Il Comune di Nettuno ha diffidato la società che sta portando la fibra in centro città
Strade devastate dai lavori
L’Ufficio Lavori pubblici dell’Amministrazione comunale di Nettuno ha inviato due diffide formali alla ditta Fibercop Spa che sta realizzando i lavori per la fibra al centro di Nettuno.
La prima riguarda i lavori che sono stati realizzati in via Cristoforo Colombo, nel tratto che va dal Comune di Nettuno alla Stazione ferroviaria, in cui gli operai, durante la realizzazione dell’intervento, hanno tranciato i cavi della pubblica illuminazione.
L’ufficio lavori pubblici e l’Assessore Luigi Iannone hanno diffidato la Ditta all’immediato ripristino del danno per scongiurare pericoli per la pubblica e privata incolumità.
Stesso discorso vale per i lavori di scavo e manomissione del suolo pubblico.
“La società – si legge nella lettera inviata dal Comune alla Fibercop – ha l’obbligo vincolante di eseguire lavori a regola d’arte, e l’obbligo tassativo ed inderogabile di ripristino definitivo del suolo pubblico con oneri a suo carico. A seguito di numerosi sopralluoghi effettuati dal personale tecnico del Comune in diverse date è stato accertata la persistenza di situazioni di mancato o errato ripristino in più punti del territorio. Queste inadempienze violano gli obblighi di ripristino del decreto scavi e configurano una violazione del Codice della strada”.
Quindi gli uffici hanno diffidato e messo in mora la Fibercop affinché intervenga sulle situazioni critiche entro 15 giorni dalla notifica.
La ditta è chiamata “all’esecuzione immediata di tutti i ripristini non conformi garantendo la perfetta conformità della sede stradale”.
Se entro 15 giorni la Ditta non interverrà il Comune di Nettuno attiverà, senza ulteriore preavviso, l’esecuzione dei lavori in danno, con l’applicazione integrale dei costi maggiorati delle spese tecniche e amministrative e applicherà le sanzioni previste dal regolamento comunale.
“I lavori per la fibra sono importanti – ha detto il Sindaco di Nettuno Nicola Burrini – ma in una città come la nostra che ha già tanti problemi sulle strade, la situazione dei mancati ripristini sull’asfalto è intollerabile. Attueremo tutte le misure necessarie per intervenire in tempi rapidi sull’asfalto ammalorato”.
“Abbiamo verificato con molta attenzione i lavori della Ditta – ha sottolineato l’assessore ai Lavori pubblici Luigi Iannone – e fatto presente più volte l’importanza del ripristino dell’asfalto a regola d’arte, cosa che ad oggi non è avvenuta. Ora la Ditta ha 15 giorni per intervenire se vuole evitare sanzioni importanti”.
Ufficio stampa
Comune di Nettuno
I Poeti Estinti nelle scuole
La mattina del 19 dicembre scorso è iniziata all’insegna del divertimento per i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia ‘Fratelli Grimm’ e ‘Cadolino’ Insieme alle loro insegnanti sono stati accolti dal gruppo dei ‘Poeti Estinti’, guidati dal Dott. Maurizio Stasi, loro Presidente, dal Presidente del Consiglio comunale di Nettuno Dott. Roberto Alicandri e dall’Assessore Enrica Vaccari, all’interno del Forte Sangallo.
Un Forte addobbato magnificamente per le festività natalizie, già dal ponte levatoio, con la casa di Babbo Natale risplendente di mille luci, palle colorate, nastri brillanti e con lo stesso Babbo Natale pronto a raccogliere le loro letterine, donando in cambio un dolcetto. L’intrattenimento a questi 140 bimbi lo hanno fatto i ‘Poeti Estinti’ che non si sono risparmiati narrando loro favole da essi stessi ideate, poesie, filastrocche, canzoncine, esibendosi in piccoli giochi di prestigio da parte del Presidente Stasi.
I piccoli alunni, seduti nella sala biblioteca, si sono molto divertiti, gradendo ogni performance, battendo le mani ad ogni storia narrata. Poi, insieme alle insegnanti si sono diretti nella casa di Babbo Natale per salutarlo, fotografarlo e ricevere un dolcetto. Quindi con una buona colazione all’aperto si è conclusa la magnifica mattinata di gioia, divertimento e tante piccole esperienze di vita.
Rita Cerasani
Il sesto articolo di Chitarrini sui censimenti dal 1951 al 2017
Storia della popolazione di Nettuno
Breve storia della popolazione di Nettuno, dal censimento del 1951 al 2017. (1951, 1961, 1971, 81, 91, 01, 2018)
Censimento del 2018
Le rilevazioni del 2017 ci dicono che gli abitanti residenti a Nettuno hanno raggiunto la soglia dei 50000 (49852: 24761 maschi -il 49,7 della popolazione nel suo complesso- e 25091 di sesso femminile). La fascia d’età dei neonati (0 – 5 aa) è di 1938 unità: una leggerissima risalita rispetto al 2001 (1687), un numero minore, in percentuale, rispetto al 1991 quando ammontavano a poco meno di 1800 unità quando il numero dei residenti totale era di 33827. Un segnale ineludibile, ma già scontato: quello dell’inverno demografico arrivato anche a Nettuno. Non bastano gli incrementi di popolazione migrante comunitaria ed extracomunitaria che a Nettuno raggiunge le 1000 unità residenti (nel 2001 erano 685 unità).
