In ricordo dell’87° anniversario dell’inaugurazione di Pomezia
Giornata del Colono
In rispetto della tradizione dell’Associazione Coloni, l’ultima domenica di ottobre è stata dedicata alla celebrazione della “Giornata del Colono” per rendere omaggio alla città, in ricordo dell’87° anniversario della inaugurazione di Pomezia ed al lavoro e coraggio dei coloni fondatori e dei pionieri che hanno offerto loro i primi servizi, in un territorio appena bonificato.
L’Associazione Coloni ancora una volta ha voluto testimoniare che la storia di Pomezia non è un ricordo lontano ma “Radice Viva” e ciò è stato possibile attraverso parole, immagini e gesti simbolici creati durante la manifestazione storico culturale.
87 anni fa, nell’ottobre del 1939, con l’inaugurazione di Pomezia è iniziata una nuova vita per diverse migliaia di persone che con passione, umiltà e sani principi hanno dato inizio allo sviluppo socio economico e culturale della città. Per l’Associazione Coloni è un dovere riscoprire il profondo significato della bonifica e dell’essenza di ogni colono che ha intriso fatica e sudore in quella terra affinché ciò fosse possibile.
Un ringraziamento di cuore a tutti i presenti, in particolare al Sindaco Felici, i consiglieri comunali, i presidenti onorari Manzini e de Gasperi, i soci, i coloni ed eredi dei coloni e le sempre presenti realtà associative del territorio, a testimoniare una comunità unita che attraverso iniziative culturali e momenti condivisi onorano il legame con le origini della città.
Si ringrazia il Comando di Polizia Municipale, l’Ass. Naz. Arma Aeronautica militare di Pratica di Mare, l’Ass. Naz. Carabinieri Pomezia, l’Ass. Naz. Carabinieri Elicotteristi Pomezia, l’Ass. Naz. Bersaglieri, l’Ass. Naz. Marinari d’Italia, il Gruppo Alpini, l’Ass. Naz. Guardia di Finanza Pratica di Mare, la Croce Rossa Italiana, l’Ass. AVIS, l’Ass. Gamma 13 Protezione Civile, l’Ass. Pomezia Sparita, l’Ass. Misericordia di Pomezia, il Circolo Trentino Pontino Aprilia Ardea Pomezia, il CdQ Nuova Lavinium, l’Ass. Echo Protezione Civile, l’Ass. Anziani Pomezia, L’Ass. ANFI di Pomezia e l’Ass. Vintage Car che partecipa sempre alle manifestazioni storiche dei Coloni con auto d’epoca meravigliose come la moto di oltre 90 anni del socio e colono Cerbara Luigi.
Per il 37° anno consecutivo si è data lettura del ricordo storico della giornata del 29 Ottobre 1939, attraverso le parole di mio padre Pietro Guido Bisesti.
E’ seguito poi l’intervento del Sindaco Veronica Felici con cui ha sottolineato che “Pomezia rappresenta 87 anni di storia, di sacrifici, di impegno e di crescita!, che raccontano il cammino di una comunità che ha saputo costruire il proprio futuro partendo radici profonde.. Essere alla guida di Pomezia è un onore e una grande responsabilità. Giorno dopo giorno lavoriamo per costruire una Pomezia sempre più vicina ai bisogni dei cittadini”.
La cerimonia storica è proseguita con la lettura di ricordi storici e liriche da parte di Pasquale Ladogana e Loredana Di Felice Contessa; ed ancora con il ricordo del Pioniere Amedeo Nardi classe 1885 a cura dei suoi eredi Marco e Giampiero.
Con grande tenerezza hanno ricordato “I nonni paterni si chiamavano Nardi Amedeo e Santini Quintilia. Attraversarono due guerre mondiali. Ebbero 5 maschi (Emidio, Achille, Antonio, Amedeo e Vittorio) e 4 femmine (Italia, Stella, Anna e Nella) educati ai loro valori di famiglia costituita dal lavoro ed onestà. Provenienti dalle provincie di Rieti e Terni, negli anni della seconda guerra mondiale si trasferirono nella borgata prima di Finocchio e successivamente a Monte di Leva, nelle cui vicinanze stava per essere fondata Pomezia. In questa località svolgevano l’attività di panificazione, trattoria e affitta camere. Sarà ricordata come la “Dispensa di Monte di Leva”. Nel 1947 acquistarono dall’Opera Nazionale Combattenti il palazzo dove oggi risiede il Museo città di Pomezia e lì trasferirono le loro attività, che oltre al commercio estesero al settore agricolo, al turismo e ai trasporti. Oggi riposano nel cimitero della città ove edificarono la prima in assoluto delle cappelle di famiglia. Tanto fecero a sostegno della nascente città di Pomezia e nei confronti delle famiglie di coloni, che li considero Pionieri, poi Fondatori e successivamente Coloni”.
Nella giovane, pulita e bella città di Pomezia del 1939 hanno avuto un ruolo importante svariati pionieri che hanno offerto i loro servizi ai nostri nonni, e perciò l’Associazione Coloni li ricorda sempre con stima ed grande affetto.
Durante la cerimonia, sono state donate all’Associazione Coloni tre rappresentative opere d’arte create da artisti locali.
La prima è una tela della pittrice Marina Scaglione che ritrae un armonioso cesto di frutta simbolo di Pomezia. Il secondo quadro è del pittore Ivo Pesare e rappresenta il capofamiglia ed i fratelli della famiglia Bernabei assegnatari del podere dell’O.N.C. nr 2957 ed il terzo quadro è dell’artista a tutto tondo Franco Falappa che ha realizzato in olio la locandina di questa 37a edizione della Giornata del Colono.
Il mio ringraziamento è enorme! e le stesse opere contribuiranno a far parte delle memorie e delle testimonianze legate alla nascita di Pomezia. Ci hanno, più volte definito, un museo a cielo aperto, ma sinceramente speriamo che in un prossimo futuro si possa dare vita al sogno, al desiderio di mio padre “Il Museo Civico: Usi e Costumi dei Coloni”.
La commemorazione è proseguita con premiazioni, visita alla piccola galleria d’arte dei coloni dove per 15 giorni saranno esposte le opere dal tema “Vita nei Poderi” e con la formazione del solenne corteo per la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Coloni.
Ancora una volta la cerimonia si è svolta in suggestive atmosfere di reminiscenza, tra i colori delle bandiere tricolori e rosso blu al vento, con la partecipazione dell’immancabile Gruppo in Costume d’Epoca e con l’allestimento di una singolare rassegna d’arte a cura della coordinatrice artistica Elena Claudiani e degli artisti della Spiga D’Oro.
Con solennità si è dato poi luogo alla deposizione della corona di alloro, al ricordo dei coloni nella nuova “terra promessa” del 1939, all’esecuzione dell’inno d’Italia ed alla consegna di un simbolico omaggio ad ogni colono ed erede dei coloni presente alla manifestazione storico culturale.
Ringrazio con gioia tutti i partecipanti e saluto tutti gli eredi dei coloni che non sono riusciti ad essere presenti ma che con una telefonata od un messaggio mi hanno riempito il cuore perché per loro, come per me, è un vincolo di cuore portare avanti il ricordo dei nostri avi, della città e di un domani condiviso dagli stessi valori e tradizioni, che si sono tramandate nell’ultima città di fondazione dell’Agro Pontino Romano.
Emilia Bisesti
Associazione Coloni