gomma posizionati a circa un palmo dalla pala, per evitare che i remi possano sfilarsi. L’antisdrucciolo può essere di diversi materiali, purché impedisca scivolamenti durante le operazioni.
Per il rientro a riva è indicato un posizionamento preciso: con le spalle all’orizzonte e le spalle sopra gli scafi, gambe divaricate e leggermente piegate. È importante voltarsi spesso per non farsi cogliere di sorpresa dalle onde e capire quando accelerare o diminuire la voga, evitando che il pattino possa girarsi o capovolgersi. Se questo non accade, in presenza di onde si devono tirare i remi fino agli stop: in quel momento pattino, assistente e remi diventano un “corpo unico”, permettendo di affrontare le manovre e gestire ogni situazione.
In caso l’onda sia troppo alta e il pattino venga sollevato, bisogna spingere con forza con le gambe sullo scafo, tirare i remi fino agli stop e inarcare il più possibile la schiena, così che la parte opposta del pattino si sollevi facendo infrangere l’onda sotto di esso. Se poi l’onda, infrangendosi, dovesse trascinare l’assistente, basterà restare in quella posizione: così il rientro diventa possibile “in stile surf”.
Sabatino Mele