In via della Spadellata, vicino alla centrale biogas, era stata proposta una nuova piattaforma per il recupero dei materiali
Bocciato il progetto di stoccaggio rifiuti
La zona a nord di Anzio, oltre il quartiere di Lavinio, è classificata zona industriale e quindi destinataria di progetti inerenti l’industria. Decine di anni di confusione urbanistica e di una massiccia edificazione abusiva, che ancora attende una globale regolarizzazione, hanno trasformato l’area in una zona in cui fattorie e coltivazioni di pregio, palazzine e supermercati ed una scuola convivono con una centrale per la produzione di biogas. Per renderlo possibile si è dovuto, senza che nessuno a livello comunale obiettasse, omettere dalla planimetria del progetto della centrale, il nucleo abitativo e la scuola: si sono cancellati gli ostacoli che potevano inficiare l’autorizzazione del progetto. Insomma terra di nessuno in cui solo la fermezza di cittadini organizzati ha impedito che l’altra centrale biogas prevista venisse realizzata in via Amedeo Nazzari. Sin dal 2020 un altro progetto, a forte impatto ambientale, è stato proposto in Via della Spadellata, si tratta un impianto di gestione, stoccaggio e trattamento di rifiuti non pericolosi (in particolare scarti, potature e sfalci del verde, oltre ad altre tipologie di rifiuti speciali non pericolosi). Una piattaforma per il deposito temporaneo e la lavorazione/recupero di materiali legati alla raccolta e al ciclo dei rifiuti non pericolosi, forse pensato per integrare l’attività della centrale Biogas che si trova nella stessa strada. Le riunioni della Conferenza dei Servizi, che si sono tenute presso la Provincia della Città Metropolitana di Roma chiamata a decidere sulla sua approvazione, sono state quattro ed in ognuna di esse la ditta veniva invitata a fornire chiarimenti o ad apportare modifiche. Le ultime riunioni, cui anche il sottoscritto ha parzialmente partecipato, sono state tenute con collegamenti a distanza, La decisione è arrivata giovedì 15 ottobre 2026, appunto durante la quarta seduta della conferenza dei servizi. Al contrario di precedenti occasioni in passato in cui il Comune era assente, in questa occasione esso era rappresentato da Sindaco ed Assessore. Per quanto riguarda le verifiche di competenza del Comune di Anzio, sono risultati favorevoli i pareri relativi alle emissioni acustiche, alla conformità urbanistica e all’allaccio dei servizi igienici alla pubblica fognatura. Sono invece rimaste negative le valutazioni sulla viabilità e sulla regimentazione delle acque, anche dopo l’esame della documentazione integrativa presentata. Diciamo che la posizione negativa del Comune sarebbe stata tale da comportare alcune varianti al progetto ma non la bocciatura dello stesso. Dopo l’esame dei pareri espressi dagli enti coinvolti, in particolare ARPA Lazio e ASL hanno formulato pareri negativi sulla proposta, la Conferenza ha bocciato il progetto. «Prendiamo atto di quanto stabilito dalla Città Metropolitana nella conferenza dei servizi – hanno dichiarato il sindaco Aurelio Lo Fazio e l’assessore all’Ambiente Luca Brignone, Per quanto di nostra competenza, abbiamo chiesto ai diversi uffici coinvolti di fare tutte le valutazioni possibili in maniera puntuale e approfondita. Non siamo contrari alla realizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti, ma riteniamo fondamentale approfondire tutti gli aspetti tecnici volti a garantire la tutela dell’ambiente e della salute della nostra comunità», hanno aggiunto. Insomma sembra si sia concluso il tentativo di realizzare un altro impianto impattante su un territorio martoriato. Per quanto riguarda il rispetto dei ruoli, anche se non considero, in questo caso, particolarmente incisivo quello del Comune di Anzio, il Sindaco e l’Assessore c’erano ed hanno espletato le loro responsabilità ed il loro ruolo. Non fu lo stesso nel 2014 per il rilascio dell’AIA per la realizzazione della centrale biogas e ne tanto meno quando nel 2017 e 2022 furono accettate varianti e eseguita la verifica dell’impianto. Allora c’erano solo Uniti Per l’Ambiente e Anzio No-Biogas a combattere contro i mulini a vento.
Sergio Franchi
Tre tappe per fare memoria: dal ricordo dei defunti alla celebrazione delle Forze Armate, fino all'omaggio ai caduti nelle missioni di pace
Cerimonie del mese di novembre a Nettuno
Il mese di novembre si apre all’insegna della memoria condivisa e del raccoglimento per la comunità di Nettuno. Il Comune e il Sindaco Nicola Burrini invitano la cittadinanza a prendere parte a una serie di cerimonie ufficiali pensate per onorare la storia, il sacrificio di chi ha servito le Istituzioni e il ricordo dei propri cari.
Il calendario istituzionale ripercorre tre ricorrenze dal forte valore simbolico e civile, legate a doppio filo sia alla storia d'Italia sia alla memoria identitaria della città. Lunedì 2 Novembre: La Commemorazione dei Defunti e il legame con la storia La prima giornata è dedicata al ricordo affettivo e civico. Il programma prenderà il via alle ore 8:30 al Cimitero Civile con la deposizione delle corone in omaggio ai Sindaci defunti, alla Croce e al Monumento della Rimembranza.
Le celebrazioni proseguiranno alle ore 11:00 in Piazza Cesare Battisti per la deposizione della corona al Monumento ai Caduti, per poi spostarsi alle ore 12:00 nella solenne cornice dell’American Sicily-Rome Cemetery. Quest'ultimo rappresenta un luogo simbolo d'eccellenza per la città: inaugurato nel dopoguerra, il cimitero monumentale statunitense accoglie le spoglie di oltre 7.800 soldati americani caduti durante la campagna d'Italia nella Seconda Guerra Mondiale, in particolare nei sanguinosi sbarchi di Anzio e Nettuno del 1944.
Mercoledì 4 Novembre: La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate Il secondo appuntamento si terrà alle ore 12:00 in Piazza Cesare Battisti per la deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti.
Istituita nel 1919, la data del 4 novembre commemora l'entrata in vigore dell'Armistizio di Villa Giusti (4 novembre 1918), che sancì la fine della Prima Guerra Mondiale e il completamento del processo di unificazione nazionale con il rientro di Trento e Trieste all'Italia. È un momento per rendere omaggio alle Forze Armate, presidio di sicurezza e libertà, e a tutti coloro che hanno sacrificato la vita per la Patria. Giovedì 12 Novembre: Il ricordo dei Caduti nelle missioni di pace e l'anniversario di Nassiriya A chiudere il programma sarà la commemorazione del 12 novembre, prevista alle ore 10:00 in Piazzale Martiri per la Pace (lato destro del palazzo municipale).
La data rievoca una delle pagine più drammatiche della storia italiana recente: il 12 novembre 2003, a Nassiriya (Iraq), un attentato terroristico contro la base "Maestrale" provocò la morte di 19 italiani (12 Carabinieri, 5 militari dell'Esercito e 2 civili) impegnati nella missione di pace Antica Babilonia. Dal 2009 la legge stabilisce che in questa data si celebri la "Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace", per mantenere viva la memoria di quanti operano lontano dai confini nazionali in difesa dei diritti umani e della stabilità globale.
L'invito del Sindaco: La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa a tutti i momenti in programma per riaffermare insieme i valori della pace, del rispetto e della memoria storica.