La gestione dei rifiuti ad Anzio resta al centro dello scontro: la replica dell'assessore non convince l'associazione, che denuncia nuove criticità
L’assessore risponde ma non convince
Dopo un’estate sofferta per quanto riguarda la gestione dei rifiuti ad Anzio, tanto da far dire a molti “si stava meglio quando si stava peggio”, ho inviato al titolare della delega all’ambiente dott. Brignone una relazione sull’osservazione basata su tre mesi, con la partecipazione di tantissimi utenti. La relazione evidenziava criticità e suggeriva soluzioni. Devo dare atto che l’Assessore non ha fatto cadere nel vuoto il mio breve circostanziato rapporto, che è stato sintetizzato anche su queste pagine ed ha fornito il seguente riscontro che condivido in parte e su cui gli ho anticipato i miei commenti che divulgheremo in rete e sulle pagine del Litorale. E’ sempre apprezzabile quando l’Amministrazione accetta il confronto con chi vuole rappresentare l’opinione prevalente e lo fa in modo tale che quell’opinione sia genuinamente relativa ai fatti e formulata al solo scopo di migliorare il territorio. Sergio Franchi Al Dott. Sergio Franchi, Rappresentante di Uniti Per l’Ambiente OGGETTO: Riscontro all’analisi prodotta da “Uniti per l’Ambiente” Egregio Sergio Franchi, Vorrei innanzitutto ringraziare il lavoro che Uniti per l’Ambiente da sempre fa a tutela della salute pubblica e dell’ambiente nel comune di Anzio. Ritengo che, nonostante punti di vista divergenti che possono nascere, il confronto, la partecipazione attiva e anche la critica, se costruttiva e non strumentale come nel vostro caso, siano elementi essenziali per la nostra comunità. Nel rispondere nella maniera più completa, puntuale ed efficace possibile alle vostre analisi, credo sia doveroso fare alcune premesse: Il contratto in essere con AET spa, ereditato dalla passata Amministrazione, contiene una serie di vulnus che non possono essere ignorati: 1. L’elemento maggiormente critico è la carenza di documentazione tecnica allegata al contratto. L’Allegato I al contratto, denominato “Progetto tecnico/capitolato”, non contiene una fondamentale analisi economica dei servizi (quanto costa la raccolta Porta a Porta sul territorio in base alle frequenze indicate? Quando costano i servizi di spazzamento con le modalità elencate? Quanto costano i singoli servizi accessori? Ecc.). Tale quadro analitico sta alla base di qualsiasi capitolato di appalto moderno e consente una gestione del contratto oculata e puntuale. Ovvero, chi lo gestisce sa che se alcuni servizi vengono svolti in più (ad esempio le bonifiche effettuate sul territorio, o i necessari giri di raccolta aggiuntiva di indifferenziato per alcune categorie di utenze come ristoranti e balneari, o gli interventi extra durante feste e cerimonie ecc), ce ne saranno altrettanti, di pari valore economico, svolti in meno. Questa carenza documentale ha reso impossibile effettuare dei controlli analitici al gestore e ha determinato una serie di contenziosi che hanno paralizzato il servizio nel 2024 ed esposto i cittadini di Anzio per quasi 5 milioni di euro. 2. I servizi di spazzamento stradale non coprivano intere zone del territorio, quali Pocacqua –Miglioramento, Falasche nord, Triangolo, Cincinnato, Zodiaco - Padiglione, Cinque Miglia, Cipriani – Cavallo Morto, determinando una forte discriminazione all’interno del territorio. 