GIOTTO E IL SUO TEMPO
un capitolo nuovo nella Storia dell’Arte con Antonio Silvestri e Francesco Bonanni
Giotto di Bondone, conosciuto semplicemente come Giotto, nacque nel 1267 a Vicchio nella Valle del Mugello da una famiglia di piccoli proprietari terrieri che come altre famiglie toscane si trasferì a Firenze. I primi anni del pittore sono stati oggetto di narrazioni quasi leggendarie fin da quando era in vita. Giorgio Vasari nel suo noto testo “Le vite dei più eccellenti Architetti, Pittori e Scultori italiani da Cimabue ai nostri giorni” pubblicato a Firenze nel 1550 narra che Giotto era in grado di disegnare una perfetta circonferenza senza l’ausilio di alcun compasso. Si tratta della sua leggendaria “O”.
Sempre Vasari insieme allo scultore Lorenzo Ghiberti narra come Cimabue avesse scoperto il talento del giovane Giotto mentre il ragazzo con un pezzo di carbone stava disegnando su un sasso delle pecore al pascolo. Ernst H. Gombrich nella sua Storia dell’Arte racconta: «La fama di Giotto volò fino ai più lontani Paesi. La gente di Firenze era orgogliosa di lui, si interessava della sua vita e raccontava aneddoti sul suo ingegno e la sua abilità».
Anche questo è un fatto piuttosto nuovo; nulla di simile era mai accaduto prima. Naturalmente c’erano stati Maestri che avevano goduto la stima generale, raccomandati da Monastero a Monastero o da Vescovo a Vescovo. Ma di solito non si riteneva di conservarne i nomi alla posterità. Erano considerati come da noi un bravo Ebanista o un bravo Sarto. Agli stessi Artisti non interessava troppo acquistare fama o notorietà e assai spesso non firmavano nemmeno la loro opera.
Non conosciamo i nomi dei Maestri ai quali si debbono le sculture di Chartres o di Strasburgo o di Naumburg. Erano senza dubbio apprezzati al tempo loro. Ma riversavano ogni onore sulla Cattedrale per cui lavoravano.
Anche per questo verso, il fiorentino Giotto inizia un capitolo completamente nuovo nella Storia dell’Arte, che da lui in poi, dapprima in Italia e poi negli altri Paesi, è la storia dei grandi Artisti».
Il suo stile ha segnato la rottura con l’Arte Bizantina introducendo un realismo rivoluzionario, un volume e una profondità attraverso il chiaroscuro e la creazione di uno spazio tridimensionale rendendo le figure più umane, ponendo le basi del Rinascimento.
Un NATURALISMO che rompe con la tradizione bizantina bidimensionale e la Natura diventa un elemento vivo e spirituale.
Inoltre la sua pittura risente notevolmente del Messaggio Francescano di Fratellanza Universale. I suoi Paesaggi e le sue Creature (come gli alberi, le montagne e gli uccelli) sono parte integrante della narrazione che esalta un naturalismo poetico che celebra il creato come espressione della Divinità. È una sorta di peculiare Panteismo inserito in un sacro contesto trascendente.
È il Cristianesimo di Francesco d’Assisi che nella Natura vede una manifestazione di Dio e un modello di “Armonia”, come espresso nel “Cantico delle Creature”.
In Giotto la Natura è concepita come un libro che comunica messaggi spirituali ove gli animali, la terra, la terra e il vento sono tutte parti inserite in un contesto armonioso. Così gli alberi, le rocce e le montagne non fanno più parte di uno sfondo astratto e stereotipato ma diventano elementi concreti concepiti in una prospettiva intuitiva, come nella sua opera “Il miracolo della sorgente”.
La luce, nell’unire Umanità e Natura crea un’atmosfera poetica impregnata da una profonda e spontanea spiritualità.
Tutta l’Arte di Giotto risente profondamente la Spiritualità di Francesco che negli affreschi nella Basilica di Assisi, narrando la vita del Santo, traduce visivamente in un contesto terreno e comprensibile.
Francesco Bonanni
PERCORSO di
Riflessioni Sospese
con Fabrizia
NOI CITTADINI
DEL MONDO
Educazione alla
cittadinanza
Una grande
occasione per
crescere
Insieme
La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimolano in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo di altre persone; ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla continuamente insieme.
Il sistema educativo dovrebbe formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività più ampie, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale.
