L’American Battle Monuments Commission ha ospitato la celebrazione
Omaggio ai caduti
L’American Battle Monuments Commission onora gli eroi degli sbarchi ad Anzio e Nettuno e la loro eredità di coraggio
22 gennaio 2026 — L’American Battle Monuments Commission ha ospitato una cerimonia al cimitero americano di Sicily-Rome per celebrare l’82° Anniversario degli sbarchi ad Anzio e Nettuno, rendendo omaggio al coraggio e al sacrificio di coloro che hanno combattuto durante questi eventi storici nella seconda guerra mondiale e sono commemorati nei terreni consacrati del cimitero. La cerimonia ha riunito dignitari statunitensi e locali, nonché visitatori e familiari del soldato Donato Caramia per onorare gli eroi della Seconda Guerra Mondiale che hanno dato la vita per la libertà sulle spiagge d’Italia nel 1944.
Il sovrintendente del cimitero americano di Sicilia-Roma, Mark Ireland, ha pronunciato il discorso di benvenuto. L’evento ha incluso i discorsi dell’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede Brian F. Burch II, del vice capo missione in Italia Marta Costanzo Youth, del ministro italiano degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, dei sindaci di Anzio e Nettuno e del capo di stato maggiore del Comando europeo degli Stati Uniti, il maggiore generale John L. Rafferty. L’invocazione e la benedizione sono state offerte da Don Salvatore Di Cotra e dal Cappellano Aaron Melman. La cerimonia ha incluso anche una cerimonia formale di deposizione di corone ed è stata accompagnata dall’esecuzione di brani della banda delle forze navali statunitensi in Europa e Africa. All’evento hanno partecipato anche unità militari. Gli studenti dell’Istituto Comprensivo Nettuno III hanno cantato, letto una poesia e deposto rose in onore dei militari sepolti nel cimitero. “Possiamo sempre ricordare con gratitudine il servizio e il sacrificio finale di quegli uomini e donne onorati qui”, ha detto Ireland.
Il cimitero americano di Sicilia-Roma è uno dei due cimiteri americani della seconda guerra mondiale in Italia. È l’ultimo luogo di riposo di circa 7.900 membri del servizio americano. Più di 3.000 altri nomi sono commemorati sulle sue Tavolette dei Dispersi nella cappella.
La maggior parte di questi individui morì nella liberazione della Sicilia; negli sbarchi nell’area di Salerno e nei pesanti combattimenti verso nord; negli sbarchi ad Anzio e nell’espansione della testa di ponte; e nel supporto aereo e navale in tutta la regione.
La missione della American Battle Monuments Commission è quella di onorare il servizio delle forze armate statunitensi creando e mantenendo siti commemorativi, offrendo servizi commemorativi e facilitando l’educazione della loro eredità alle generazioni future.
Hélène Chaulin
External Communications
Manager
Incontro con il giornalista Paolo Mieli e la verità scomoda della pace
Oltre il silenzio delle armi
Si fa presto a dire pace. È una parola che pronunciamo con il sollievo di chi vuole chiudere gli occhi dopo un incubo, un termine che evoca abbracci e bandiere bianche. Eppure, tra le mura dell’Auditorium dell’Apicio Colonna Gatti, l’atmosfera non era quella di una rassicurante celebrazione. Perché quando Paolo Mieli sale in cattedra, la storia smette di essere un elenco di date per diventare uno specchio, a tratti implacabile, del nostro presente.
La pace, ci ha ricordato lo storico con la sua consueta eleganza intellettuale, non è l’assenza di rumore, ma spesso l’inizio di un nuovo, più silenzioso, conflitto.