La fascia d’età più numerosa è quella dei 45-50 aa con 4201 unità (il 6,5% dell’intera popolazione); la seconda è quella successiva dei 50-55enni (4150), la terza quella dei 55-60enni (3670): le fasce centrali: probabilmente un residuo del baby boom nettunese primi aa 50 e anni 60. La fascia d’età più anziana è quella dei centenari: una punta di 12 persone residenti: una cosa impensabile fino a 10-15 aa prima.
Nettuno, alla vigilia dell’epidemia è una cittadina ormai pienamente terziarizzata (servizi, stagionalità, provvisorietà, intermittenza, quindi compressione dei salari e precarizzazione), con una accumulazione di capitali derivanti da rendite immobiliari e edilizia, incipiente turistificazione: la villeggiatura residenziale e famigliare che è riuscita a permanere fino agli aa 90 è ormai un ricordo; adesso al posto della sensale c’è airbnb, permanenze brevi, alloggi ‘fronte mare’ e ‘case di villeggiatura’ b&b, affitti brevi…Un tipo di turismo che può essere vantaggioso ma dal quale bisogna guardarsi sul lungo termine: l’overtourism, la gentryfication e la ‘sostituzione’ degli abitanti e delle attività originarie portano, negli anni, alla desertificazione e alla perdita di ogni attrattiva per quei stessi luoghi. ‘Rigenerazioni’, attività commerciali e parartigianali esotiche e lussuose, ‘sostituzioni’ e ibridazioni di persone, cose e attività, finendo poi con il generare condizioni eterogeneticamente dannose sul medio e lungo termine. Una cittadina che tende a omologarsi alla metropoli romana, nonostante abbia i suoi -diciamo- elementi identitari: il mare, il borgo marinaro (in via di ‘ibridazione’), il forte. Il palazzo ex Divina Provv….è il risultato del veloce processo di urbanizzazio-ne/conurbazione dell’area sud di Roma (Pomezia, Ardea, Castelli, Anzio-Nettuno). Tra altre cose, va ricordato che i nuclei a ‘alta densità’ relazionale (parentela, vicinato, amicizia, compaesanità ecc sono quasi del tutto scomparsi e la famiglia stessa è ormai completamente mononucleare e sempre più isolata. Tutto questo, insieme ad altri fattori e, in particolare, ai processi migratori (in entrata, ma anche, in misura minore, in uscita), fanno di Nettuno una città ‘plurale’ con un consistente grado di complessità e differenziazione sociale che va governata tenendo conto della sua complessità e non eludendola e semplificandola indebitamente.
Tutte cose più o meno ‘fisiologiche’ nell’epoca della (post)modernizzazione, delle società liquide, delle periodiche ri-urbanizzazioni ecc ecc. Tutti processi che andrebbero però governati e implementati secondo accorte strategie complessive (urbanistiche, socio antropologiche, economiche),capaci di andare oltre il contingente; a Nettuno da un ‘regime sociale’ di tipo tradizionale si è passati, precipitosamente, nella seconda metà degli anni settanta (dopo una brevissima, sparuta e delocalizzata stagione industriale), a un regime informale strumentalistico- utilitaristico e-familistico; sono emerse così da un lato forme di ‘semplificazione’ e ‘scorciatoie’ economiche e produttivo-lavorative, insieme a pericolosi inserti malavitosi, ‘furberie‘, più o meno illecite fino alla vera e propria illegalità e criminalità. Sono gli anni del quarto scioglimento del consiglio comunale, due di questi scioglimenti sono stati appunto per ‘infiltrazioni’ mafiose.
Nettuno si trova ad fronteggiare e contrastare questa condizione di vita mortificante e mortale per la cittadina, lo può fare tenendo alta la guardia promuovendo l’associazionismo e la militanza civile e culturale, mettendo anche in campo una politica culturale che sappia rintracciare e dare nuova vita alle genuine caratteristiche del territorio, senza limitarsi a una politica evenemenziale e ‘utilitaristica’, della grande evento, della iniziativa rumorosamente ferragostana a uso ‘turistico’ (come è stato fatto fino adesso riguardo la poca politica culturale: ‘la cultura non serve e non se magna, perciò va utilizzata a scopo turistico: al supporto dei quattrini derivanti dal turismo, così serve a qualcosa’). 0
Giuseppe Chitarrini
(I dati statistici-demografici sono tratti dal mio libro “Nettuno a memoria. Una biografia fra comunità, società e società complessa” edito da Fusibilia (2020), con la prefaz.di U. Magnanti)