Tante culture tante opportunità
L’attuale società multietnica permette a ciascuno di conoscere e confrontarsi con nuove culture, usi e tradizioni. La scuola fin dall’infanzia è un terreno fertile per sviluppare relazioni significative e per favorire l’incontro di molteplici culture. È proprio nel rapporto con gli altri che fin da piccoli si impara l’importanza del rispetto e il riconoscimento dei diritti e dei doveri che regolano la convivenza.
Per affrontare l’educazione alla cittadinanza sin dalla primissima infanzia (un argomento apparentemente complesso per i bambini), sarebbe importante ricorrere alla mediazione ludica; non si tratterebbe di trasmettere conoscenze ma di fare vivere ai bambini delle esperienze dove diventerebbero protagonisti in attività organizzate, valorizzando ciascun bambino, facilitando la possibilità di espressione personale. I bambini potranno così uscire gradualmente dalla fase dell’egocentrismo infantile per aprirsi agli altri e riconoscere i loro punti di vista e i bisogni altrui. Essere “cittadini del mondo” in questa prospettiva, implica l’acquisizione della consapevolezza che ciascuno è portatore di diritti inalienabili ma anche di doveri nei confronti di se stesso e degli altri e dell’ambiente.
Il ruolo dell’educatore dovrebbe essere quello di guidare i bambini in un percorso che favorisca lo sviluppo di un pensiero riflessivo.
“L’educazione al pensare” di cui si parla anche in riferimento all’approccio proposto dalla Philosopy for Children, favorisce l’acquisizione di una capacità di giudizio critico fin dalla prima
infanzia.
Una filosofia pedagogica
La Philosopy for Children è un programma educativo ideato a metà degli anni 70, dal filosofo americano MATTHEW LIPMAN e dai suoi collaboratori, il progetto propone la pratica filosofica come indagine conoscitiva nei vari campi di esperienza umana. Lo scopo didattico-pedagogico è quello di incrementare le capacità cognitive complesse, le abilità linguistico-espressive e sociali. La matrice pedagogica del progetto si basa sul riconoscimento della valenza educativa della indagine filosofica, intesa come pratica di ricerca intorno ai campi di esperienza umana, nelle sue dimensioni estetiche, etiche, logiche. La pratica della ricerca filosofica consente di sviluppare le abilità di ragionare, di formare concetti, di indagare il significato dei concetti, delle esperienze, dei problemi.
L’obiettivo primario di questo approccio educativo è sviluppare già nei bambini la capacità di pensare in modo CRITICO, CREATIVO e COLLABORATIVO attraverso attività di gruppo guidate da un mediatore. Un racconto, un’immagine, una situazione può fornire lo stimolo ad elaborare domande esistenziali ed etiche (riflettere su ciò che è giusto).
Attraverso domande-stimolo che possono iniziare con Perché? Cosa succederebbe se? Come possiamo? Si promuove la riflessione e la verbalizzazione sulle proprie ed altrui emozioni, si incoraggia l’autonomia e la consapevolezza nelle decisioni.
Come nel gioco, le regole sono indispensabili
Si può perciò affermare che sviluppare il senso della Cittadinanza significa scoprire gli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso regole condivise, che si definiscono attraverso le relazioni, il dialogo, l’espressione del proprio pensiero, l’attenzione al punto di vista dell’altro, riconoscere diritti e doveri di ognuno, significa porre le fondamenta di un ambito democratico, eticamente orientato, aperto al futuro e rispettoso del rapporto uomo-natura.
Domenica 18 GENNAIO 2026 - ore 16.00
Via Venezia, 19 – Lido di Cincinnato - ANZIO
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Supererà quella Umana?
con Franco Concari
Per dare una risposta a questo quesito
dobbiamo capire cosa è in grado di fare la IA e come funziona.
(Due Incontri di 1 hr ca.)
PREMESSA
Dopo aver approfondito, nei precedenti incontri, i temi di come funziona il Cervello Umano e di come anche le Piante hanno una certa forma di intelligenza, ho pensato che fosse interessante capire come funziona la più importante innovazione tecnologica del 1°secolo degli anni 2000: l’INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
Capire il funzionamento della IA ci può aiutare a superare alcuni tabù che la riguardano e capire i rischi e le opportunità che il suo utilizzo può comportare ci aiuterà ad un suo impiego positivo ed innovativo.
Come nelle altre sessioni da me svolte, saranno principalmente gli esperti del tema a condurci tramite video attraverso questo argomento, misterioso ed affascinante. La sintesi che ne emergerà darà la risposta al quesito posto nel titolo del seminario.
Il 1° Seminario è dedicato a capire COSA È LA INTELLIGENZA ARTIFICIALE, il 2° Seminario a capire COME FUNZIONA.