Una Mattinata di Riflessione Istituzionale
L’incontro si è svolto in una tarda mattinata densa di significati, dove la luce del sole che filtrava nell’Auditorium sembrava voler dare ancora più risalto alla gravità dei temi trattati. Tra il pubblico, attento e partecipe, spiccava la presenza delle massime autorità cittadine: il Sindaco di Anzio, Aurelio Lo Fazio, accompagnato da diversi rappresentanti della Giunta comunale. Una partecipazione che testimonia quanto il tema della pacificazione e della memoria storica sia sentito e vitale per l’amministrazione e per l’intera comunità anziate.
A documentare ogni istante saliente, con una sensibilità capace di trasformare la cronaca in arte, lo sguardo del fotografo Francesco Di Ruocco. I suoi scatti non hanno solo immortalato i gesti di Mieli, ma hanno catturato quel filo invisibile che legava il relatore alle istituzioni e ai cittadini presenti in sala.
La Storia che Non Torna: Vinti, Vincitori e Verità Rivelate
Il cuore del discorso di Mieli è un avvertimento che risuona con forza nelle coscienze: diffidate dalle paci improvvisate. Dalla Grecia antica al Medio Oriente infuocato, passando per il crollo dell’Unione Sovietica, la storia insegna che una pace mal gestita è solo una tregua destinata a covare nuovi rancori.
“Un buon ripasso può esserci più utile delle improvvisazioni”, scrive Mieli, e durante l’incontro questo concetto è emerso con forza.
Il problema non è solo fermare le bombe, ma decidere a chi assegnare l’alloro del “bene” e chi condannare come “incarnazione del male”. È qui che la storia si fa subdola. Mieli ha tracciato un percorso illuminante sulle “paci che non lo erano”, ricordandoci come i dettagli trascurati per necessità bellica diventino, decenni dopo, le mine antiuomo della diplomazia.
L’Eredità di un Maestro
Il momento più intimo della riflessione è stato il richiamo a Renzo De Felice. È da lui che Mieli — già direttore del Corriere della Sera e firma autorevole del quotidiano La Stampa — ha ereditato quel “magistero” che lo spinge a diffidare delle versioni ufficiali, quelle confezionate per far tornare i conti della politica odierna. In un mondo che chiede schieramenti netti e risposte semplici, Mieli ci ha invitato alla complessità. Ci ha insegnato che la memoria non è un’arma per colpire l’avversario, ma uno strumento per evitare di ripetere gli stessi tragici errori.
Uscendo dall’Auditorium, mentre il sole del mezzogiorno illuminava il piazzale, una consapevolezza è rimasta in tutti i presenti, dal Sindaco Lo Fazio all’ultimo degli studenti: la pace ha un prezzo altissimo, e quel prezzo è la fatica di continuare a cercare la verità, anche quando è scomoda. Soprattutto quando lo è.
di Elvio Vulcano
Il libro di Silvano Casaldi in merito a chi ha guidato lo sbarco
John Lucas il generale
Il 23 gennaio scorso, il Commendatore al Merito della Repubblica italiana Silvano Casaldi, grande storico locale, ha presentato il suo libro dedicato al comandante dell’esercito americano che sbarcò la notte del 22 gennaio 1944 ad Anzio e Nettuno: ‘John Lucas- Generale e Gentiluomo’. Ciò è avvenuto nell’ambito delle celebrazioni commemorative organizzate dal Comune di Nettuno in occasione dell’82^ rievocazione. La presentazione è avvenuta nella sala Consiliare, che insieme al Forte Sangallo viene messa a disposizione dall’attuale Amministrazione per gli eventi culturali. Ne sono stati fatti più di 150 nello scorso anno, come ha ricordato il Presidente del Consiglio Comunale Dott. Roberto Alicandri. Casaldi è stato anche molto elogiato per il suo lavoro certosino anche dall’Assessore alla Cultura Roberto Imperato che ha evidenziato il suo spirito di accoglienza, rispetto, affetto nei confronti dei veterani inglesi ed americani che si sono recati negli anni a Nettuno. Questo libro, che ha visto la luce nel gennaio del 2024, vuole riabilitare la figura del Generale J. Lucas. Infatti nei testi di storia si da la colpa a lui se quella che doveva essere quasi una passeggiata per liberare Roma, vide l’esercito alleato ‘arenarsi’ nell’inverno del 1944 e finalmente raggiungere Roma per liberarla, solo nel giugno di quello stesso anno.