3. Molti dei progetti sperimentali e migliorativi proposti sono risultati purtroppo anacronistici: il compostaggio di comunità in quasi tutti i comuni dove è stato sperimentato ha rappresentato un problema di gestione. Lo stesso per l’autocompostaggio: pur rimanendo ampiamente condivisibile l’approccio, occorre considerare che dove è stato sperimentato ad Anzio, nel quartiere di Lido dei Pini con il supporto del Consorzio, non ha determinato risultati soddisfacenti, con la maggior parte degli utenti che hanno rinunciato alle compostiere. Occorre considerare che le compostiere hanno un costo non banale e la percentuale di successo è piuttosto bassa. Dovendo inoltre determinare uno sgravio della TARI, con le relative difficoltà di controllo, questa pratica rischierebbe ad oggi di danneggiare il servizio, con costi non assorbiti dai risparmi sperati. L’autocompostaggio rimane un obiettivo di questa Amministrazione, ma da adottare in una fase successiva, quando le emergenze in corso potranno essere risolte e la situazione potrà tornare ad un regime di normalità. In questo modo sarà possibile dedicare le risorse necessarie e la dovuta attenzione a questo tipo di pratica virtuosa. 4. Anche le 2 eco-isole informatizzate previste dal contratto sono state valutate non soddisfacenti: basta vedere il risultato che le stesse hanno ottenuto nella vicina città di Nettuno, dove sono in uso al centro storico e dove gli utenti fanno grande fatica ad utilizzarle, con gravi problemi di igiene e decoro pubblico. 5. Infine, in merito alla tariffa puntuale, si chiarisce che rimane un obiettivo di questo assessorato. Non a caso è stato fatto un lavoro fondamentale e propedeutico di informatizzazione della banca dati delle utenze TARI. Quello che ad oggi manca, sono i mastelli con TAG RFID. Nel contratto originario era infatti previsto l’acquisto di soli 5.000 mastelli per ogni frazione (senza TAG RFID), contro gli oltre 40.000 utenti TARI. La fornitura dei 5.000 mastelli è ovviamente terminata nei primi anni di gestione del contratto e al nostro insediamento non era previsto l’acquisto di alcun kit. Va da sé che la tariffazione puntuale potrà essere implementata solo con il prossimo contratto, ovvero dopo il 2028, quando al Gestore entrante potranno essere richieste i dovuti investimenti. Una seconda premessa doverosa è relativa all’attuale congiuntura economica nella quale l’Amministrazione si muove: 1. Il costo del carburante, che trascina l’inflazione e l’adeguamento dei contratti collettivi nazionali, ha un peso enorme sul servizio di raccolta e trasporto rifiuti e sulle attività di spazzamento. 2. A questo si aggiunge la crisi della filiera della plastica: la plastica raccolta nei comuni italiani non viene riciclata e venduta come materiale, in quanto la plastica extra-europea ha un costo inferiore. Gli impianti di stoccaggio sono alla saturazione e le indicazioni regionali e nazionali vanno nella direzione di bruciare una parte della plastica prodotta dai rifiuti: in questo modo, oltre all’evidente danno ambientale, la differenza di costo ricadrà sui comuni: la plastica venduta come riciclata rappresenta un’entrata per i comuni, nell’ordine di 120 euro a tonnellata. Quella bruciata un costo per circa 250 euro a tonnellata. 3. Il costo di smaltimento del rifiuto indifferenziato è aumentato quest’anno del 13% come da determinazioni regionali. L’incidenza annuale di questo costo è di oltre 450 mila euro l’anno per il nostro comune. In questo quadro è chiara la tendenza ad un aumento esponenziale della TARI per cittadini e imprese locali. L’Autorità nazionale di Regolazione Energia, Reti e Ambiente (ARERA), vincola peraltro i comuni a dei limiti nella crescita tariffaria. Limiti che alla luce del quadro sopra delineato l’Ente non è in grado di rispettare. Qualsiasi politico vorrebbe evidentemente dare più servizi ai cittadini. Farlo in assenza di una programmazione, di una progettazione e di una visione di lungo termine, tuttavia, è insostenibile e fa ricadere il peso di scelte di corto respiro sul futuro. Le modifiche inserite vanno pertanto lette a valle di questo quadro. I calendari di raccolta sono stati rimodulati in linea con quanto avviene nella limitrofa città di Nettuno. Le risorse (mezzi-uomo) risparmiate sui passaggi in meno di plastica e vetro, sono state reinvestite per garantire a tutto il territorio parità di trattamento delle attività di spazzamento stradale e nel potenziamento della raccolta differenziata nelle zone più soggette a flussi turistici. Per quanto riguarda il calendario dell’organico la maggior parte dei riscontri dati cittadini ci risulta essere favorevole (lo spostamento dal venerdì al sabato consente di gestire meglio il week end, specialmente in estate). Per plastica e vetro le riduzioni non sono state colte con favore come era prevedibile, ma sono state necessarie per i motivi spiegati sopra. È stata effettuata una mappatura delle zone più densamente abitate, dove si stanno aggiungendo dei contenitori più grandi per gestire l’accumulo dei materiali. In merito al verde, l’Amministrazione ha confermato l’obiettivo di estendere la raccolta porta a porta con contenitori dedicati a tutto il territorio, come già è stato fatto questa estate ad Anzio centro, sacro cuore, quartiere Europa e cincinnato. Si sta lavorando duramente per reperire le risorse necessarie all’acquisto dei contenitori per tutte le utenze dotate di giardino. In merito ai sacchi neri occorre precisare che tale disposizione non è subentrata con il nuovo servizio questa estate, ma era già vigente prima dell’insediamento di questa amministrazione. Dal punto di vista legale, l’amministrazione non può obbligare gli utenti ai sacchi completamente trasparenti, ma può vietare i sacchi neri, consentendo quindi l’uso dei comuni sacchi colorati. Questo per dare modo agli operatori di effettuare un controllo visivo di massima sui materiali raccolti, onde evitare l’eccessiva contaminazione dei materiali e limitare gli errati conferimenti, ancora purtroppo molto diffusi nella cittadinanza. L’obiettiva è massimizzare la raccolta differenziata e ridurre le impurità nei materiali raccolti separatamente, così da massimizzare i benefici ambientali ed economici del servizio. Convengo, infine, con la critica relativa alla inefficace comunicazione del comune. Rappresento che sono stati stampati oltre 40 mila volantini da far distribuire alle utenze. Questo purtroppo non è avvenuto in maniera efficace. Per il futuro l’amministrazione si sta dotando di apposite agenzie di comunicazione al fine di accompagnare gli utenti nella comprensione del servizio. Concludo fornendo alcuni dati relativi ai risultati ambientali ed economici generati dalla sperimentazione: Il rifiuto indifferenziato è diminuito nel periodo che va giugno a settembre 2026 di 369 tonnellate, con un risparmio stimato di oltre 90 mila euro. Il verde conferito sfuso anziché in buste ha determinato un risparmio di quasi 60 mila euro. La percentuale di raccolta differenziata è aumentata nel periodo estivo stabilmente sopra il 60% e la tendenza è in aumento. In queste settimane l’ufficio sta portando a termine l’attività di progettazione che porterà alla approvazione di un nuovo allegato tecnico al contratto con AET. Tale progetto sarà accompagnato da una relazione tecnico-analitica dei servizi e guiderà l’appalto in essere fino alla sua scadenza, a novembre 2028. Tale documentazione sarà anche propedeutica alla definizione, a fine 2028, del nuovo progetto definitivo, con il quale sarà possibile effettuare gli investimenti necessari per far fare alla nostra città il salto in avanti di cui ha bisogno. Certo di poter continuare ad avere con la vostra associazione e con tutto il territorio un proficuo scambio di opinioni e valutazioni, e sperando di aver fatto cosa gradita nel condividere valutazioni ed elementi tecnici per approfondire ulteriormente la questione relativa al servizio di gestione dei rifiuti, Porgo cordiali saluti. L'Assessore alle Politiche Ambientali Comune di Anzio Dott. Luca Brignone.