Ma come è venuto in mente a Silvano Casaldi di occuparsi di questo ‘spinoso’ argomento e quali le fonti? Ha spiegato che nel 2015 la nuora del Generale Lucas, Rosemary, gli scrisse di riabilitare suo suocero per aver sentito una persona che affermava inesattezze sul Generale Lucas riguardo allo sbarco. Quindi la stessa Rosemary gli ha fornito molti documenti e foto per la realizzazione di questo prezioso volume che inizia con una lettera dell’Autore ai suoi genitori, sfollati come tutti gli abitanti di Nettuno, dopo lo sbarco. Lui, quindi, non è nato a Nettuno, ma a Teggiano, in provincia di Salerno, dove la mamma lo diede alla luce il 27 aprile 1944. Il volume di compone in realtà di due parti: la prima narra gli avvenimenti relativi allo sbarco in Sicilia, alla liberazione di Napoli, alla resistenza da parte dei Tedeschi a Cassino, la seconda ci riferisce dello sbarco di Anzio-Nettuno e tutto quello che ne seguì.
Durante la presentazione è intervenuta anche la Dott.ssa Antonella Mosca che ha riferito quanto affermato dallo storico, scrittore e giornalista Paolo Mieli, sempre venerdì 23, nell’Istituto Colonna Gatti Apicio di Anzio, che cioè J. Lucas fece bene a non avviarsi verso Roma perché avrebbe causato la morte dei soldati sbarcati nei giorni successivi ed anche dei pochi che fossero arrivati a Roma perché ancora sotto il giogo tedesco e né il Generale Clark glielo avrebbe permesso perché voleva prendersi lui tutto il merito. Il Presidente dei Poeti Estinti Dott. Maurizio Stasi, nel suo intervento ha definito il Generale Lucas come il capro espiatorio della vicenda. Silvano Casaldi ha reso piacevole la presentazione, moderata dallo storico Gianluca Fiocco, rammentando aneddoti curiosi che hanno catturato l’attenzione dei presenti. La lettura del libro, acquistabile presso le edicole di Nettuno, o presso Amazon, ci fa rivivere la storia dello sbarco con grande precisione, catapultandoci a quella notte del 22 gennaio fino alla ingiusta sostituzione di J. Lucas il 17 febbraio 1944.
Rita Cerasani
Tra storia e memoria
Le cerimonie di ieri per celebrare la ricorrenza dell’82esimo Sbarco Alleato sulle nostre coste sono state, intense, emozionanti e significative.
Come ogni anno, oltre al doveroso tributo ai caduti con le celebrazioni di piazza e la deposizione delle Corone, abbiamo fatto un viaggio nella storia e nella memoria. Al Cimitero Americano abbiamo cementato il nostro rapporto di amicizia e collaborazione con chi, 82 anni fa è venuto a combattere e morire sulle nostre coste per portare Pace, Democrazia, Libertà. Valori che dobbiamo difendere oggi più che mai.
Ma è all’interno dell’Uttat Poligono militare di Nettuno, sulla spiaggia dell’X Ray beach, individuato dagli Americani come punto esatto per lo Sbarco Alleato, che io personalmente e tutti i presenti, compresa un’ampia delegazione di soldati Usa, abbiamo potuto camminare sulla spiaggia in cui il 22 gennaio del 1944 migliaia di ragazzi sono scesi all’alba rischiando la vita. Uno scenario mozzafiato che ci ha commosso e fatto riflettere. Solo 82 anni fa eravamo in guerra e oggi la nostra missione deve essere quella di lavorare ed educare al dialogo, al rispetto reciproco e ad una Pace duratura.
Il Sindaco di Nettuno Nicola Burrini